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Sabato 13 Dicembre 2008 19:50
Scritto da Administrator
Pneumatici in fiamme davanti alle sedi di Forza Italia e dell´Unione Industriale: "Così sentite la puzza della crisi
di Milena Vercellino
Contro la valanga della crisi, i lavoratori e l´Onda studentesca
tornano a calcare le vie del centro città per chiedere al governo
sostegno al reddito, al welfare, all´occupazione. Migliaia di
persone, 50mila secondo gli organizzatori dai 20 ai 30 mila secondo
le forze dell´ordine, hanno sfilato ieri mattina da piazza Vittorio
a piazza Castello nell´edizione torinese della manifestazione
indetta dalla Cgil in occasione dello sciopero generale. In via Po
hanno ingrossato le fila del corteo i lavoratori della scuola e
della pubblica amministrazione; poi metalmeccanici, edili, precari
dei vari settori. Ma la Cisl ritiene un insuccesso lo sciopero: «La
percentuale di partecipazione in tutti i settori produttivi
piemontesi - dice il segretario regionale Giovanna Ventura - non ha
superato il 20%. Mi auguro che la Cgil ora riprenda il cammino
sindacale unitario».
Ieri in testa al serpentone, come ad aprirne il passaggio, tre
palle di neve di un metro di diametro simboleggianti la valanga
della crisi, innescata da disoccupazione e rischio povertà, cassa
integrazione e licenziamenti, precariato e tagli. Tra la folla, una
selva di cartelli e striscioni. "Il presidente operaio si è
scordato dei suoi colleghi" è il beffardo slogan degli edili; poi
l´amara rappresentazione della social card come tessera annonaria:
"Non elemosina ma diritti". Immancabili le coreografie di piazza,
con i giovani del Politecnico muniti di surf di cartone per
cavalcare l´Onda, e gli happening estemporanei degli studenti, che
hanno «sanzionato» la filiale Unicredit di via Po, murandone
l´ingresso con grandi assi di legno. A decorare l´opera, le scritte
"La crisi ve la creiamo", "La crisi oggi la pagate voi" e il logo
dell´Onda, che ha poi punteggiato tutto il percorso.
Tra la folla, anche alcuni lavoratori della Streglio, azienda di
proprietà della Borsci di Taranto. Parlano della loro
preoccupazione per l´annuncio arrivato il giorno precedente: lo
stipendio di novembre non c´è. Nel pomeriggio, la doccia fredda:
con una lettera ai sindacati la Streglio ha comunicato che chiederà
la cassa integrazione straordinaria per un anno, a partire dal 22
dicembre, per 61 dei 65 lavoratori, e che non potrà anticipare i
versamenti come invece previsto dal contratto nazionale.
Tra le file del corteo, molti striscioni sindacali listati a lutto,
con sottili fettucce di stoffa nera appese ai bastoni per ricordare
la scia delle morti bianche. E per non dimenticare il dramma degli
incidenti sul lavoro, arrivata in piazza Castello la folla ha
osservato un minuto di silenzio, estendendo il gesto alla memoria
di Vito Scafidi. Dal palco si sono poi succeduti gli interventi:
«Torino è l´emblema di questa crisi», ha detto Enrico Panini della
segreteria nazionale Cgil.
Da piazza Castello gli studenti e i sindacati di base hanno
successivamente fatto rotta al suono dei tamburi di samba verso
l´Unione Industriale, per andare a bussare dai «veri responsabili
della crisi». Passando davanti alla Comdata in via Carlo Alberto,
l´onda della protesta ha fatto tappa davanti alla sede di Forza
Italia in corso Vittorio, dove ha inscenato un falò di pneumatici
davanti allo striscione "Berlusconi senti che aria di crisi". La
scena si è ripetuta davanti al quartier generale degli industriali
torinesi, al termine di un presidio accompagnato da una
rappresentazione teatrale sul tema della crisi e dal lancio di uova
riempite di vernice rossa.
Parallelamente al corteo è andato in scena lo sciopero generale
indetto dalla Cgil, svoltosi, secondo i dati sindacali a ranghi
compatti: tra le tutte blu le adesioni oscillano tra il 70 e il
90%, con una partecipazione nelle aziende in cassa, come Mirafiori,
tra il 40 e il 50%; al Comune ha incrociato le braccia il 40% dei
lavoratori, nell´edilizia tra il 70 ed il 100%, nella scuola il
45%; alla Telecom l´adesione è stata del 48%, all´Amiat del 42%,
alla Lavazza del 70%, alla Gtt dell´85%. Intanto, però, dall´altro
capo dello spettro sindacale le tensioni non si placano, e la Cisl
manda a dire alla Cgil di abbandonare la via della mobilitazione in
solitaria.
(13 dicembre 2008)