Guardavo un balletto di Michael
Jackson su facebook poco fa.
4 minuti, intensi, a bocca aperta, come ci aveva abituati dagli anni 80.
Per quelli della mia generazione Michael Jackson ed il suo talento erano diventati qualcosa di ordinario.
"A tutto ci si abitua", e lui era riuscito abituarci all'impossibile.
O forse eravamo noi esigenti, riuscivamo ancora a distinguere le cose buone dalla "spazzatura"?
"La realtà".
Abbiamo talmente perso il contatto con il "livello superiore", fatto di emozioni e sensazioni, che abbiamo bisogno di toccarla anche quando "dobbiamo" sognare.
Ai tempi di Michael Jackson, non ci saremmo mai accontentati dello spettacolo della realtà, i reality, i suoi personaggi.
Cercavamo emozioni. Cercavamo spazi inesplorati della nostra mente.
Cercavamo nuovi orizzonti. Lo facevamo anche con la musica. E per molti (come me), che hanno vissuto senza "anestesie", la musica e l'arte, erano l'unico biglietto per evadere dalla realtà.
Per questo X-factor non avrebbe funzionato (comunque ci hanno imposto SanRemo di cui conosciamo il carattere "conservatore"), perchè amavamo leggere l'artista e non l'uomo.
Questa non è una sottile differenza. L'arte ed il talento, spesso sono completamente indipendenti dalla persona che li possiede.
Spesso è il trasformarsi, spesso è una reazione, altre volte è inconsapevole.
Non mi interessa l'uomo o la donna che la indossa, il "mestiere dell'arte" insegna che debbono rimanere avvolti nel mistero (MJ docet), e questo fa parte dello show.
Quando invece il backstage, diventa lo spettacolo, il talento muore, viene sporcato dalle umani vicissitudini, come i litigi di Amici etc...
L'unico rapporto tra artisti che riconosco possibile è il confronto, che è un rapporto intimo non tra due persone, ma tra due modi di intendere la creatività e l'arte.
In Italia (ed ahimè oramai nel mondo) si sono inventati La Gara di canzonette, ed anche questa è un altra storia.
...i backstage dovrebbero rimanere negli albums segreti degli addetti ai lavori.
quello che invece deve venire fuori è il "livello superiore"
La realtà la viviamo ogni giorno, è inutile passarla anche nella televisione.
Lo spettacolo deve stupire, meravigliare, incantare. MJ (stavo andando fuori format :D) in questo è stato sicuramente ineguagliabile.
Dopo di lui il niente.
Ci ha talmente sommersi del suo talento, che forse ne eravamo stanchi, ed alla fine, non gli prestavamo la dovuta attenzione.
Molti hanno speculato (era un facile bersaglio, fermo).
Ma la morte di MJ, e la conseguente lente d ingrandimento sul suo talento deve dare una svolta al mondo della musica, che deve mostrare di meno i suoi backstage, e molto di più il suo prodotto finale, che è quello alla fine che ci interessa.
Delle beghe tra colleghi, ad amici, gli inciuci dei reality, spessissimo popolati da gente senza ne arte e ne parte, io direi che ne possiamo fare a meno.
In cambio vorremmo tornare ad essere esigenti, e pretendere un minimo di talento "puro", che prescinde dai format.
I format sono studiati per consentire a molti, di sopravvivere artisticamente anche in mancanza di talento, così, ripetendo ossessivamente all infinito una formula, senza mai uscirne.
Io amo il "fuori format". E' la vera essenza dell'arte. Ma questa è un altra storia.