TORINO (Reuters) - Studenti e attivisti hanno protestato oggi presso diversi atenei italiani contro le 21 ordinanze di custodia cautelare in corso di esecuzione nei confronti di presunti responsabili dei disordini avvenuti durante il G8 dell'università del maggio scorso a Torino.
"Stiamo occupando, a Roma come a Venezia e Bologna, i rettorati e le facoltà - si legge in un comunicato della Sapienza in Onda pubblicato sul sito uniriot.org - richiedendo con forza una presa di posizione netta alle istituzioni universitarie contro gli arresti, la criminalizzazione dell'onda e la chiusura degli spazi di libertà e dissenso". Proteste si sono svolte anche a Milano, Napoli e Torino.
Gli inquirenti della Procura di Torino hanno spiegato che le accuse nei confronti degli arrestati di oggi - - alcuni dei quali hanno partecipato anche alle manifestazioni contro il G8 di sabato scorso a Vicenza -- sono a vario titolo di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamento.
Gli inquirenti hanno aggiunto che 19 dei 21 arresti per le manifestazioni del 19 maggio a Torino sono già stati eseguiti, mentre due persone sono ancora da rintracciare, e che 16 delle ordinanze sono di custodia cautelare in carcere, mentre altre cinque sono ai domiciliari.
Dodici degli arresti sono stati eseguiti a Torino, mentre gli altri sono distribuiti tra Padova, Bologna e Napoli, e uno degli arrestati è stato rintracciato all'Aquila, dove inizierà tra due giorni il vertice del G8.
Nel corso dell'operazione, chiamata "Rewind", sono state effettuate anche delle perquisizioni, oltre che nelle città dove sono avvenuti gli arresti anche a Varese, Verona, Pesaro, Cagliari e Alessandria.
"LIBERTA' DI ESPRESSIONE"
Dopo gli arresti, a Roma circa 50 studenti hanno occupato il Rettorato dell'Università La Sapienza, secondo quanto confermato dallo stesso ufficio stampa del Rettorato.
"Il Rettorato di questa Università -- si legge in un comunicato diffuso oggi -- è da sempre rispettoso dei diversi ambiti di competenza istituzionale e, per quanto direttamente lo riguarda, da sempre garantisce a tutte le componenti universitarie libertà di espressione e di aggregazione che considera indispensabili per una democratica convivenza civile".