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	<title>Napoli affari &#187; Corruzione</title>
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		<title>ROSY BINDI al NO-B Day</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 10:08:37 +0000</pubDate>
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		<title>Minchiate &#8211; Marco Travaglio</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 09:59:06 +0000</pubDate>
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		<title>Arrestati 11 fedelissimi di Provenzano</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:42:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria e&#8217; stata eseguita all&#8217;alba, nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione congiunta condotta dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Palermo e da agenti della Squadra Mobile della Questura. I provvedimenti restrittivi colpiscono esponenti di Cosa Nostra riconducibili alla rete di favoreggiatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria e&#8217; stata eseguita all&#8217;alba, nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione congiunta condotta dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Palermo e da agenti della Squadra Mobile della Questura. I provvedimenti restrittivi colpiscono esponenti di Cosa Nostra riconducibili alla rete di favoreggiatori del boss Bernardo Provenzano. Gli arrestati devono rispondere di reati che vanno dall&#8217;associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alla detenzione di armi, all&#8217;intestazione fittizia di beni.</p>
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		<title>La mafia non esiste, Berlusconi e Dell&#8217;Utri invece si</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 10:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Testo:
Buongiorno a tutti. Sembra di essere ritornati a dieci o quindici anni fa, quando partirono le prime indagini sui rapporti mafia /politica a proposito degli ambienti berlusconiani. La caratteristica che accomuna quei tempi ai tempi di oggi, ai giorni di oggi, è che nessuno risponde mai sul merito delle questioni e si alzano sempre dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/oimta4gtCIU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/oimta4gtCIU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Testo:</em><br />
Buongiorno a tutti. Sembra di essere ritornati a dieci o quindici anni fa, quando partirono le prime indagini sui rapporti <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> /politica a proposito degli ambienti berlusconiani. La caratteristica che accomuna quei tempi ai tempi di oggi, ai giorni di oggi, è che nessuno risponde mai sul merito delle questioni e si alzano sempre dei grandi polveroni, delle grandi parole d’ordine.</p>
<div id="pp1"><strong>Chi sono i &#8220;pentiti&#8221;</strong></div>
<p>Vi faccio qualche esempio: in questi giorni si sta cercando di rispondere alle nuove rivelazioni che, tra un attimo, vi riassumerò, con argomenti del tipo “ ma questi pentiti sono gente che ha sciolto i bambini nell’acido, sono gente con venti ergastoli, sono gente che ha ammazzato per tutta la vita, sono dei mafiosi: come facciamo a fidarci di loro?”, in realtà non c’è nessun rapporto tra il fatto che uno abbia commesso dei gravissimi delitti e il fatto che racconti bugie. Possono esserci persone che raccontano bugie e non hanno commesso mai alcun delitto e persone che dicono la verità e che hanno passato la vita a delinquere: del resto, il fatto che il pentito dica la verità lo si verifica quando parla dei propri delitti, prima di fare i nomi dei suoi complici e dei suoi mandanti; di solito il pentito è uno che ha confessato i delitti di cui stiamo parlando e quindi sappiamo che ha commesso i delitti di cui stiamo parlando proprio perché l’ha detto lui e, grazie a quelle confessioni, è stato poi condannato a più ergastoli, anche se la legge consente ormai dei modici, prima erano molto più abbondanti, quando la legge la ispirò Falcone erano molto più abbondanti, sconti di pena e benefici carcerari.<br />
Naturalmente a qualcuno potrà anche ripugnare il fatto che si vadano a sentire dei pentiti di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> per sapere le cose di mafia: purtroppo non si è  mai trovato nessun altro, se non i mafiosi, che fosse in grado di raccontare che cosa succede nella <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, perché? Perché la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> è una società segreta, gli affiliati hanno il vincolo della riservatezza assoluta, non possono neanche dire, ovviamente, in giro di essere mafiosi, non possono dirselo neanche tra loro, salvo alcune circostanze molto normate dalle regole mafiose e conseguentemente, per sapere qualcosa della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, bisogna sentire i mafiosi. Poi, naturalmente, bisogna verificare che dicano la verità, ma non è che uno, perché è mafioso, sia di per sé bugiardo e dopodiché in questi anni abbiamo visto centinaia, centinaia e centinaia di pentiti: di pentiti che hanno raccontato bugie ce ne sono pochissimi, quando leggete sui giornali “ non dimentichiamo che i pentiti sono quelli che avevano detto che <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> aveva baciato Riina”, intanto è una truffa, perché Balduccio Di Maggio non disse che <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> aveva baciato Riina, aveva detto un’altra cosa, ossia che quando <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> entrò nella casa di Nino Salvo e incontro Riina, quest’ultimo gli si fece incontro e lo baciò sulla guancia, per cui è Riina che saluta con il bacio rituale <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> e non viceversa, ma in ogni caso non c’è scritto da nessuna parte che quella sia una bugia, non c’è nessuna delle sentenze <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> che dica che Balduccio Di Maggio mentiva, c’è semplicemente scritto che non sono stati trovati riscontri sufficienti per ritenere che quell’incontro, raccontato da Di Maggio, ci sia stato, ma non c’è scritto che ci sono le prove che non c’è stato, tant’è che nessuno, neanche uno dei 38 pentiti che accusavano <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> è mai stato incriminato per calunnia, cosa che sarebbe stata obbligatoria nel caso in cui i giudici avessero riscontrato che anche solo uno di quei 38 aveva mentito e del resto, come sapete e come purtroppo non sa Eugenio Scalfari, il quale ieri ha parlato di un processo che è finito in assoluzione in parte con formula piena e in parte con formula dubitativa. Non c’è nessuna assoluzione con formula piena nel processo <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a>, <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> fu assolto con la vecchia insufficienza di prove in primo grado, in appello gli fu peggiorata la sentenza di primo grado, ribaltandone la parte del periodo fino al 1980 e lì fu dichiarato colpevole, ma prescritto per il reato commesso di associazione a delinquere con la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> fino alla primavera del 1980. Dopo il 1980 fu confermata l’assoluzione per insufficienza di prove, che era stata data in primo grado. La Cassazione confermò la sentenza d’appello, per cui so che è suggestivo dire “ beh, ma quelli sono dei mafiosi che hanno sciolto i bambini nell’acido”: è vero, infatti è proprio per quello che sono dei testimoni privilegiati per raccontare quello che succede dentro la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, perché loro ne hanno fatto