Schianto sulla moto, un morto. Andava in ospedale da un amico che è poi deceduto

Ago 30 2014

Schianto sulla moto, un morto. Andava in ospedale da un amico che è poi deceduto

 

Sperone. Un paese schiantato da due tragedie. Due vite spezzate nel giro di poche ore. Sperone piange due suoi concittadini, morti ieri pomeriggio per cause diverse ma drammaticamente concatenate.
Nicola Isernia, 43enne ristoratore, si è spento in ospedale per un arresto cardiaco dopo essersi sentito male in piazza; Pietro Lombardi, 28enne che era con lui quando ha avvertito il malore, si è poco dopo schiantato contro un palo con la moto con cui stava raggiungendo Nicola in ospedale: l’incidente è avvenuto lungo la Nazionale delle Puglie, nella frazione Schiava di Tufino.

 

È morto poche ore dopo nello stesso nosocomio in cui l’amico aveva esalato l’ultimo respiro. Con Pietro, a bordo del potente scooter, c’era il 20enne Francesco Colucci di Mugnano del Cardinale, ricoverato in gravissime condizioni presso il secondo policlinico di Napoli. Una pagina sanguinosa e assurda nella cronaca del piccolo e tranquillo comune mandamentale, sconvolto da due tragedie inaccettabili.
Tutto ha avuto inizio intorno alle 16 di ieri, caldissima domenica di inizio agosto che nessuno si aspettava si trasformasse in giornata di lutto. Nicola Isernia, originario di Brusciano ma da tempo trapiantato nel Baianese, titolare della conosciuta pizzeria Mariseda, una piccola istituzione della ristorazione locale, era in piazza quando ha avvertito un malore e si è accasciato.
Disperata la corsa in ospedale, il più vicino è il “Santa Maria della Pietà” di Nola dove l’uomo è giunto ormai allo stremo ed è morto poco dopo. Un infarto fulminante la causa del decesso, una morte improvvisa, già di per sé dolorosa, ma che ha spalancato un baratro di funeste coincidenze. Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, Pietro Lombardi era presente quando Isernia si è sentito male. Insieme a Francesco Colucci si è dunque messo in sella ad un potente scooter, uno Yamaha T Max, per raggiungere il presidio ospedaliero nolano distante dieci chilometri.
La strada è la Nazionale, un rettilineo di asfalto senza curve e ostacoli; forse la velocità, la corsa forsennata verso l’ospedale in cui si trovava l’amico, un sorpasso azzardato, hanno causato l’incidente in cui è rimasta coinvolta anche un’auto il cui conducente ha riportato ferite lievi.
La moto dei ragazzi si è schiantata contro un palo della pubblica illuminazione, quasi di fronte all’accesso di Tufino dell’A16. L’impatto è stato devastante, il mezzo ha preso fuoco, i due giovani sono stati sbalzati per alcuni metri e le loro condizioni sono apparse subito gravissime. Trasportati a Nola, Francesco è stato poco dopo trasferito a Napoli presso il Policlinico dove ha subito una delicata operazione chirurgica.
Per Pietro invece non c’è stato nulla da fare, è morto intorno alle 20 dopo disperati tentativi di rianimarlo. Il ventottenne era conosciuto e benvoluto, un ragazzo laborioso che si industriava con lavori saltuari e che sul suo profilo Facebook scriveva dei progetti di vita con la sua compagna. Un ragazzo che ha pagato con la vita la sua incrollabile generosità. «È un giorno funesto per il nostro paese – commenta sconvolto il sindaco di Sperone, Marco Alaia -. Prima la perdita di Nicola, che con la sua pizzeria era un punto fermo, poi la tragedia di Pietro. Oggi ci sentiamo spenti dentro, il nostro pensiero va alla famiglia di Pietro ed alla moglie ed alle bimbe di Nicola». Si piangono due giovani vite, e si prega per il giovanissimo Francesco che fino a ieri sera versava in gravissime condizioni a causa delle profonde ferite riportate nello schianto. Il ragazzo, figlio di un professionista della zona, è ricoverato in Rianimazione.

Commenti

comments

Che ne pensi? :)

Inserisci la tua attività, compila questo modulo