Domenica 31 Gennaio 2010 09:38
Scritto da Administrator
Cosimo, scendi dal tetto! Mentre tu muori al freddo, ed i tuoi cari a casa non hanno speranze di futuro, Marchionne annuncia il dividendo agli azionisti e la Marcegaglia benedice la chiusura di Termini Imerese.
Gente che ha studiato, conoscono il mercato, l'economia, e l'economia per loro la si può guardare da un solo punto di vista: il profitto.
Sono dei liberisti (di liberali ne circolano pochi in Italia), che hanno una visione dell'economia ibrida del "massimo profitto", che sanno perfettamente dove innestarsi nel "caos Italia" degli ultimi decenni.
Così con una mano prendono contributi statali, spremuti dagli stipendi dei lavoratori (gli unici in Italia che le pagano davvero), e dall'altra fanno investimenti, con gli stessi soldi, in contesti dove la manodopera costa meno, i diritti umani e sindacali sono azzerati, trascinando verso il basso la lotta per i diritti, pretentendo un adeguamento delle condizioni dei lavoratori italiani a quello dei Paesi in via di sviluppo, in nome del mercato e della globalizzazione.
Cosimo, stai vivendo sulla tua pelle le conseguenze d quello che dicevano i "no-global"
Al potere persone che fanno un gioco, nient'altro, il gioco del profitto ad ogni costo. Una sorta di Monopoli dove le persone, i bisogni, le famiglie, cioè, la vera essenza e la vera utilità, per la quale, si consente di fare impresa ad un individuo o un gruppo di essi all'interno di un contesto sociale.
Abbiamo consentito alla Fiat questo gioco per decenni. Abbiamo sopperito alle perdite degli azionisti con le nostre tasse, abbiamo sostenuto sulla nostra pelle, errori e spesso incapacità di chi operava sul mercato in regime di concorrenza.
Non si contano i miliardi di euro dati alla Fiat negli ulltimi 50 anni dal popolo italiano.
Neppure gli Italiani si sono mai tirati indietro, sono decenni che paghiamo la Fiat per restare in vita, attraverso aiuti di ogni tipo, fiscale, casse integrazioni, incentivi, rottamazioni che dovrebbero favorire l'acquirente ma che sistematicamente finiscono nelle tasche delle aziende produttrici per poi diventare un succulento dividendo per assemblee di azionisti assetati di sangue.
Noi non partecipiamo al loro gioco. Non ne facciamo parte, ma lo sosteniamo, con il patto sociale, attraverso le leggi ed il nostro contributo fiscale e di mercato.