parte; certo, sarebbe bellissimo poter avere dei testimoni di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> che hanno sempre fatto, nella loro vita, i frati francescani o le suore clarisse, ma purtroppo i frati francescani e le suore clarisse della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> non sanno una mazza, perché non ne hanno mai fatto parte e conseguentemente è ovvio che, per sapere quello che succede in un’organizzazione criminale, bisogna sperare che qualcuno all’interno di quell’organizzazione criminale ce lo racconti. Del resto lo vedete, per qualunque delitto venga a essere commesso si vanno a cercare le persone più vicine alla vittima e, quando si scopre che c’è un’organizzazione criminale, si vanno a cercare tutte le persone che fanno parte di quell’organizzazione criminale, nella speranza che una di queste collabori con la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a>. Se ci state attenti, la figura del pentito in realtà non esiste: chi è il pentito? Il pentito è un delinquente che, quando viene preso, ha due possibile strade, quando viene scoperto: la prima è negare tutto e tenere per sé i suoi segreti e coprire i suoi complici, i suoi capi e i suoi mandanti; l’altra è quella di rispondere alle domande dei magistrati e dire la verità, in tutti i Paesi del <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/media/sky/mondo-sky-sky-media/">mondo</a> chi risponde ai magistrati e dice la verità, ma non soltanto mafioso, anche membro di un’organizzazione dedita alle rapine, ai furti, all’immigrazione clandestina, al terrorismo etc., chi risponde e dice la verità ha delle attenuanti, dei premi, perché? Perché tutti gli Stati seri hanno tutto l’interesse a fare in modo che sempre più gente collabori con i giudici e con le forze dell’ordine, aiutando a scoprire anche gli altri personaggi o a scoprire gli altri reati che hai commesso, ma che i magistrati non sanno ancora che tu hai commesso. Per cui il pentito di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, come di terrorismo, non è una figura particolare: esiste in tutti i tipi di reati e in tutti i Paesi, c’è semplicemente, quando ti prendono, la possibilità o di mentire, di tacere e tenerti tutto dentro coprendo i tuoi complici, oppure collaborare. Se collabori è ovvio che lo Stato ti tratta meglio, dopo aver verificato che la tua collaborazione, ovviamente, è genuina: genuina non perché sei diventato buono, ma genuina perché hai detto la verità, poi se sei sempre stronzo come prima, oppure se sei diventato buono, quello allo Stato non deve interessare, allo Stato deve interessare se quello che hai detto è vero e per questo si vanno a fare i controlli.</p>
<div id="pp2"><strong>Tante balle, poche risposte</strong></div>
<p>Sentite dire tante stupidate in questi giorni: sentite dire, per esempio, che questa <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/storia/">storia</a> del concorso esterno in associazione mafiosa ce l’abbiamo solo noi etc., intanto abbiamo la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, abbiamo Cosa Nostra e gli altri Paesi non ce l’hanno, abbiamo la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/camorra/">camorra</a> e gli altri Paesi non ce l’hanno, abbiamo la ‘ndrangheta e gli altri Paesi non ce l’hanno, per cui è ovvio che ciascuno si occupa dei reati tipici del suo Paese. Certo in Danimarca non c’è il concorso esterno in associazione mafiosa, perché non c’è l’associazione mafiosa e conseguentemente non c’è nessuno che può concorrere, ma il concorso esterno in associazione mafiosa è un reato che la Corte di Cassazione ha già definito molto precisamente come il reato che viene commesso da quelle persone che non fanno parte permanentemente degli organici della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/camorra/">camorra</a> e della ‘ndrangheta ma che, pur facendo un altro mestiere, sono a disposizione non per fare una volta un favore, in quanto quello si chiama favoreggiamento, ma per essere sempre a disposizione dell’organizzazione per ogni evenienza e in qualunque momento. Questo è il concorso esterno in associazione mafiosa. E’ evidente che il buonsenso ci spiega e ci dice che è giusto che esista questo reato, perché altrimenti come viene punito il medico che, pur non essendo affiliato con il rito della punciuta, della santina, della scorza d’arancio etc., ogni volta che gli portano un latitante o un killer ferito lo cura, senza dire di averlo curato? Come definire il prete che celebra matrimoni, funerali, sacramenti vari alle famiglie dei latitanti? Come definire il poliziotto che avverte i mafiosi dei blitz, come faceva Bruno Contrada quando era a Palermo? Infatti è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Che dire del politico che, pur non essendo mafioso di suo, è al servizio della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, nel senso che ogni volta che la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> ha bisogno di un appalto, di un favore, di un’agevolazione, di un certificato etc&#8230;? Pensate all’impiegato dell’anagrafe che fa i documenti e rilascia i certificati ai mafiosi latitanti, pensate all’imprenditore che dà i subappalti regolarmente: non sono mica organici alla <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, stanno ciascuno a casa propria, fanno ciascuno il proprio lavoro e, quando Mamma Santissima chiama, picciotto risponde, ma non sono affiliati e quindi sarebbe assurdo condannarli per associazione, partecipazione all’associazione, questo è il concorso esterno: è una cosa normalissima. E’ ovvio che a nessuno verrebbe mai in mente di fare il processo a qualcuno perché ha incontrato un altro: adesso leggete sui giornali che per il concorso esterno, basta incontrare uno al bar, ma sono tutte stupidaggini; la Corte di Cassazione ha stabilito che il concorso esterno regge, fino alla Corte di Cassazione appunto, soltanto quando si dimostra che c’è un asservimento della persona che sta fuori dalla <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, che c’è una serie di condotte protratte negli anni, non un solo episodio o due episodi, che sarebbero singoli favoreggiamenti e che c’è uno scambio, un do ut des: io politico, poliziotto, prete, magistrato colluso, imprenditore, impiegato etc., ti faccio quello che tu mi chiedi e tu, in cambio, mi dai quello che voglio io, come i voti nel caso del politico, dei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> nel caso del medico a libro paga, o cose di questo genere. Questa è protezione dagli attentati che ti faccio io stesso, nel caso dell’impresario o dell’imprenditore, questo è il concorso esterno, che naturalmente era considerato fondamentale da Falcone e Borsellino, che infatti furono i padri del reato di concorso esterno, visto che ne definirono i contorni per la prima volta, a proposito della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>, nella sentenza /ordinanza del processo Maxi Ter a  Cosa Nostra nel luglio del 1987, per cui quando sentite che Falcone e Borsellino non avrebbero mai usato il concorso esterno, sono tutte stupidaggini, in quanto l’hanno teorizzato loro, anche se l’idea che una grande associazione criminale si serva di personaggi esterni a sua disposizione non è nuova, ci sono già sentenze della Corte di Cassazione addirittura nell’800, quando la Corte di Cassazione aveva sede a Palermo, che configurano il concorso esterno in brigantaggio, perché all’epoca c’era o lo chiamavano brigantaggio, anche se somigliava molto alla <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a>.<br />
