I problemi maggiori nei prodotti freschi
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- Pubblicato Mercoledì, 25 Gennaio 2012 07:39
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Questo articolo è stato pubblicato il 25 gennaio 2012 alle ore 08:39.
Agroalimentare e distribuzione colpite in pieno dallo sciopero dei camionisti. Secondo Coldiretti ogni giorno i danni ammontano a 50 milioni per i prodotti alimentari deperibili: latte, fiori, frutta e verdura che da aziende agricole e stalle non riescono a raggiungere i mercati e le industrie di trasformazione. Perchè un conto tanto salato? Semplice: ogni giorno viaggiano su camion e Tir circa 525mila tonnellate di prodotti agricoli e alimentari (di cui quasi il 10% è deperibile) pari all'86% delle merci. Ma oltre al danno c'è la beffa: la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire l'ortofrutta e i fiori made in Italy con quelli provenienti rispettivamente da Spagna e Olanda. E poi i costi di smaltimento del prodotto che marcisce.
Per nulla tranquillizzante la situazione nel resto della filiera. Coop lamenta danni rilevanti nei punti vendita in Sicilia e carenze nel resto della rete. «Ora – rileva Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia – registriamo una normalizzazione della situazione che però rimane a macchia di leopardo sia per territori, e in particolare al Sud, sia per settori, specie nei prodotti freschi. Certo, contiamo tutti sulla ricomposizione della situazione da parte del Governo ma se domani la situazione non si risolvesse le preoccupazioni diventerebbero molto serie».
Federdistribuzione lamenta la frattura tra il Nord e il Sud del Paese. I problemi maggiori si registrano attualmente nei prodotti freschi, in particolare l'ortofrutta, che rischiano di marcire nei centri di stoccaggio se non consegnati nei tempi corretti. Complessivamente, a livello nazionale, si può stimare che venga consegnato nei punti vendita circa il 60% del quantitativo abituale dei prodotti deperibili, con situazioni però molto diverse tra aziende localizzate prevalentemente nel Meridione, dove la situazione resta più complicata, e aziende che operano invece al Nord o comunque su scala nazionale.
Trattandosi di prodotti freschi destinati al consumo giornaliero, Federdistribuzione stima una perdita del 40% delle vendite, con conseguente disagio per i consumatori, che hanno difficoltà nel trovare assortimento e quantità adeguate nei punti vendita. «Se si considera che i prodotti freschi relativi a carne, pesce, ortofrutta e formaggi equivalgono a circa 40 milioni di euro di vendite al giorno realizzate da ipermercati e supermercati, l'impatto può essere quantificato, nella situazione attuale, in una perdita di circa 16 milioni al giorno per le aziende della grande distribuzione».
Gli operati della Gdo segnalano inoltre che i blocchi in corrispondenza dei porti stanno creando ritardi nelle consegne anche per i prodotti non alimentari provenienti dall'estero.
E se il blocco dei Tir si prolungasse per tutta la settimana? Secondo Federdistribuzione la situazione si complicherebbe fino a diventare critica, con forti disagi per i consumatori e maggiori costi per le imprese, anche solo per ricostituire le scorte nei magazzini.
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