Giustiziata da Isis, avvocatessa, scriveva su Facebook.

Set 25 2014

Giustiziata da Isis, avvocatessa, scriveva su Facebook.

Finirà con una guerra, ormai è certo. tutte queste provocazioni, se non sono pilotate ad arte, servono a portare lo sdegno nella comunità internazionale, per giustificare l’ennesima guerra nelle zone calde e soprattutto zuppe di petrolio.
Ecco che spunta L’Isis, che giustizia giornalisti, calpesta i diritti delle donne, le violenta, le stupra le uccide, soprattutto quelle che hanno un certo grado di emancipazione, e che somigliano in qualche modo a quelle occidentali. Le esecuzioni fatte, chissà mai perché, da boia con l’accento inglese, beh lo scopriremo solo vivendo.
Cinque giorni di torture, poi esecuzione capitale in pubblico, a Mosul, ed abbandono del corpo sulla strada, è l’ennesima barbarie compiuta da Isis ad un avvocatessa e attivista per i diritti delle donne e delle minoranze, Samira al Nuaimy.
La donna è stata giustiziata dopo un processo che l’ha condannata per “apostasia”.
Samira aveva pubblicato interventi a favore dei diritti delle donne sui social network, criticava le azioni dell’Isis. Prelevata il 17 settembre da casa sua, si è rifiutata di pentirsi delle sue parole e una Corte islamica dei jihadisti l’ha quindi condannata a morte.
Poi ai familiari di Samira non è stato concesso di seppellirla.
Ringrazio Dio per non averci messo il petrolio sotto i piedi.

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