Soprattutto in questi giorni sentite dire che c’è una <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> a orologeria, cioè che ci sono questi pentiti e questi magistrati che, a un certo punto, si mettono d’accordo tutti nazionale per spodestare <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. Chi dice questo, oltre a essere totalmente in malafede &#8211; infatti chi è che lo dice? <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> &#8211; non sa come avvengono gli interrogatori e come iniziano le collaborazioni con la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> dei mafiosi. Il mafioso, come tutti gli imputati di reati gravi, ovviamente all’inizio centellina le cose: perché? Perché sta iniziando a collaborare con quello che è stato il suo nemico storico, il mafioso viene allevato fin da piccolo a odiare lo Stato, essendo lui un affiliato all’Antistato e quindi, l’idea di collaborare con i cosiddetti sbirri anche psicologicamente è un trauma, per cui all’inizio è faticosissima la collaborazione, è faticosissimo confessare le proprie colpe, è superfaticosissimo fare i nomi dei propri capi, con i quali si è legati o da parentela di sangue, o da una sorta di osmosi, dopo aver fatto tutto ciò che si è fatto (omicidi, paura, terrore anche per sé, perché certamente chi fa la vita del latitante può essere scoperto da un momento all’altro) tutto in osmosi con la propria famiglia, cioè con il proprio clan mafioso. L’idea di dover fare i nomi di tutti i tuoi amici, di tutti i tuoi capi che ti hanno dato <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a>, prestigio, uno status sociale etc. è molto traumatico, conseguentemente ci si arriva per gradi. A volte bisogna proprio cavargliele con le pinze, certe cose ai pentiti: perché? Perché comunque distaccarsi dal proprio ambiente è un po’ come per il pesce che, a un certo punto, esce dall’acqua: non è facile e, a un certo punto, si pone il problema dei livelli superiori, ossia delle coperture politiche. Ora immaginate quale pazzo suicida mafioso decide spontaneamente, mettendosi d’accordo con il magistrato, dice “ adesso facciamo il nome di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> di Dell’Utri, così li buttiamo giù”, ma pensare che le cose vadano così significa non capire niente; il mafioso, prima di fare il nome di un uomo potente della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> o dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">economia</a>, ci pensa milioni di volte e infatti da sempre abbiamo questa reticenza a parlare dei politici: perché? Perché il passato è maestro, la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/storia/">storia</a> è maestra, almeno per i mafiosi: Buscetta, quando Falcone gli chiede dei politici, dice “ non apriamo questa porta, perché altrimenti prenderanno per matto lei e ammazzeranno me, oppure prenderanno per matto me e ammazzeranno lei, perché finché faccio i nomi di tutti i miei pari grado e di tutti i miei sottoposti non fregherà niente a nessuno, arresterete qualche vecchio mafioso, qualche pecoraio, qualche killer, il giorno dopo verranno immediatamente sostituiti e nessuno ci farà caso, ma se mi metto a fare certi nomi cominceranno a dire che lei è politicizzato, che lei strumentalizza i pentiti, che lei fa <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> a orologeria” e Falcone, con un concetto un po’ elastico dell’obbligatorietà dell’azione penale, accetta che Buscetta non faccia i nomi dei politici. Per altro, nello stesso periodo, interrogato da un giudice americano che non aveva l’obbligatorietà dell’azione penale, perché in America l’azione penale è discrezionale, Buscetta fece il nome di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> già nell’83, cioè dieci anni prima che venisse fuori il nome di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> nelle inchieste di Palermo, vivo Falcone. In ogni caso è sempre successo così: il pentito, prima di fare i nomi di politici ci pensa duemila volte, deve capire se il giudice è affidabile e deve capire, soprattutto, se il giudice è un pazzo scatenato che prende delle iniziative, o se ha un potere reale alle spalle, cioè lo Stato vuole veramente che io, mafioso, faccia quei nomi, oppure appena li faccio lo Stato mi viene addosso? Perché il mafioso i rapporti di potere li annusa molto bene e quindi, se di fronte a lui c’è un interlocutore forte, autorevole, prestigioso, anche mediaticamente importante come era Falcone quando interrogava Buscetta, Falcone era una star giustamente, per fortuna, Buscetta parlava e voleva parlare solo con Falcone e tutti volevano parlare solo con Falcone o con Borsellino poi, esattamente come a Milano i “ pentiti” della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> e dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">economia</a> ai tempi di tangentopoli volevano parlare con Di Pietro. Perché? Perché il criminale, colletto bianco o mafioso, avverte la calamita del potere e quindi dice, “ se parlo con un giudice abbastanza intoccabile non mi succede niente, se parlo con un pivellino che viene qua, mi fa fare tutti i nomi e dopodiché il giorno dopo lo trasferiscono in Sardegna io cosa ci faccio? Rimango con il cerino in mano”.</p>
<div id="pp3"><strong><a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, Dell&#8217;Utri, Spatuzza e i Graviano</strong></div>
<p>Quindi figuratevi se Spatuzza o gli altri della cosca di Brancaccio, cioè del clan Graviano, sono andati così a cuor leggero davanti ai magistrati di Firenze, di Milano, di Palermo, di Caltanissetta a.. “ sapete che c’è oggi? Oggi parliamo di Dell’Utri e di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>”, cioè del capo del governo e del suo braccio destro, ma non avviene così, avviene per gradi. Ecco perché il mafioso che collabora con la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> ha bisogno di un congruo periodo di tempo, perché è una nuova vita, è un nuovo modo di pensare, di porsi, sta facendo una cosa che mai avrebbe pensato di fare prima e quindi la stessa memoria non è che ti venga di colpo, hai lavorato 40 /50 anni per la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> e come fai a ricordarti tutto subito? E’ chiaro che da cosa nasce cosa, da domanda nasce risposta: basta un qualcosa per farti ricordare e riportare alla mente un episodio, per cui stiamo parlando di un lavorio che dura da qualche mese, dove i magistrati, come abbiamo visto, registrano gli interrogatori, non è che facciano le cose.. fanno le domande che tutti farebbero in quel momento, per sapere chi diavolo suggerì a Riina l’omicidio di Borsellino e chi diavolo indicò a Bagarella e ai Graviano gli obiettivi strani, eccentrici all’apparenza di Maurizio Costanzo in Via Fauro, del padiglione di arte moderna e contemporanea in Via Palestro a Milano, delle basiliche di San Giorgio al Velabro e San Giovanni Laterano a Roma e, prima, della Torre dei Pulci vicina agli Uffizi, in Via dei Georgofili a Firenze. Questi sono gli argomenti, dopodiché Spatuzza che cosa fa? Quest’estate parla inizialmente di entità politiche, poi a furia di insistere dice anche chi erano e poi, ancora, dettaglia meglio ciò che gli dicevano i Graviano, perché lui personalmente non ha mai visto <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> e Dell’Utri incontrare i Graviano, mentre dice di aver visto Schifani incontrare Graviano in un capannone di una fabbrica dove lui lavorava, era un lavoro di copertura. Allora racconta quello che gli dicevano Filippo e Giuseppe Graviano nei mesi delle stragi: se Spatuzza fosse uno mandato dalla sinistra &#8211; figuratevi se la sinistra è in grado di mandare qualcuno, tra l’altro! La sinistra non è in grado neanche di esistere! Ma- se fosse