Cittadini giornalisti: Berlusconi sta per dimettersi?
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- Pubblicato Lunedì, 07 Novembre 2011 11:37
- Scritto da Redazione Napoliaffari
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Lo sostengono Bechis e Ferrara (video). Cicchitto: "Sono fantasie". Maroni: "Inutile accanirsi". Gli scenari del dopo B.: Monti, Letta o Schifani premier.
Giulia Nitti
Difficile, quasi impossibile che a guidare il paese sarà ancora il governo di Silvio Berlusconi. Benché il premier insista a dire che i numeri ce li ha, l’emorragia di parlamentari dal suo partito continua senza sosta, lasciando di fatti il governo senza i numeri per governare. Anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ieri ospite a “Che Tempo che fa”, non ha lasciato spazio a dubbi: “La maggioranza non c’è, inutile accanirsi”, ha detto. E stamattina le conferme arrivano proprio dai giornali "amici del premier".
Bechis e Ferrara: "Questione di ore"
Il primo a dare la notizia, affidandola alla rete dei social network è stato il vicedirettore Libero, Franco Bechis, che questa mattina sulla sua pagina Facebook ha scritto che Berlusconi si dimetterà prestissimo. "Il Pdl gli aveva chiesto di farlo oggi. Lui ha detto no perché ha appuntamenti privati a Milano. O stasera o domattina", questo il messaggio del suo post. Indiscrezione che subito il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto ha bollato come "fantasia", ma che è stata seguita da un video di Giuliano Ferrara, pubblicato sull'home page del Foglio (qui il link, anche se il sito è inaccessibile per i troppi contatti). Nel clip Ferrara afferma senza ombra di dubbio che "che Silvio Berlusconi stia per cedere il passo è cosa acclarata, è questione di ore. Alcuni dicono di minuti". Subito dopo la Borsa di Milano ha iniziato a guadagnare.
Il vertice della notte, le parole di Gianni Letta
Alla prova dei numeri, una mozione di sfiducia?
In ogni caso, se pure i fatti dovessero smentire Bechis la prima prova del nove si avrà domani, quando le Camere voteranno il rendiconto di bilancio, e poi nei giorni successivi, quando ci sarà da approvare la legge stabilità con il voto di fiducia.Ma il capolinea potrebbe arrivare prima: Pierluigi Bersani ha fatto sapere che sta “valutando” l'ipotesi di presentate in Parlamento una mozione di sfiducia”.
Sarà Napolitano a decidere
Quale futuro si potrebbe aprire, dunque, per il paese? Se da una parte la Lega invoca elezioni, e dall’altra l’opposizione chiede un governo di unità nazionale, sarà il presidente Giorgio Napolitano, come previsto dalla Costituzione, a decidere del futuro del paese, una volta che sarà aperta la crisi di governo.Compito del capo dello Stato sarà quello di consultare i partiti e conoscere il loro orientamento, e, sentito anche il parere delle più alte cariche dello Stato, procedere con la scelta di nuovo governo, o sciogliere le camere. Un eventuale nuovo esecutivo dovrà avere l’arduo compito di riuscire laddove è fallito il governo Berlusconi: approvare i provvedimenti necessari per ridurre il debito pubblico, rilanciare l’economia, e guadagnare la fiducia dei mercati.
Mario Monti il...
Berlusconi sta per dimettersi?
Lo sostengono Bechis e Ferrara (video). Cicchitto: "Sono fantasie". Maroni: "Inutile accanirsi". Gli scenari del dopo B.: Monti, Letta o Schifani premier.
Giulia Nitti
Difficile, quasi impossibile che a guidare il paese sarà ancora il governo di Silvio Berlusconi. Benché il premier insista a dire che i numeri ce li ha, l’emorragia di parlamentari dal suo partito continua senza sosta, lasciando di fatti il governo senza i numeri per governare. Anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ieri ospite a “Che Tempo che fa”, non ha lasciato spazio a dubbi: “La maggioranza non c’è, inutile accanirsi”, ha detto. E stamattina le conferme arrivano proprio dai giornali "amici del premier".
Bechis e Ferrara: "Questione di ore"
Il primo a dare la notizia, affidandola alla rete dei social network è stato il vicedirettore Libero, Franco Bechis, che questa mattina sulla sua pagina Facebook ha scritto che Berlusconi si dimetterà prestissimo. "Il Pdl gli aveva chiesto di farlo oggi. Lui ha detto no perché ha appuntamenti privati a Milano. O stasera o domattina", questo il messaggio del suo post. Indiscrezione che subito il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto ha bollato come "fantasia", ma che è stata seguita da un video di Giuliano Ferrara, pubblicato sull'home page del Foglio (qui il link, anche se il sito è inaccessibile per i troppi contatti). Nel clip Ferrara afferma senza ombra di dubbio che "che Silvio Berlusconi stia per cedere il passo è cosa acclarata, è questione di ore. Alcuni dicono di minuti". Subito dopo la Borsa di Milano ha iniziato a guadagnare.
