MyBlog - MyBlog

Di Pietro e l'assillo partenopeoEsecutivo animato in casa Idv: Barbato lascia a metà furente per la gestione del partito in Campania, deterioratasi ancora dopo il rifiuto dei consiglieri comunali ad appoggiare la mozione di sfiducia alla Iervolino. Il leader: "Lei e Bassolino li sfiduceremo ovunque possibile". Appoggio alla riforma elettorale europea con sbarramento


L'esecutivo dell'Italia dei valori, una settantina di membri in buona parte parlamentari, si riunisce una volta a settimana per fare il punto della situazione politica. Così è stato anche stamattina (lunedì), e difatti si sono affrontati tutti i temi sul tavolo del dibattito: dal federalismo fiscale alla riforma elettorale europea passando per la Rai. C'era grande attesa, tuttavia, la discussione attorno al caso che sta diventando qualcosa di più di un semplice grattacapo per il padre padrone Antonio Di Pietro: il partito in Campania.

Come una palla di neve che rotola e diventa una valanga, a Napoli e dintorni la questione morale nell'Idv è montata piano piano. Prima le intercettazioni da cui è saltato fuori il nome del console dipietrista in terra campana, Aniello Formisano, poi l'autosospensione di un altro parlamentare, Americo Porfidia, indagato per camorra. Giusto ieri, il caso dei due consiglieri campani che si sono letteralmente rifiutati di mettere la loro firma in calce alla mozione di sfiducia - appoggiata da tutta l'opposizione di centrodestra in Consiglio - al sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Si tratta di Raffaele Scala e Carlo Migliaccio. Motivazioni del loro no? Accusano Di Pietro di spostare il centro di attenzione dal partito alla giunta. Loro avevano chiesto infatti, assieme al pioniere deputato Francesco Barbato, un repulisti generale dell'Italia dei valori partenopea. Sono rimasti inascoltati.

All'esecutivo di oggi è finita a porte in faccia. Barbato se ne è andato a metà dopo un duro scontro con il suo avversario, il segretario regionale Formisano - dieci giorni fa si dimise dalla carica, ma Di Pietro lo confermò - ed ha lasciato nervosissimo la riunione. Furente. Al telefono: "Mi chiami più tardi, a caldo non voglio parlare". Poi avrebbe detto: "La situazione è diventata esplosiva, ho fatto accuse ad alcuni dirigenti campani di Idv, ho motivato e documentato tutto. Ma il partito in Campania - ha rimarcato - ha bisogno di un'iniezione di dipietrismo. Siamo diventati una barzelletta: un giorno si prendono le distanze da Bassolino, il giorno dopo si va da Bassolino per prendersi qualche posizione di sottogoverno. Tutto questo ci fa apparire non diversi da tutti gli altri, anzi peggio".

Barbato fa riferimento al caso di Nicola Marrazzo, presidente (dipietrista, naturalmente) della Commissione Bilancio in Consiglio regionale. Già questo stona: non aveva chiesto ai suoi, l'ex pm di Mani Pulite, l'abbandono in massa dei posti di responsabilità dopo gli scandali giudiziari? Il problema, poi, è che Marrazzo non si è fermato qui: ha mosso due pedine sullo scacchiere della sanità, collocando i fedelissimi Salvatore Pallara e Cosimo Boemi (ex capo del suo staff), rispettivamente all'Asl Napoli e all'azienda universitaria "Federico II". Quel Marrazzo che fu tra i primi a offrire solidarietà a Formisano per le dimissioni - quelle respinte - da leader campano. Se si fosse nel Partito democratico, si direbbe: "Fa parte della stessa corrente".

Come ha districato la matassa di oggi Di Pietro? Alla conferenza stampa serale ha annunciato: l'Italia dei valori ritiene terminate le esperienze politiche del presidente della Campania, Antonio Bassolino, e del sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, e chiede un rapido ritorno dei cittadini alle urne. "Tutti i nostri rappresentanti - ha scandito Di Pietro - lasceranno i loro incarichi e chi non lo farà sarà considerato decaduto dal partito. Presenteremo ovunque sia possibile mozioni di sfiducia per Bassolino e Iervolino". Difficile che sarà possibile a Napoli: a quanto risulta, Scala e Migliaccio non hanno fatto marcia indietro nel proposito di non aggiungere i loro due voti all'opposizione. Impediscono, così, che la sfiducia venga discussa dal Parlamento municipale. In quello nazionale, alla Camera, l'ex pm ha presentato una mozione che sfiducia la Iervolino. Stando attento a contraddistinguersi dalla maggioranza, che addossa la colpa al centrosinistra locale. Per Di Pietro, le responsabilità sono da suddividere e chi è colluso non può accusare il proprio complice.