mandato da qualche potere occulto per fulminare Dell’Utri e <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, certamente racconterebbe di averli visti o di aver visto uno dei due, o di aver accompagnato i Graviano a incontrare Dell’Utri e <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, insomma fornirebbe degli elementi robusti che paff, ti danno la prova di un qualche incontro, tanto inventare per inventare inventatele bene le cose, se vuoi complottare. Invece no, Spatuzza non racconta niente di cose viste da lui: Spatuzza si ferma a quello che ha sentito dire da Graviano e dopodiché che cosa fanno i giudici? Vanno da altre persone che frequentavano Spatuzza per dire loro “ ma a voi Spatuzza ha mai detto prima queste cose qua etc.?” e molte di queste dicono “ sì, certo”, è così che stanno andando avanti le indagini, non c’è nessuna ombra di complotto, proprio perché ci sono magistrati che stanno indagando da 16 anni, 17 anni sulle stragi che continuano imperterriti a indagare sulle stragi, ben sapendo che c’è un lato B delle stragi che non è mai stato esplorato, perché nessuno ha mai voluto inoltrarvisi, o perché quei pochi collaboratori di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> che ci si erano inoltrati non bastavano, in quanto parlavano tutti de relata refero, cioè avevano sentito parlare i loro capi o i loro colleghi di certi ambienti, ma non erano in grado di portare degli elementi probanti sufficienti a giustificare un giudizio, ma molto lavoro era già stato fatto prima. Chi di voi ha letto “ L’Odore dei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">Soldi</a>” trova le requisitorie del giudice Tescaroli, ci sono le confessioni di Salvatore Cancemi, che tira in ballo per primo <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> e Dell’Utri nelle stragi, ci sono molti altri collaboratori di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> che corroborano, c’è la sentenza Dell’Utri, dove si parla anche del suo ruolo nel periodo delle stragi; c’è Giovanni Brusca che racconta molte cose delle trattative delle stragi, anche se a mio avviso non ha detto tutto, c’è molto di più nella testa di Brusca e questo dimostra ancora una volta la paura con cui i pentiti affrontano gli argomenti della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a>, altro che buttare lì il cuore oltre l’ostacolo per cacciare via un governo! Semmai mentono per difetto, perché dicono molto meno di quello che sanno, anche perché se dici una cosa che sai e poi non si trovano i riscontri magari qualcuno potrebbe anche pensare che sei un calunniatore, mentre semplicemente sei una persona che ha detto una cosa che poi, anni dopo, non si è riusciti a dimostrare. Uno ha visto un tizio e come fa a dimostrare di averlo visto anni dopo?<br />
Tenete presente che molto spesso il pentito, che viene dipinto come un fanfarone, un chiacchierone etc., in realtà dice molto meno sul tema <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> e <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> di quello che sa, non molto di più, molto di meno, perché  ha paura, giustamente ha paura: già solo per il fatto che, se mente, gli sterminano l’intera famiglia fino al terzo grado e poi vedete le campagne di stampa che si fanno contro i pentiti, non appena fanno certi nomi e questi non sono mica scemi, se non capiscono proprio che lo Stato vuole fare sul serio in certe indagini, col cavolo che fanno certi nomi!<br />
Spatuzza che cosa dice? Spatuzza, in estrema sintesi, dice questo: dice che nel gennaio del 1994 i fratelli Graviano &#8211; che sono quelli che vengono incaricati di fare, nella primavera /estate del 93.. scusate, che sono stati incaricati di fare le stragi della primavera /estate del 93, stragi che quindi c’erano state sei mesi prima, perché qui siamo nel gennaio del 94, ebbene i fratelli Graviano &#8211; in un bar di Roma vicino al Parlamento gli dissero “ tutto si è chiuso bene, abbiamo ottenuto quello che cercavamo, ci siamo messi l’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> nelle nostre mani”, dice Spatuzza, “ mi fa il nome di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, gli domando “ ma quello di Canale Cinque?” e lui mi dà conferma, poi mi dice che c’è anche un paesano nostro e mi fa il nome di Dell’Utri”. Quando poi &#8211; guardate, siamo nel gennaio del 1994- il 26 gennaio del 1994 <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> va in onda con il messaggio videoregistrato, dove annuncia la sua discesa in campo, “ quando li vedo scendere in <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> partecipando alle elezioni e vincendole, capisco che sono loro direttamente quelli su cui abbiamo puntato tutto” e allora Giuseppe Graviano gli dice “ l’accordo è definitivamente preso, ritengo di poter escludere &#8211; dice Spatuzza &#8211; categoricamente, conoscendoli assai bene, che i Graviano si siano mossi nei confronti di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> e Dell’Utri attraverso altre persone. Non prendo in considerazione la possibilità che Graviano abbia stretto un patto politico con costoro senza averci personalmente parlato”, questo è quello che dice Spatuzza, aggiungendo due cose. La prima cosa riguarda i <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> di Berlusconi: “ i <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>”, dice Spatuzza, “ provenivano anche da Cosa Nostra” e lui si riferisce a investimenti piuttosto recenti rispetto alle stragi, cioè dei primi anni 90, che i Graviano avrebbero fatto a Milano e in Sardegna, infatti i Graviano nel 1993 spariscono da Palermo, nessuno sa più dove sono andati e poi si scopre che stanno stabilmente a Milano e d’estate, mentre scoppiano le bombe, stanno Costa Smeralda, a poche centinaia di metri da una certa villa di un certo attuale Presidente del Consiglio. In quel periodo Spatuzza sostiene che i Graviano avevano investito dei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> dentro le aziende del Cavaliere, tant’è che dice “ seguivano la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/borsa/">borsa</a>, parlavano della Fininvest come fosse roba loro, come se fossero <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> loro”, questo dice Spatuzza. E poi dice un’altra cosa: dice che tre anni fa.. anzi, scusate, due anni fa i Graviano, con i quali lui parlò in carcere, perché erano tutti in galera in quanto furono arrestati il giorno dopo della discesa in campo di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, il 27 gennaio a Milano, rimangono in galera quindici anni e, dopo quattordici anni di galera, dicono a Gaspare Spatuzza “ qui o cambiano le cose, o arriva qualcosa per noi, oppure dobbiamo andare a parlare con i magistrati”. Capite che questa è una frase abbastanza interessante: perché? Perché in quella frase ci si dice che i Graviano stavano aspettando un qualche favore per alleviare le loro condizioni di carcerati in isolamento al 41 bis e che, se non si fossero risolte le loro faccende, avrebbero dovuto andare a parlare con i magistrati. Poi quello che succede lo sappiamo: a parlare con i magistrati ci va Spatuzza e, dietro di lui, arrivano altri tre membri della famiglia Graviano, cioè oggi abbiamo tutto il vertice del clan Graviano che collabora con i magistrati, tranne i capi supremi, cioè i fratelli Graviano, Filippo e Giuseppe Graviano. Abbiamo Gaspare Spatuzza, il quale dice appunto che, nel gennaio del 94, c’era stato l’accordo con <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> e Dell’Utri e quindi non c’era più bisogno di fare il famoso attentato allo Stadio Olimpico, che avrebbe dovuto