(16/10/2007)
La grandezza di Roma, e il suo intangibile fascino metropolitano, passa
per una storia che ormai l’immaginario collettivo suddivide in tre
periodi: imperiale, papale e cinematografica. Il legame della Città
Eterna con il cinema è un sodalizio che forse non ha eguali in altri
luoghi del mondo, un felice connubio che ha dato vita ad alcune delle
pellicole più celebri della storia. Basta citarne alcune, e si entra
immediatamente nell’epoca d’oro della cinematografia italiana: “La
Dolce Vita”, “Ginger e Fred”, “Vacanze romane”, “Il Conte Max”, “Le
ragazze di Piazza di Spagna”, “Poveri ma belli”, “Roma Città aperta”,
“Accattone” e “Mamma Roma”, “Ladri di biciclette”, “Il sorpasso”. E,
sullo sfondo delle più belle piazze e strade di Roma, rimangono
impressi nella memoria i volti di Mastroianni, Gasmann, Montgomery
Clift, Audrey Hepburn, Anita Ekberg, stimmate immortali della grande
fede cinefila.
Nell’attesa che i luoghi del cinema rientrino a far parte dei circuiti
ufficiali del turismo capitolino, come è in cantiere, l’itinerario che
attraversa gli angoli immortalati dalla macchina da presa di
Rossellini, De Sica, Pasolini, Fellini, Manckiewicz, Wyler, Greenaway
(per citarne alcuni), è affidato all’iniziativa personale. Tuttavia,
una passeggiata al centro storico è già sufficiente per trovarsi
immersi nei set più celebri della Città Eterna: Piazza di Spagna,
Piazza del Popolo e Via Margutta di Gregory Peck e Audrey Hepburn in
“Vacanze romane”, Castel Sant’Angelo di “Poveri ma belli”, la
celeberrima Fontana di Trevi – forse l’icona più rappresentativa
dell’immaginario cinematografico capitolino – de “La Dolce Vita” e “Tre
soldi nella fontana”, fino ad arrivare ai quartieri “popolari”
pasoliniani di “Accattone” e “Mamma Roma” (Testaccio e Trastevere),
lungo quel biondo Tevere così amato e odiato da Sergio Citti e Anna
Magnani nelle loro impareggiabili interpretazioni romanesche più che
romane.
La regina cinematografica dei monumenti racchiusi nel Tridente è senz’altro la Fontana di Trevi,
resa immortale dal sensuale e “pagano” bagno di Anita Ekberg nella
pellicola felliniana “La Dolce Vita”. L’acqua della fontana, tra
l’altro, ha un particolare valore per la storia di Roma; la città,
infatti, tornava a utilizzare dopo secoli acqua di sorgente al posto di
quella del Tevere. Fu il papa Nicolò V nel 1453 a commissionare a
Giovan Battista Alberti l’edificazione della fontana nella località
detta “dello Trejo” che poi divenne nel tempo Trevi. Ci vollero 23 anni
di lavori e solo pochi fotogrammi di celluloide a rendere il
quadrilatero di Palazzo Poli uno dei luoghi più famosi e fotografati di
Roma.
Con questi presupposti non stupisce il successo che lo scorso anno ha
accolto l’iniziativa del Festival internazionale del Cinema, quest’anno
riproposta come Festa internazionale di Roma, dal 18 al 27 ottobre,
presso l’Auditorium Parco della Musica, luogo d’elezione già collaudato
per la consacrazione delle arti nella Città Eterna. L’Auditorium di
Renzo Piano diventa per dieci giorni il Parco del Cinema per
antonomasia, ideale Golden Mile dove sfilano i protagonisti del cinema,
di oggi e di ieri, applauditi dal vivo o celebrati attraverso la
proiezione no-stop di film storici.
A tessere la trama dei luoghi celebrativi del cinema a Roma sono anche
istituzioni che rientrano nei manuali, da Cinecittà con il suo Centro
Sperimentale di Cinematografia, alla Casa del Cinema, insieme alla Casa
delle Letterature e alla Casa del Jazz. Luoghi della memoria rivolti al
futuro affinché il passato d’oro della Roma cinematografica sprigioni
magia in abbondanza per forgiare nuovi talenti che sappiano perpetuare
il mito della Città Eterna.
Link utili
www.romacinemafest.org
www.romaturismo.it
www.auditorium.com
www.comune.roma.it |