
Ai pm che indagano sugli appalti al Comune di Napoli, il sindaco della città, Rosa Russo Iervolino, parla dell'ex assessore Giorgio Nugnes. "Il suicidio di Nugnes lo leggo come un sussulto di dignità che probabilmente sarebbe mancato ad altri" dice Iervolino, come si legge nel verbale di dichiarazioni rese in qualità di persona informata dei fatti. Poi il sindaco bolla come "sfrantummati" (incapaci) gli assessori coinvolti nell'inchiesta.
Nel corso della deposizione, la Iervolino si sofferma sulla vicenda di Nugnes, l'ex assessore che si tolse la vita a fine novembre e che sarebbe risultato coinvolto nell'inchiesta sulle presunte irregolarità negli appalti."Il giorno delle dimissioni di Cardillo (Enrico Cardillo, ex assessore alle Risorse strategiche dimessosi il giorno prima del suicidio e poi arrestato il17 dicembre, ndr) so per certo che Nugnes venne in Comune perché lo hanno visto molte persone, ma non è affatto vero che io mi sia rifiutata finanche di incrociare il suo sguardo. Ribadisco, come ho già detto anche pubblicamente, che io in quella occasione non l'ho visto e confermo che se l'avessi incrociato non avrei esitato a rimproverarlo bonariamente, e anzi a mollargli pur con materno affetto anche due sganassoni, per ciò che emergeva dalle indagini sui fatti di Pianura". Parole che fanno riferimento all'arresto di Nugnes, indicato dagli inquirenti come uno dei sostenitori della rivolta di gennaio scorso contro la riapertura della discarica.
La Iervolino poi parla della scelta di operare il rimpasto, già nel
maggio scorso, "per innalzare il livello morale e professionale della
giunta", in un contesto "nebbioso, poco trasparente".
"I miei assessori sfrantummati"
Parla
della vicenda Romeo, l'imprenditore in carcere che ha ammesso, tra
l'altro, di aver finanziato la Margherita, e del ruolo dei suoi
assessori. Oltre a Nugnes cita gli altri coinvolti nella vicenda delle
presunte tangenti per gli appalti. Romeo aveva rapporti solo con
quattro uomini di Giunta, che il sindaco - salvando il solo Felice
Laudadio - non esita a definire "sfrantummati", ossia incapaci,
smidollati.