uccidere almeno cento Carabinieri, c’è Pietro Romeo, il quale dice “ sì, è vero, risulta anche a me quello che dice Spatuzza, perché quando un giorno stavamo parlando di armi e altri argomenti seri e fu chiesto a Spatuzza se il politico dietro le stragi fosse <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/andreotti/">Andreotti</a> o <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, Spatuzza rispose <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. La motivazione stragista di Cosa Nostra era quella di far togliere il 41 bis”, poi c’è Salvatore Grigoli, l’assassino di Don Puglisi, uno dei killer prediletti della cosca dei Graviano, il quale dice “ dalle informazioni datemi, le stragi erano fatte per costringere lo Stato a scendere a patti, Dell’Utri è il nome da me conosciuto quale contatto politico dei Graviano. Quello di Dell’Utri per me in quel momento era un nome conosciuto, ma neanche particolarmente importante. Quello che è certo è che me ne parlarono come del nostro contatto politico”. E poi l’ultimo membro dei Graviano che parla è Giuseppe Ciarramitaro: anzi, aveva già parlato prima di tutti gli altri, nel 96 e aveva detto più genericamente che “l’attacco allo Stato aveva degli obiettivi che venivano indicati da un politico e che, quando questo politico avrebbe vinto le elezioni, si sarebbe interessato a fare abolire il 41 bis. Quando <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> divenne Presidente del Consiglio per la prima volta nell’organizzazione erano tutti contenti, perché si stava muovendo nel senso desiderato e si disse, in ambito di Cosa Nostra, che la proroga del 41 bis era una finta, in modo da eliminarlo definitivamente”.<br />
Guardate, ci sono addirittura i boss irriducibili del clan Graviano che accettano di parlare con i giudici, anche se non sono pentiti: il mafioso non accetta, oppure non parla, invece questi accettano di parlare, come un certo Tutino e un certo.. anzi, il famoso, famigerato Lo Nigro. Quando Spatuzza viene messo a confronto con Lo Nigro quest’ultimo, invece di dirgli “ infame, crasto”, come dicono i mafiosi ai pentiti, invece di fargli sparare alla famiglia gli dice “ io ti rispetto” e è la stessa cosa che dicono Filippo e Giuseppe Graviano, che non smentiscono mai recisamente quello che dice Spatuzza, anzi gli dicono che lo rispettano. Sembra quasi che i Graviano abbiano mandato avanti i picciotti, Spatuzza e gli altri picciotti della cosca, per raccontare le prime cose e che loro si tengano defilati perché stanno ancora sperando che questo governo faccia qualcosa per loro, visto che da anni stanno dicendo “ o fanno qualcosa per noi, o andiamo anche noi a parlare” e naturalmente, se andassero anche loro a parlare con i magistrati, evidentemente non si tratterebbe più di cose che hanno appreso da altri, de relata, ma si tratterebbe di cose che hanno fatto personalmente e potrebbero anche avere in mano qualche cartuccia, qualche carta, tant’è che Spatuzza dice che i Graviano “ hanno il jolly in mano”, perché il jolly sarebbero quei famosi investimenti nelle società di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. Naturalmente questo aspetto dei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> e delle capitalizzazioni e dei finanziamenti alle società berlusconiane è un aspetto avevamo già affrontato, ovviamente avevamo fatto il libro, “ L’Odore dei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">Soldi</a>”, che è stato anche ripubblicato recentemente e quindi troverete molti passaggi che qualche giornalista dell’ultima ora copia, senza neanche citare la fonte, insomma molte cose le sapevamo e le avevamo già dette in tempi non sospetti.</p>
<div id="pp4"><strong>Cosa spaventa davvero <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a></strong></div>
<p>La cosa è interessante è quello che sta succedendo a Palermo e che ha raccontato Peter Gomez su Il Fatto Quotidiano: Don Vito e il consulente; io credo che, più che Spatuzza, a preoccupare il Cavaliere sia questo fronte, perché? Perché il figlio di Ciancimino sta portando in <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> le carte del padre, che erano nascoste in cassette di sicurezza in qualche paradiso fiscale e, nelle carte del padre, ci sono anche le bozze di un libro che il padre, quando è morto, stava scrivendo e lì, scrive Gomez &#8211; e mi fido di Peter Gomez- insieme a Marco Lillo “ ci sarebbero elementi documentali sul ruolo che svolse negli anni 70 e 80 Ciancimino per portare capitali mafiosi dentro queste società di Milano o di Milano 2, Pancarasini, famiglie Buscemi, Bonura, Teresi, Bontate” e stiamo parlando dei famosi capitali di misteriosa origine, le famose valigie di contanti che andavano a ricapitalizzare certe società della finanziaria d’investimento Fininvest Srl. Se fosse vero che arrivano carte su quei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a>, è evidente che verrebbe riaperta a Palermo l’indagine per <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/mafia/">mafia</a> e riciclaggio che era stata aperta a suo tempo non solo su Dell’Utri, ma anche su <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, che poi era stata archiviata, cioè congelata in attesa di elementi nuovi.<br />
Sono elementi nuovi diretti documentali, quelli che può portare il figlio di Ciancimino, che sono in grado di fare riaprire quell’indagine e, se gli elementi fossero sostanziosi, potrebbero portare anche a un processo per quell’origine dei capitali, se quell’origine fosse finalmente nota, carte alla mano. Mentre invece per il momento <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, è chiaro, sarà probabilmente iscritto nel registro degli indagati anche per le indagini sulle stragi, se già non lo è, a Firenze come a Caltanissetta, ma non è quello il fronte dal quale gli possono derivare dei guai giudiziari seri, perché finora abbiamo molti mafiosi che parlano, ma tutti de relata: finché non collaborano i fratelli Graviano e non danno eventualmente qualche elemento oggettivo diretto o personale, su quel fronte lì il Cavaliere processi non ne avrà, riapriranno le indagini e poi i magistrati saranno costretti a archiviarle un’altra volta, mentre invece il fronte caldo è quello delle origini delle fortune di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. Sono quei famosi capitali che il Cavaliere è talmente sicuro di aver messo lui che, quando i magistrati gli hanno chiesto chi gli avesse dato quei <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a>, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Passate parola, continuate a leggere Il Fatto Quotidiano perché, anche questa settimana, ci saranno grosse novità su questi fronti e sabato non dimenticatevi la manifestazione a Roma, il No B. Day. Buona settimana, grazie.</p>
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		<title>Alex Zanotelli:&#8221;Ci stanno uccidendo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:14:14 +0000</pubDate>
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Padre Alex Zanotelli parla dei rifiuti tossici scaricati prima in Somalia durante il periodo del dittatore Barre ,poi in mare e in Campania,e del pericolo degli inceneritori.]]></description>
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<p>Padre Alex Zanotelli parla dei rifiuti tossici scaricati prima in Somalia durante il periodo del dittatore Barre ,poi in mare e in Campania,e del pericolo degli inceneritori.</p>
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		<title>Lodo Alfano/ Avvocatura Stato: Bocciatura mette a rischio Premier</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:38:48 +0000</pubDate>