Quanto alla questione morale interna al partito, Di Pietro ha detto di averla "già affrontata e anche già risolta". Il leader dell'Idv ha sottolineato come proprio in Campania, tutti gli esponenti dell'Italia dei valori saranno chiamati a lasciare i loro incarichi e ad autosospendersi dal partito anche soltanto in presenza di un atto di incolpazione. "Dovranno sospendersi - ha precisato l'ex pm - o un minuto dopo li considereremo decaduti dal partito". Di Pietro ha citato ad esempio il caso del figlio Cristiano che pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia si è subito auto - sospeso dal partito e anche quello di Americo Porfidia, sindaco del casertano, anch'esso auto - sospesosi dal partito in seguito al suo coinvolgimento in una inchiesta sulla camorra e che poi, ha detto Di Pietro "non risultava nemmeno iscritto al modello 21 della criminalità organizzata". Ma il problema dell'Italia dei valori campana è che la voce di Di Pietro arriva a intermittenza: almeno una parte degli eletti sa che può fare da sé, lo sa anche il leader che non può contraddirli fino in fondo. A meno di non avventurarsi nel rischiare una maxi - scissione locale. Gli conviene? No, non ora che Renato Manheimer lo dà, alle prossime Europee, attorno al dieci per cento.

Gli altri argomenti affrontati, li ha illustrati ai giornalisti. Sulla legge elettorale l'Idv "prende atto dell'accordo in corso fra Pdl e Pd e non si opporrà allo sbarramento al 4 per cento". Di Pietro considera comunque una "vittoria la conferma del sistema delle preferenze". No, però, al voto segreto in aula: "Meglio - ha detto - che ognuno si assuma apertamente la propria responsabilità". Quanto alle elezioni amministrative, ha riconfermato le alleanze con il Pd e le altre forze del centrosinistra. Sulla questione della Vigilanza Rai ha annunciato che l'Idv tornerà a partecipare ai lavori della commissione solo dopo la nomina del Cda Rai, precisando che l'Idv non intende nominare un proprio consigliere in consiglio e che non ha mai fatto una richiesta in tal senso al Pd. Ma che al contrario propone che tutti i consiglieri del cda Rai vengano "scelti fra professionisti esterni e indipendenti dai partiti".

Sul federalismo, Di Pietro ha annunciato che l'Idv "rilancerà le proprie proposte alla Camera" perché "il federalismo e' uno strumento utile contro gli sprechi ma dipende dall'uso che se ne fa". Quanto alle legge sulle intercettazioni, il leader dell'Idv ha ribadito la sua totale contrarietà al disegno di legge Alfano, "criminogeno" e "brutale".

Commenti (0)

RSS feed Comments

Scrivi commento

smaller | bigger

busy

Connect

Annunci

1. vendesi ALFA ROMEO 147...
    Categoria: Alfa Romeo
    Creato: 30 Gennaio 2010
2. ALFA ROMEO 147 1.9...
    Categoria: Alfa Romeo
    Creato: 30 Gennaio 2010
3. mercedes c320
    Categoria: Mercedes-Benz
    Creato: 30 Gennaio 2010
4. chitarrista
    Categoria: gruppi musicali - gruppi sportivi
    Creato: 30 Gennaio 2010
5. Cerco in affitto o...
    Categoria: cerco camera in affitto
    Creato: 30 Gennaio 2010
6. stanza metà maggio
    Categoria: cerco camera in affitto
    Creato: 30 Gennaio 2010
7. URGENTE - cerco (ormai...
    Categoria: cerco camera in affitto
    Creato: 30 Gennaio 2010
Show more...

Ultimi iscritti