Rita Levi Montalcini il 22 aprile compie 100 anni.
Una donna al servizio dell”umanità e della scienza, Rita Levi Montalcini il 22 aprile compie 100 anni.

La lunga attività di scienziata di Rita Levi-Montalcini non riguarda soltanto la brillante scoperta del fattore di crescita del sistema nervoso o NGF: la sua vicenda scientifica si intreccia infatti anche con le vicende storiche italiane ed europee e più in particolare con la storia della scienza negli anni a cavallo del secondo conflitto mondiale.
La formazione di Levi-Montalcini inizia a Torino ed ha al suo centro la figura di Giuseppe Levi, titolare della Cattedra di Istologia e maestro di altri due futuri Premi Nobel, Renato Dulbecco e Salvador Luria. Nel 1938, però, con l’emanazione delle leggi razziali, la giovane ricercatrice è costretta, per proseguire gli studi, ad emigrare a Bruxelles, dove lavora sino all’invasione tedesca del Belgio, nella primavera del 1940: torna allora a Torino ed allestisce un laboratorio di fortuna a casa, dove con il suo maestro Giuseppe Levi inizia a fare ricerca sullo sviluppo del sistema nervoso negli embrioni di pollo.
“Mi sento per la seconda volta un po’ Robinson Crusoe. La prima fu negli anni del fascismo. Allora ero più sola, più giovane e meno forte di adesso, eppure il male produsse un bene”.
Alla fine della guerra, nel 1947, come altri scienziati italiani ed europei, si reca negli USA, accettando l’invito di Victor Hamburger per lavorare alla Washington University di St. Louis, dove sarebbe arrivata alla scoperta del Nerve Growth Factor, il fattore di crescita nervosa (NGF).
Fino ad allora la Levi-Montalcini aveva svolto la sua ricerca sulle correlazioni nello sviluppo tra le varie parti del sistema nervoso e si era in seguito rivolta allo studio dello sviluppo dei neuroni dell’embrione di pollo, cui si dedicò anche a St. Louis, quando affrontò, insieme a Stanley Cohen, il tema della crescita e differenziamento delle cellule nervose.
L’attività scientifica di Rita Levi-Montalcini è lunga e intensa, anche negli anni della vecchiaia, in cui si sta dedicando a numerose imprese culturali: Senatore a vita, Presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, di fondazioni scientifiche, autrice di numerosissimi saggi, si occupa anche di campagne umanitarie e ha promosso, insieme alla sorella Paola, una Fondazione che ha come scopo di venire in aiuto alle giovani donne dei paesi dell’Africa. Ricordo che, lamentandosi, non senza un certo vezzo, che i suoi giovani collaboratori dimostrassero una scarsa resistenza e si stancassero facilmente, notò che «I giovani sono ancora dei dilettanti della vita, noi che siamo arrivati a questa età siamo invece dei professionisti: non soltanto sappiamo amministrarci ma siamo anche resistenti». Credo che questa frase riassuma la sua passione per la ricerca che ha segnato una lunga vita dedicata prevalentemente al lavoro e alle idee della scienza.
Una scienziata irriducibile da sempre attiva nelle campagne di interesse sociale (contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società), e dal 1992 fondatrice della “Fondazione Levi Montalcini”, in memoria del padre, rivolta alla formazione e all”educazione dei giovani. In particolare al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane, al fine di contribuire a creare una classe di giovani donne che svolgano un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro Paese.
“Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà. Meglio aggiungere vita ai giorni che non giorni alla vita”.
Daniele Battaglia
(Nella foto Rita Levi Montalcini con il presidente della Repubblica Napolitano)
Popularity: 3% [?]
