Oggi Monti in aula su mozioni Ue. Pdl, Pd e Terzo polo si muovono uniti
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- Pubblicato Mercoledì, 25 Gennaio 2012 09:00
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Questo articolo è stato pubblicato il 25 gennaio 2012 alle ore 09:19.
Sono tutti attenti a tenere ben distinti ruoli e missione, ma Pdl, Pd e Terzo polo si muovono insieme sulla politica europea e ieri hanno messo a punto una mozione unitaria. Così Gianni Vernetti dell'Api ha avuto buon gioco nel dire che «la maggioranza diventa un po' più politica». E, anche se la definizione non piace affatto ai diretti interessati, i partiti che sostengono l'esecutivo per ora viaggiano appaiati e provano a lanciare un prezioso assist al premier Mario Monti, impegnato su un duplice fronte: quello interno, con il rush finale sulla fase due, e la sfida europea.
Mozione comune per Pdl, Pd e Terzo polo. Idv e Lega si smarcano
Il confronto è partito stamane dal Senato (alle 11,30 è previsto l'intervento del premier). Poi, dalle 16, il dibattito si sposterà alla Camera dove Monti replicherà alle 17,15 prima delle dichiarazioni di voto dei gruppi e dell'ok definitivo previsto in serata. Alla maratona parlamentare di oggi, Pdl, Pd e Terzo Polo si presentano quindi con un testo unitario. Idv e Lega, invece, andranno da soli: ieri i dipietristi avevano già messo a punto il loro documento, mentre gli uomini di Umberto Bossi hanno depositato solo oggi la loro mozione. Gli ultimi due testi sono quelli presentati da Grande Sud e Coesione nazionale e il documento che ha come prima firmataria Emma Bonino e sottoscritto da esponenti di vari Gruppi.
I contenuti del documento presentato dalla "maggioranza"
Più che i contenuti delle mozioni, però, a tenere banco sono soprattutto gli equilibri suggellati dai documenti presentati ieri. La composizione della mozione unitaria di Pdl, Pd e Terzo Polo è stata materialmente affidata a Rocco Buttiglione. Ieri, nell'ufficio alla Camera del presidente dell'Udc, si sono visti i "tecnici" dei partiti per il via libera al testo unitario. «È stato un buon lavoro di squadra», ha spiegato il democratico Francesco Tempestini. I dati salienti del dispositivo si racchiudono nella richiesta
al governo Monti di far valere la voce dell'Italia in sede europea, innanzittutto, sull'esigenza di lavorare a politiche per la crescita.
Nella mozione, ha poi chiarito Buttiglione, si chiede di trattare «condizioni
di rientro del debito pubblico che non siano peggiorative del six pack». Quindi spazio alla richiesta di impegno al governo per la formazione di un'agenzia di rating europeo, sull'introduzione della Tobin Tax - si pone anche l'accento sulla necessità di convincere la Gran Bretagna -, la messa a punto di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, come gli eurobond. Infine, una sollecitazione a lavorare in Ue per una nuova prospettiva federalista «che superi il metodo troppo intergovernativo oggi dominante», ha spiegato ieri Vernetti.
Nel testo dell'Idv fari puntati anche sul ruolo della Bce
Non si differenzia di molto nei contenuti la mozione presentata dall'Idv, nella quale sono solo evidenziati in maniera più stringente alcuni punti, dalle politiche per la crescita alla Tobin tax. Nel documento, l'Idv impegna il Governo a proporre, in parallelo al nuovo Trattato sulla stabilitá «il coordinamento e la governance dell'unione economica e monetaria, un rafforzamento delle politiche di coesione europea con misure e provvedimenti che delineino una vera unione politica del continente con un ruolo maggiore del Parlamento europeo, con una comune politica fiscale e finanziaria, con obiettivi comuni per lo sviluppo economico, sociale e culturale dell'area monetaria». L'Idv chiede inoltre al premier Monti di «promuovere insieme agli altri partner continentali azioni concrete per promuovere una crescita più forte e maggiore competitività e coesione sociale rilanciando gli ideali europei». Ma si ribadisce, tra l'altro, anche la necessità di attribuire alla Bce il potere di «concedere prestiti agli Stati avendo a garanzia anche gli asset dell'Agenzia europea dei beni comuni». Un tassello, quest'ultimo, su cui ieri è tornato anche il premier dopo l'Ecofin. «È possibile che si assista a un'evoluzione nel ruolo della Bce». (Ce. Do.)
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