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Ne minerebbe la funzione. Si potrebbe ripetere un &#8216;caso Leone&#8217;
 Roma, 16 set. (Apcom) - &#8220;Il titolare di funzioni di massimo rilevo politico non solo deve avere la serenità sufficiente per il loro esercizio corretto ma prima di tutto deve essere sottratto a ogni condizionamento&#8221;. E &#8220;talvolta la sola minaccia di un procedimento penale può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.apcom.net/newspolitica/20090916_195401_1981dab_70902.html"><img src='http://www.napoliaffari.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/C_3_TopNews_70902_foto.jpg' alt='' /></a></p>
<p>Ne minerebbe la funzione. Si potrebbe ripetere un &#8216;caso Leone&#8217;<br />
<strong> Roma, 16 set. (Apcom) -</strong> &#8220;Il titolare di funzioni di massimo rilevo politico non solo deve avere la serenità sufficiente per il loro esercizio corretto ma prima di tutto deve essere sottratto a ogni condizionamento&#8221;. E &#8220;talvolta la sola minaccia di un procedimento penale può costringere alle dimissioni prima che intervenga una sentenza e anche quando i sospetti diffusi presso la pubblica opinione si sono poi dimostrati infondati&#8221;. Pertanto una bocciatura da parte della Corte Costituzionale del lodo Alfano comporterebbe un &#8220;pericolo di danno all&#8217;esercizio di funzioni che, in quanto elettive, trovano una tutela diffusa nella Costituzione&#8221;. L&#8217;Avvocatura dello Stato, nella memoria depositata alla Consulta a difesa della costituzionalità del lodo Alfano, non si fa scrupolo nel richiamare il &#8216;precedente Leone&#8217;, quando cioè l&#8217;allora capo dello Stato Giovanni Leone fu costretto alle dimissioni a difesa della Istituzione Quirinale, per accuse realtive allo scandalo Lockeed che poi in processo risultarono senza fondamento. &#8220;Sono rari i processi penali &#8211; si legge nella memoria firmata dall&#8217;Avvocato dello Stato Glauco Nori, per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri- che si concludono dentro il tempo di una legislatura (ancor di piu&#8217;, di un mandato di un Presidente del Consiglio dei ministri)&#8221; e &#8220;di conseguenza quest&#8217;ultimo si trova esposto al rischio di subire per tutta la durata della carica i danni conseguenti&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.apcom.net/newspolitica/20090916_195401_1981dab_70902.html">APCom &#8211; Lodo Alfano/ Avvocatura Stato: Bocciatura mette a rischio Premier</a>.</p>
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		<title>Ed il Times di Londra titola: &#8220;Roma brucia&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 16:48:09 +0000</pubDate>
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LONDRA &#8211; &#8220;Roma brucia&#8221;. Il titolo dell&#8217;editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l&#8217;allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui. &#8220;Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="alignright zemanta-rich" style="margin: 1em; display: block;"><object height="242" width="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ErsgFMFhoPQ&amp;hl=en&amp;fs=1"><param name="allowFullScreen" value="true"><paramname="allowscriptaccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/ErsgFMFhoPQ&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="242" width="300"></embed></paramname="allowscriptaccess"></object></div>
<p>LONDRA &#8211; &#8220;Roma brucia&#8221;. Il titolo dell&#8217;editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l&#8217;allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui. &#8220;Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere&#8221;, afferma il commento della direzione del quotidiano londinese.</p>
<p>Ci sono varie spiegazioni di questo, continua l&#8217;editoriale, &#8220;la più pertinente sembra essere la mancanza di un&#8217;alternativa credibile in un&#8217;opposizione divisa dopo la caduta del governo Prodi e tra gli stessi alleati del premier nel centro-destra&#8221;. Ma anche se per il momento <a class="zem_slink" title="Silvio Berlusconi" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi"><a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a></a> sopravvive, il presidente della Camera <a class="zem_slink" title="Gianfranco Fini" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Fini">Gianfranco Fini</a>, dopo il dissidio di questi giorni con il leader del Pdl, &#8220;sta sicuramente pensando al lungo termine&#8221; e &#8220;rappresenta il meglio della destra, valori familiari e conservatorismo tradizionale&#8221;.</p>
<p>Tre cose rendono <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> &#8220;vulnerabile&#8221;, scrive il Times. La prima è &#8220;il danno che egli ha causato all&#8217;immagine dell&#8217;<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> all&#8217;estero&#8221;. La seconda è &#8220;la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene, nascondono una rabbia cocente per l&#8217;incapacità del suo <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/media/sky/mondo-sky-sky-media/">mondo</a> virtuale di proteggerlo&#8221;. La terza è un &#8220;non detto timore di ricatti&#8221;.</p>
<p>Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto, osserva l&#8217;editoriale, sembrano essere straniere. &#8220;Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda? Non è una preoccupazione solo per Roma. L&#8217;<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> è un importante partner occidentale nella Nato, dai Balcani all&#8217;Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti gli amici del suo Paese&#8221;.</p>
<p>Oltre all&#8217;editoriale, il Times dedica un&#8217;altra pagina intera al caso <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>, con due articoli, nei quali osserva che le rivelazioni sulle deposizioni di Gianpaolo Tarantini a proposito delle &#8220;30 donne fornite a <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> per i suoi party aumentano la pressione sul premier&#8221;, la cui bonomia e i cui sorrisi &#8220;appaiono sempre meno convincenti, perché i problemi si accumulano, distraendolo in un momento in cui l&#8217;<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> ha bisogno di una mano ferma&#8221; che guidi l&#8217;<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">economia</a>. Il capo del governo, conclude il quotidiano di Londra condividendo l&#8217;opinione di un commentatore italiano, dà l&#8217;impressione di essere &#8220;un uomo arrabbiato, sconfitto e depresso, che litiga con tutti&#8221;.</p>
<p>Titoli e servizi analoghi sugli altri principali quotidiani britannici. &#8220;Altre cinque donne pagate da <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>&#8221;, titola il <a class="zem_slink" title="The Daily Telegraph" rel="homepage" href="http://www.telegraph.co.uk/">Daily Telegraph</a>, notando che gli ultimi sviluppo &#8220;aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati&#8221; a causa dei suoi conflitti con i <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/media/">media</a>, la Chiesa, gli alleati interni. Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> siano straniere potrebbe avere &#8220;compromesso la sicurezza nazionale, come afferma l&#8217;opposizione&#8221;. E il <a class="zem_slink" title="Daily Mail" rel="homepage" href="http://www.dailymail.co.uk/">Daily Mail</a> titola su &#8220;Silvio e la sua galleria di ragazze da party&#8221;, pubblicando una serie di foto delle donne coinvolte nello scandalo.</p>
