Giovedì 18 Giugno 2009 10:19
Scritto da Administrator
ROMA
- "Ancora una volta si riempiono i giornali di spazzatura e di falsità.
Io non mi farò certo condizionare da queste aggressioni e continuerò a
lavorare, come sempre, per il bene del Paese". Questa volta a far
arrabbiare Silvio Berlusconi è il
Corriere della Sera: c'è un
'inchiesta
della procura di Bari su appalti nel settore sanità concessi in cambio
di mazzette. Nelle intercettazioni alcuni imprenditori coinvolti
parlerebbero di soldi versati a ragazze per partecipare a feste nelle
abitazioni romane e sarde di Silvio Berlusconi. Un racconto confermato
al quotidiano milanese da Patrizia D'Addario, candidata alle Comunali
di Bari con una lista collegata al Pdl. "Ho le prove di quello che
dico".
Berlusconi ripete: "Progetto eversivo". In una intervista a Teleuniverso Frosinone, il presidente del Consiglio ribadisce le
accuse lanciate qualche giorno fa
al congresso dei Giovani industriali: "Io non ho mai parlato di oscuri
complotti, ho parlato con assoluta chiarezza e precisione di un chiaro
attacco al Presidente del Consiglio: un chiaro progetto eversivo messo
in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra e con la
connivenza della sinistra".
Pdl: Solidarietà al premier. Dall'ufficio di presidenza del Pdl arriva
"totale solidarietà" al premier,
"anche oggi anche oggi oggetto di un attacco scandalistico tanto privo
di fondamento quanto estraneo ai temi di una corretta valutazione
dell'operato di un leader politico e del suo movimento".
Le telefonate.
Il titolare di un'azienda, la Tecnohospital - società barese che si
occupa della fornitura di tecnologie ospedaliere, su cui la procura
pugliese indaga per stabilire se sia stata favorita negli appalti -
avrebbe avuto rapporti con Berlusconi nel corso degli anni, riferisce
il
Corriere. Si chiama Giampaolo Tarantini ed è già stato iscritto nel registro degli indagati.
In alcuni colloqui telefonici, l'imprenditore avrebbe parlato delle
feste, cui era invitato del premier, e avrebbe tenuti i contatti con
ragazze che venivano invitate a partecipare a questi eventi nelle
residenze di Berlusconi, con riferimenti anche al versamento di soldi a
quelle che decidevano di andare, tutti da verificare.
L'intervista.
Il quotidiano intervista una ragazza, Patrizia D'Addario, che racconta
(sostenendo di avere registrazioni che lo provano) di aver ottenuto
denaro e una candidatura alle elezioni baresi dopo due feste a palazzo
Grazioli. La D'Addario, candidato consigliere comunale per la lista "La
Puglia prima di tutto", che appoggia il candidato sindaco del Pdl Di
Cagno Abbrescia, dice di poter provare la sua presenza a Palazzo
Grazioli. Una delle due occasioni fu la sera dell'elezione di Barack
Obama.
Dice di essere stata pagata per andare a Roma e di aver incontrato il
premier insieme ad altre ragazze. "Un mio amico di Bari mi ha detto che
voleva farmi parlare con una persona che conosceva, per partecipare ad
una cena che si sarebbe svolta a Roma. Io gli ho spiegato che per
muovermi avrebbero dovuto pagarmi e ci siamo accordati per 2.000 euro.
Allora mi ha presentato un certo Giampaolo", dice la D'Addario.
Arrivata a Roma, sostiene di essere stata prelevata da un autista e
portata da Giampaolo. "Con lui e altre due ragazze siamo entrati a
Palazzo Grazioli in una macchina coi vetri oscurati. Mi avevano detto
che il mio nome era Alessia", racconta ancora al
Corriere.
Poi "siamo state portate in un grande salone e lì abbiamo trovato tante
ragazze, saranno state una ventina. Come antipasto c'erano pezzi di
pizza e champagne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi". La
D'Addario dice di aver ricevuto solo 1.000 euro dei 2.000 pattuiti
"perché non ero rimasta".
La seconda volta, invece, si è trattenuta. "E' stato sempre Giampaolo a
organizzare tutto... Con l'autista ci ha portato nella residenza del
presidente, ma quella sera non c'erano altre ospiti. Abbiamo trovato un
buffet di dolci e il solito pianista. Quando mi ha visto Berlusconi si
è subito ricordato del progetto edilizio che volevo realizzare", di cui
avevano discusso la volta precedente, secondo quanto riferisce. "Poi mi
ha chiesto di rimanere", racconta. Per dimostrarlo assicura: "Ho le
registrazioni dei due incontri".
Indagini a Bari: "induzione alla prostituzione".
Intanto, fonti ufficiose della Procura di Bari confermano che è in
corso un'indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi
di Roma e della Sardegna. L'inchiesta, che coinvolge i responsabili
della Tecnohospital, Gianpaolo Tarantini ed il fratello Claudio,
sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell'ambito di accertamenti per
presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi.
Nell'inchiesta si ipotizza che l'imprenditore abbia contattato e
inviato in residenze private alcune ragazze. Il titolare delle indagini
è il pm Giuseppe Scelsi, che nell'inchiesta originaria ipotizza i reati
di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Queste
ipotesi criminose vengono contestate ai due imprenditori in concorso
con Silvia Tatò, titolare di alcuni centri di riabilitazione, e a
Vincenzo Patella, primario di ortopedia del Policlinico di Bari.