Caso Tarantini: e se Berlusconi venisse indagato? - Italia
- Dettagli
- Categoria: News
- Pubblicato Sabato, 24 Settembre 2011 06:04
- Visite: 329
I pm: su Tarantini il premier «non vuole testimoniare»[1]
Il cambiamento sarebbe causato da un argomento affrontato nell'udienza di quattro ore davanti al Tribunale del Riesame, introdotto dai pm Francesco Curcio, Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock: in sintesi i magistrati affidano ai giudici del Riesame il compito di valutare, oltre alla sussistenza del reato contestato nelle ordinanze cautelari a carico di Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola (estorsione ai danni del premier), anche un'ipotesi alternativa, ovvero quella del reato di induzione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria. Un illecito sanzionato dall'articolo 377 bis del codice penale.
I pm si riferiscono alle affermazioni fatte dall'imprenditore barese quando ai giudici di Bari ha raccontato che il presidente del Consiglio non era consapevole del fatto che le ragazze portate da Tarantini alle feste di Arcore e a Palazzo Grazioli fossero escort, e alle dichiarazioni rese dallo stesso 'Gianpi' nel carcere di Poggioreale, quando ha sostenuto che i versamenti di ingenti somme di denaro da parte del premier rappresentassero soltanto un atto di liberalità e non fossero dunque collegati con i timori di una eventuale diffusione di notizie scandalose. Se il Tribunale della Libertà aderisse a questa ipotesi, i giudici potrebbero pertanto invitare la procura a procedere nei confronti di Berlusconi per istigazione a mentire.
Ma c'è un altro interrogativo aperto: quale procura? Resta sempre in piedi la questione della competenza territoriale dopo che per due volte il gip Amelia Primavera, lo stesso magistrato che aveva disposto gli arresti, ha affermato la propria incompetenza ordinando la trasmissione degli atti alla procura di Roma. I magistrati della capitale hanno provveduto a iscrivere Tarantini e Lavitola nel registro degli indagati per il reato di estorsione. Ma i pm di Napoli al Tribunale del Riesame hanno rivendicato il diritto a proseguire l'inchiesta, ritenendo l'attribuzione della competenza a Roma tutt'altro che pacifica, visto non è stato stabilito con certezza il primo (e probabilmente anche l'ultimo) episodio costituente reato. Nell'incertezza, affermano in sintesi i pm partenopei, la competenza appartiene ancora a Napoli o, magari, a Bari o Lecce, dove si procede per la vicenda delle escort.
References
- ^ I pm: su Tarantini il premier «non vuole testimoniare» (www.unita.it)
Leggi tutto http://goo.gl/UopXF

Indice