<p>Le nuove rivelazioni figurano nei titoli di tutta la stampa europea e internazionale. &#8220;Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere&#8221;, titola il Figaro in Francia, dove <a class="zem_slink" title="Le Monde" rel="homepage" href="http://www.lemonde.fr/">Le Monde</a> parla di una &#8220;strategia della tensione&#8221; lanciata da <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> contro i suoi avversari, che però &#8220;potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi&#8221;. In Spagna, il Mundo titola: &#8220;Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>&#8221;. <a class="zem_slink" title="La Voz de Galicia" rel="homepage" href="http://www.lavozdegalicia.es/portada/index.htm?idioma=galego">La Voz de Galicia</a> scrive che Tarantini ha organizzato &#8220;fiesta con 30 chicas&#8221; per <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. <a class="zem_slink" title="El País" rel="homepage" href="http://www.elpais.com/">El Pais</a> titola: &#8220;Un amico di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> gli organizzò 18 feste con prostitute&#8221;, ricordando, in un altro servizio, che proprio in questo momento di crisi personale e di scandali il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale &#8220;ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente&#8221;, ma l&#8217;incontro era stabilito da tempo.</p>
<p>In Irlanda, un altro paese fortemente cattolico che segue con grande attenzione l&#8217;evolversi della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> story, l&#8217;Irish Times la definisce &#8220;una <a class="zem_slink" title="Soap opera" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Soap_opera">soap opera</a>&#8221; in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena e l&#8217;<a class="zem_slink" title="Irish Independent" rel="homepage" href="http://www.independent.ie">Irish Independent</a> titola sulle &#8220;esplosive rivelazioni&#8221; riguardo a &#8220;trenta call girls&#8221; che &#8220;andavano ai party di <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>&#8221;.</p>
<p>E continuano a fare il giro del <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/media/sky/mondo-sky-sky-media/">mondo</a>, la vicenda arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla &#8220;string of hookers&#8221;, la collana di prostitute, del premier; e in <a class="zem_slink" title="Argentina" rel="geolocation" href="http://maps.google.com/maps?ll=-34.6,-58.3833333333&amp;spn=10.0,10.0&amp;q=-34.6,-58.3833333333%20%28Argentina%29&amp;t=h">Argentina</a>, dove il Clarin titola senza mezzi termini: 30 prostitute a 18 feste per &#8220;el capo&#8221;.</p>
<p>(10 settembre 2009)<br />
[repubblica]</p>
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		<title>YouTube &#8211; Pegno o Verità? &#8211; Il Governo italiauno</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 20:44:04 +0000</pubDate>
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YouTube &#8211; Pegno o Verità? &#8211; Il Governo italiauno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Km58bLLE30U&#038;feature=sdig&#038;et=1243283276.07"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Km58bLLE30U&#038;feature=sdig&#038;et=1243283276.07" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Km58bLLE30U&amp;feature=sdig&amp;et=1243283276.07">YouTube &#8211; Pegno o Verità? &#8211; Il Governo italiauno</a>.</p>
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		<title>1.741.275.000.000</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 11:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo di Economia salute e ambiente, pubblicato sabato 23 maggio 2009 in Olanda.
[Het Financieele Dagblad]
…euro è il debito pubblico dell’Italia. 
Questa cifra è un record. È stata raggiunta a marzo di quest’anno, superando il precedente record di € 1.707.410.000.000, stabilito a febbraio. Nel corso degli ultimi tre mesi il debito pubblico è cresciuto del 4,6%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="post-byline">Articolo di <a rel="tag" href="http://italiadallestero.info/archives/tag/economia-salute-e-ambiente"><a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">Economia</a> salute e ambiente</a>, pubblicato sabato 23 maggio 2009 in <a href="http://italiadallestero.info/archives/category/olanda">Olanda</a>.</div>
<p><!-- Post Body Copy -->[Het Financieele Dagblad]</p>
<p><strong>…euro è il debito pubblico dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a>. </strong></p>
<p>Questa cifra è un record. È stata raggiunta a marzo di quest’anno, superando il precedente record di € 1.707.410.000.000, stabilito a febbraio. Nel corso degli ultimi tre mesi il debito pubblico è cresciuto del 4,6%, ossia di ulteriori € 77.000.000. L’ha reso noto oggi la Banca Centrale Italiana.</p>
<p>È una cifra spaventosamente alta. Il debito pubblico italiano è di gran lunga il più alto in Europa, si prevede che salirà ben al di sopra del 110% del prodotto interno lordo nei prossimi anni.</p>
<p>Ciononostante questa cifra è assai accettabile. Dividendola per il numero di abitanti dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> è inferiore ai 30.000 euro a testa, grazie al fatto che gli italiani sono i più grandi risparmiatori d’Europa. Il debito pubblico viene così compensato dai risparmi e dalle abitudini risparmiatrici delle famiglie italiane.</p>
<p>Il governo italiano può ritenersi fortunato ad avere cittadini del genere. Non fanno mai mutui di valore superiore a quello della casa e nonostante la difficoltà ad ottenere un mutuo, la casa di proprietà è ancora il maggiore obbiettivo del cittadino italiano, che cerca sicurezza. L’80% vive in una casa di sua proprietà. (Con i <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/soldi/">soldi</a> del nonno, dei genitori, di chiunque ma non di banche sconosciute o che fanno paura.</p>
<p>A livello dei privati, fare movimenti finanziari non è comunque una tendenza italiana. Le carte di credito, per esempio, non sono affatto comunemente usate come da altre parti. Pensate per esempio alle autostrade: dopo un viaggio bisogna pagare, e per farlo Autostrade offre casse per le carte di credito e casse per il pagamento in contanti. Nelle ore di punta si formano lunghe code alle casse dei contanti, mentre in quelle per le carte di credito non c’è quasi nessuno. Questo perchè la carta di credito fa sempre un pò paura. Se la usi ti possono controllare troppo, e puoi avere spiacevoli sorprese alla fine del mese.</p>
<p>Questa avversione per il ricorso a movimenti finanziari sembra sia ciò che tiene in piedi l’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> al momento, visto che i colpi inferti dalla crisi finanziaria sono stati un pò meno forti in <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> che in altri paesi dell’Europa. Quel debito pubblico di millesettecentomiliardi e rotti così non sembra più nemmeno tanto spaventoso. Perciò il ministro Tremonti, responsabile per le Finanze, ha già pronti un sacco di bei piani per far lievitare ulteriormente quel debito.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://blogs.fd.nl/italie/2009/05/1741275000000.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">[Articolo originale "1.741.275.000.000" di Maarten Veeger]</span></a></p>
<p><a href="http://italiadallestero.info/archives/5543"> ItaliaDall&#8217;Estero</a>.</p>
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		<title>Deplorevole Berlusconi</title>
		<link>http://www.napoliaffari.com/blog/2009/05/10/deplorevole-berlusconi/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 01:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Image via Wikipedia



Articolo di Politica interna, pubblicato giovedì 30 aprile 2009 in Gran Bretagna.
