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Pneumatici in fiamme davanti alle sedi di Forza Italia e dell´Unione Industriale: "Così sentite la puzza della crisi
di Milena Vercellino
Contro la valanga della crisi, i lavoratori e l´Onda studentesca tornano a calcare le vie del centro città per chiedere al governo sostegno al reddito, al welfare, all´occupazione. Migliaia di persone, 50mila secondo gli organizzatori dai 20 ai 30 mila secondo le forze dell´ordine, hanno sfilato ieri mattina da piazza Vittorio a piazza Castello nell´edizione torinese della manifestazione indetta dalla Cgil in occasione dello sciopero generale. In via Po hanno ingrossato le fila del corteo i lavoratori della scuola e della pubblica amministrazione; poi metalmeccanici, edili, precari dei vari settori. Ma la Cisl ritiene un insuccesso lo sciopero: «La percentuale di partecipazione in tutti i settori produttivi piemontesi - dice il segretario regionale Giovanna Ventura - non ha superato il 20%. Mi auguro che la Cgil ora riprenda il cammino sindacale unitario».

Ieri in testa al serpentone, come ad aprirne il passaggio, tre palle di neve di un metro di diametro simboleggianti la valanga della crisi, innescata da disoccupazione e rischio povertà, cassa integrazione e licenziamenti, precariato e tagli. Tra la folla, una selva di cartelli e striscioni. "Il presidente operaio si è scordato dei suoi colleghi" è il beffardo slogan degli edili; poi l´amara rappresentazione della social card come tessera annonaria: "Non elemosina ma diritti". Immancabili le coreografie di piazza, con i giovani del Politecnico muniti di surf di cartone per cavalcare l´Onda, e gli happening estemporanei degli studenti, che hanno «sanzionato» la filiale Unicredit di via Po, murandone l´ingresso con grandi assi di legno. A decorare l´opera, le scritte "La crisi ve la creiamo", "La crisi oggi la pagate voi" e il logo dell´Onda, che ha poi punteggiato tutto il percorso.

Tra la folla, anche alcuni lavoratori della Streglio, azienda di proprietà della Borsci di Taranto. Parlano della loro preoccupazione per l´annuncio arrivato il giorno precedente: lo stipendio di novembre non c´è. Nel pomeriggio, la doccia fredda: con una lettera ai sindacati la Streglio ha comunicato che chiederà la cassa integrazione straordinaria per un anno, a partire dal 22 dicembre, per 61 dei 65 lavoratori, e che non potrà anticipare i versamenti come invece previsto dal contratto nazionale.
Tra le file del corteo, molti striscioni sindacali listati a lutto, con sottili fettucce di stoffa nera appese ai bastoni per ricordare la scia delle morti bianche. E per non dimenticare il dramma degli incidenti sul lavoro, arrivata in piazza Castello la folla ha osservato un minuto di silenzio, estendendo il gesto alla memoria di Vito Scafidi. Dal palco si sono poi succeduti gli interventi: «Torino è l´emblema di questa crisi», ha detto Enrico Panini della segreteria nazionale Cgil.


Da piazza Castello gli studenti e i sindacati di base hanno successivamente fatto rotta al suono dei tamburi di samba verso l´Unione Industriale, per andare a bussare dai «veri responsabili della crisi». Passando davanti alla Comdata in via Carlo Alberto, l´onda della protesta ha fatto tappa davanti alla sede di Forza Italia in corso Vittorio, dove ha inscenato un falò di pneumatici davanti allo striscione "Berlusconi senti che aria di crisi". La scena si è ripetuta davanti al quartier generale degli industriali torinesi, al termine di un presidio accompagnato da una rappresentazione teatrale sul tema della crisi e dal lancio di uova riempite di vernice rossa.
Parallelamente al corteo è andato in scena lo sciopero generale indetto dalla Cgil, svoltosi, secondo i dati sindacali a ranghi compatti: tra le tutte blu le adesioni oscillano tra il 70 e il 90%, con una partecipazione nelle aziende in cassa, come Mirafiori, tra il 40 e il 50%; al Comune ha incrociato le braccia il 40% dei lavoratori, nell´edilizia tra il 70 ed il 100%, nella scuola il 45%; alla Telecom l´adesione è stata del 48%, all´Amiat del 42%, alla Lavazza del 70%, alla Gtt dell´85%. Intanto, però, dall´altro capo dello spettro sindacale le tensioni non si placano, e la Cisl manda a dire alla Cgil di abbandonare la via della mobilitazione in solitaria.
(13 dicembre 2008)

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