Il Napoli sconfitto a Palermo offre importanti garanzie per il prosieguo del campionato
Ottima prestazione degli azzurri al “Barbera” vanificata da due distrazioni difensive che hanno concesso al Palermo di vincere un match importante per le ambizioni della squadra siciliana.
I presupposti per assistere ad un match spettacolare tra due formazioni in grado di esprimere un gioco caratterizzato dallo sviluppo di manovre corali e dalle performance di alcuni giocatori, vi erano tutti. Il Palermo e, soprattutto, il Napoli hanno dato una chiara dimostrazione di come si possa giocare una partita con la volontà di offrire un degno spettacolo calcistico in ottemperanza ad una “massima” di Friedrich von Sciller: “ Chi non osa nulla, non speri in nulla”.
Donadoni non solo ha osato ma ha dato, finalmente, una svolta al gioco di una squadra che per anni ha tratto profitto da un attendi stico atteggiamento tattico condito da opportunistico cinismo allorquando si presentava l’occasione per capitalizzare un risultato positivo derivante da una prodezza dei soliti “gioiellini” azzurri oppure da un errore della squadra avversaria.
Il tecnico azzurro non ha modificato il modulo tattico che ha accompagnato il Napoli dalle serie inferiori alla massima serie nazionale ma lo ha reso, pragmaticamente, più confacente alla vera disposizione in campo di giocatori abilitati ad eseguire un 3-5-2 reale e non mascherato da un assetto tattico che corrispondeva maggiormente ad un 5-3-2. Al “Barbera” i tifosi palermitani ed i numerosi supporter azzurri, accorsi nel capoluogo siciliano per seguire anche in trasferta dopo moltissimo tempo la propria squadra del cuore, hanno potuto ammirare una formazione azzurra determinata e pienamente convinta delle proprie notevoli potenzialità. Il Napoli ha espresso un gioco corale costringendo il Palermo ad assumere un atteggiamento in grado di limitare il raggio di azione dei centrocampisti azzurri o quantomeno evitare che la notevole mole di gioco espressa dagli avversari potesse essere finalizzata nel migliore dei modi.
Tre “legni della porta” difesa da Rubinho colpiti dai napoletani, un gol di Hamsik annullato da Rosetti , arbitro del match,per un fuorigioco ininfluente di Campagnaro, la rete del vantaggio rasanero di Cavani viziata da un fallo dello stesso attaccante palermitano su Maggio responsabile comunque di una grande ingenuità difensiva, un penalty non accordato al Palermo per un evidente fallo di Quagliarella su un dinamico e promettentissimo Pastore hanno messo in evidenza la serata poco “fortunata” del direttore di gara ed hanno sancito un risultato che penalizza oltremodo la formazione napoletana premiando generosamente l’ottimo lavoro del neo tecnico palermitano Zenga capace di trasmettere alla propria squadra la determinazione e la giusta concentrazione per acquisire risultati anche quando l’impegno si presenta abbastanza proibitivo per le circostanze determinate dall’andamento di una gara poco favorevole allo sviluppo degli schemi accuratamente preparati in allenamento.
Al Napoli, per completare una campagna acquisti già molto soddisfacente e notevolmente onerosa per il Presidente De Laurentiis, occorre un laterale sinistro completo ed in grado di occupare, nel migliore dei modi, l’out di appartenenza sia in fase difensiva che propositiva. Ebbene, la recente convocazione di Datolo da parte di Maradona nella nazionale argentina culminata con il positivo esordio di Jesùs autore di uno spettacolare gol contro la Russia ed il lavoro di Donadoni per completare il posizionamento in campo del giocatore, hanno prodotto il risultato di poter ammirare, a Palermo, la prestazione del calciatore argentino caratterizzata da una discreta copertura in fase di ripiego, dalla perfetta esecuzione delle diagonali difensive e dal notevole apporto a centrocampo . Un gran lavoro effettuato dai centrocampisti partenopei per la costruzione di un gioco che ha messo in luce un continuo possesso di palla, un fluido sviluppo della manovra ed una continua alternanza di proposizioni ed affondi sul fronte destro e sinistro che hanno costretto la squadra siciliana a tamponare, con affanno, gli sviluppi delle incisive manovre azzurre.
Quagliarella, propenso alla partecipazione della manovra e Lavezzi imprevedibile nelle sue continue accelerazioni ma comunque a servizio della squadra, hanno permesso gli inserimenti di Hamsik ritornato sui livelli standard della prima parte della scorsa stagione. Marek , inserito in un centrocampo propositivo, ha fornito un’ottima prestazione.
A Marechiaro si è riaccesa la luce della finestrella ed il “popolo” napoletano, pur deluso per l’immeritata sconfitta maturata dopo una brillante prestazione, si sono trasferiti sotto al Vesuvio per intonare una propiziatrice ed storica canzone napoletana: Jamme jamme 'ncoppa jamme ia! ….Funiculì Funiculà.
Vincenzo Vitiello