[The Economist]
È un peccato che il Primo Ministro italiano non usi la sua forza politica per riformare il proprio paese
Questa testata non ha mai dato molto credito al Primo Ministro italiano. Nel 1994, durante il breve lasso di tempo in cui Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="zemanta-img" style="margin: 1em; display: block;">
<div>
<dl class="wp-caption alignright" style="width: 310px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:The_Economist_logo.png"><img title="The Economist" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/3/36/The_Economist_logo.png/300px-The_Economist_logo.png" alt="The Economist" width="300" height="152" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd zemanta-img-attribution" style="font-size: 0.8em;">Image via <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Image:The_Economist_logo.png">Wikipedia</a></dd>
</dl>
</div>
</div>
<div class="post-byline">Articolo di <a rel="tag" href="http://italiadallestero.info/archives/tag/politica-interna"><a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">Politica</a> interna</a>, pubblicato giovedì 30 aprile 2009 in <a href="http://italiadallestero.info/archives/category/gran_bretagna">Gran Bretagna</a>.</div>
<p><!-- Post Body Copy -->[The Economist]</p>
<p><strong>È un peccato che il Primo Ministro italiano non usi la sua forza <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> per riformare il proprio paese</strong></p>
<p>Questa testata non ha mai dato molto credito al Primo Ministro italiano. Nel 1994, durante il breve lasso di tempo in cui <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> fu in carica come Presidente del Consiglio, abbiamo lanciato un appello affinché si dimettesse. Nel 2001, prima della sua seconda legislatura, abbiamo dichiarato che le sue frequenti schermaglie con la <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">giustizia</a> e il conflitto di interessi, dovuto al suo possedere la quasi totalità dei canali televisivi commerciali del paese, lo rendevano non adatto a governare il paese. Un anno fa, durante la sua campagna elettorale per essere rieletto Primo Ministro per una terza volta, abbiamo suggerito agli elettori italiani di puntare sul suo principale avversario, Walter <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/veltroni/">Veltroni</a>. Eppure <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> col tempo si è rafforzato sempre più, anche se non si può dire lo stesso del suo paese.</p>
<p>Per essere il leader di uno stato in profonda recessione, il suo indice di popolarità è sorprendentemente alto. Un numero sufficiente di italiani sembrano perdonare, o per lo meno non badare alle sue innumerevoli gaffes &#8211; sia quelle ai talk show televisivi sia quelle ai vertici internazionali. Ha ricevuto elogi per la sua energica reazione dopo il terremoto de L’Aquila. Ha un saldo controllo sulla <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a>. Nella destra non ha rivali, nonostante compirà 73 anni a settembre. L’opposizione di centro-sinistra, che ha di recente scaricato <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/veltroni/">Veltroni</a>, sta facendo pochi progressi. Per farla breve, <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> non è mai stato così potente &#8211; di certo, mai in modo così inquietante.</p>
<p>Non si tratta solo d’esser preoccupati per il potere d’una sola persona. Anche i problemi dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> sono oggi più che mai allarmanti. In un contesto di crisi globale, le prestazioni dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">economia</a> italiana sembrano migliori, ma solamente in quanto le altre economie sono crollate in maniera così repentina.</p>
<p>Il Fondo Monetario <a class="zem_slink" title="F.C. Internazionale Milano" rel="homepage" href="http://www.inter.it">Internazionale</a> (IMF) prevede che il PIL subirà quest’anno una contrazione del 4,4% , minore rispetto alla Germania ma più accentuata in confronto a Gran Bretagna, Francia e Spagna. Il tasso di disoccupazione è ancora al di sotto del 7%, ma ciò in parte riflette un terribile indice di produttività per persona. Difatti, l’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> è il solo ricco paese del G7 in cui l’indice di produttività è calato negli ultimi dieci anni. Con i salari effettivi in crescita nonostante questa situazione, l’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> sta diventando sempre meno in grado di competere con altri paesi dell’area euro come la Germania.</p>
<p>L’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> ha disperatamente bisogno di riforme. Stando all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), il suo mercato interno è quello più regolamentato in Europa. Detiene uno dei peggiori indici di attuazione delle direttive dell’Unione Europee inerenti il mercato interno. Il suo mercato del lavoro è nettamente diviso tra coloro che godono di tutele e buoni stipendi e lavoratori temporanei senza garanzie &#8211; ragion per cui il tasso di disoccupazione fra i giovani è così alto. Gli standard educativi sono bassi, gli investimenti nella ricerca pochi. Lo stato delle finanze pubbliche rimane un disastro: nonostante il deficit nel bilancio, all’incirca il 5% del PIL, non sia più cosa eccezionale, il debito pubblico salirà oltre la soglia del 120% del PIL nei prossimi due anni.</p>
<p><strong>Un’opportunità per il Cavaliere</strong></p>
<p>Questa dovrebbe essere un’opportunità d’oro per <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>. Di sicuro non può sperare di essere rieletto Primo Ministro nuovamente nel 2013. Se egli vuole davvero riformare l’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a>, è questo il momento. Il suo governo, che celebra il suo primo anniversario la settimana prossima, ha fatto qualcosa di buono. Ha contribuito a porre rimedio alla crisi dei rifiuti a Napoli. Sta dando una scossa alla pubblica amministrazione e al sistema scolastico. Ha addirittura avviato una riforma della <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/giustizia/">Giustizia</a>, nonostante in questo campo più che altrove le motivazioni del Primo Ministro siano sospette.<br />
Eppure il quadro d’insieme suggerisce che <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> non è né un riformatore liberale né un sincero sostenitore della competizione, ma piuttosto un uomo d’affari che è entrato in <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/">politica</a> principalmente per salvaguardare i propri affari, non certo per supportare la causa dell’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/economia/">economia</a> italiana in generale.</p>
<p>L’<a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/italia/">Italia</a> ha un enorme potenziale. Il debito pubblico è sì alto, ma quello privato è basso. Le banche sono esposte all’est Europa, ma finora nessuna di esse ha dovuto essere salvata. L’inversione di tendenza della Fiat, che ora potrebbe rilevare il gruppo Chrysler, è stata notevole.<br />
Le piccole aziende votate all’export nel Nord hanno dato prova di ammirevole agilità. Se solo <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a> facesse di più per allentare i vincoli che gravano sugli imprenditori del paese, i risultati potrebbero essere sensazionali. Ma gli italiani dovranno probabilmente attendere di essersi sbarazzati di lui, prima che tutto questo accada.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=13576167" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">[Articolo originale "Regrettable <a href="http://www.napoliaffari.com/blog/category/politica/berlusconi/">Berlusconi</a>"]</span></a></p>
<p><a href="http://italiadallestero.info/archives/5015">ItaliaDall&#8217;Estero</a>.</p>
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