Il vertice della notte, le parole di Gianni Letta
Alla prova dei numeri, una mozione di sfiducia?
In ogni caso, se pure i fatti dovessero smentire Bechis la prima prova del nove si avrà domani, quando le Camere voteranno il rendiconto di bilancio, e poi nei giorni successivi, quando ci sarà da approvare la legge stabilità con il voto di fiducia.Ma il capolinea potrebbe arrivare prima: Pierluigi Bersani ha fatto sapere che sta “valutando” l'ipotesi di presentate in Parlamento una mozione di sfiducia”.
Sarà Napolitano a decidere
Quale futuro si potrebbe aprire, dunque, per il paese? Se da una parte la Lega invoca elezioni, e dall’altra l’opposizione chiede un governo di unità nazionale, sarà il presidente Giorgio Napolitano, come previsto dalla Costituzione, a decidere del futuro del paese, una volta che sarà aperta la crisi di governo.Compito del capo dello Stato sarà quello di consultare i partiti e conoscere il loro orientamento, e, sentito anche il parere delle più alte cariche dello Stato, procedere con la scelta di nuovo governo, o sciogliere le camere. Un eventuale nuovo esecutivo dovrà avere l’arduo compito di riuscire laddove è fallito il governo Berlusconi: approvare i provvedimenti necessari per ridurre il debito pubblico, rilanciare l’economia, e guadagnare la fiducia dei mercati.
Mario Monti il più invocato
Secondo gli analisti politici, è quella del governo tecnico la soluzione che con più probabilità seguirà alle dimissioni di Berlusconi. A capo di un esecutivo dovrebbe esserci una personalità di peso e slegata dalla politica, che abbia quindi l’autorevolezza, in Italia e all’estero, per effettuare quelle manovre richieste dal paese.Al momento la persona più adatta per guidare un governo del genere è Mario Monti. A fare esplicitamente il nome dell’ex commissario europeo, è stato Romano Prodi: “Deve andare a Palazzo Chigi. È la sua ora, soltanto lui può salvarci”. Anche Bersani sembra favorevole a questa soluzione, che vede nettamente contraria le Lega. Il Carroccio considera Monti: “l’espressione dei poteri forti”, e non lo vuole.
Una nuova maggioranza di centro-destra
Due nomi: Gianni Letta o Renato Schifani, sono invece quelli “in pole” nel caso in cui la scelta dovesse cadere su un nuovo governo di centro-destra, ma allargato all’Udc. L’ipotesi non è peregrina, ma la condizione dei centristi per entrare nel governo è chiara: che alla guida non ci sia Silvio Berlusconi.Per il Pdl sarebbe la scelta migliore: sarebbe lo stesso premier, prima ancora di chiedere la fiducia in Parlamento, a farsi da parte per lasciare il posto a una figura più “ecumenica”, di qui i nomi di Gianni Letta o Renato Schifani, entrambi graditi all’Udc. L’ingresso del partito di Casini non sarebbe nemmeno del tutto sgradito alla Lega, che starebbe valutando lo scenario, e comunque lo preferirebbe a un’ipotesi di governo tecnico.
Governo di unità nazionale, sì per Pisanu, no per il Pdl
C’è poi il governo di unità nazionale invocato ieri da Beppe Pisanu, altra ipotesi, anche se meno probabile. Secondo molti è proprio il Colle a considerare in questo momento un governo di emergenza la soluzione migliore, ma lo stesso Napolitano si renderebbe ben conto della difficile praticabilità di un simile percorso. Il presupposto perché ciò avvenga è l’appoggio dei due principali partiti italiani: Pdl e Pd, e non è roba da poco.L’idea, di contro, vede favorevole l’Udc di Casini, il primo a lanciarla.
Se si trovasse un accordo, l’esecutivo avrebbe come esponenti personaggi di entrambi gli schieramenti, e sarebbe guidato da una figura super partes. Ma nomi al momento non ne circolano.
Berlusconi e la "mission impossible" di restare al governo
E se Berlusconi decidesse di mandare comunque la legge stabilità in Parlamento, e ottenesse la fiducia? In questo caso tutto resterebbe com’è, anche se una maggioranza così risicata metterebbe una seria ipoteca sulle riforme che il paese deve fare. Solo se il premier convincesse l’Udc a entrare nella maggioranza senza cambiare leadership, i numeri sarebbero sufficienti a dare stabilità.Elezioni a primavera, l'incognita dei mercati
Infine le elezioni. Le chiede Berlusconi (“o resisto o si va alle urne”), le ha invocate ieri sera Roberto Maroni. Si potrebbe votare in primavera, con la stessa legge elettorale di oggi, ma a questo punto cosa accadrebbe alle riforme tanto attese?Leggi tutto http://goo.gl/Azpvh




