Dopo 39 anni il DNA accusa indiziato già assolto. Non può essere più processato.

Ago 29 2014

Dopo 39 anni il DNA accusa indiziato già assolto. Non può essere più processato.

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Famiglia di tre persone fu massacrata a Napoli. Verso archiviazione

39 anni fa, nel 1975, una famiglia di Napoli, di tre persone, venne massacrata in un appartamento di Via Caravaggio. L’esame del DNA su alcuni reperti, uno strofinaccio insanguinato ed alcuni mozziconi di sigarette, hanno accertato la presenza sul luogo del delitto di Domenico Zarrelli, nipote di una delle vittime, che è già stato assolto e contro il quale non potrà più prcedersi per il principio ”ne bis in idem”, ovvero il divieto di processare due volte una persona (in caso di assoluzione) per lo stesso fatto, principio che, nonostante gli esami fossero già pronti da un anno, ha costretto gli inquirenti a tenere uno stretto riserbo su questi nuovi sviluppi.
Ricordiamo che il massacro fu scoperto l’8 novembre, in seguito alle segnalazioni dei familiari, preoccupati per l’assenza di notizie, i vigili del fuoco entrarono nell’appartamento e la scena fu davvero straziante: i cadaveri di marito e moglie erano nella vasca da bagno, dove fu rinvenuto anche il cane Dick, ammazzato anch’esso dall’assassino.
Domenico Zarrelli (laurea in giusrisprudenza presa in carcere, penalista), fu accusato del triplice omicidio, ed in primo grado ebbe la pena dell’ergastolo.
Fu poi assolto in appello, con sentenza annullata prima in Cassazione, per poi essere assolto con formula piena dalla Corte di Assise di Appello di Potenza.
Sentenza confermata nel 1985 dalla Cassazione.
Zarrelli è stato anche risarcito dallo Stato il risarcimento per danni morali e materiali.

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