Simone Camilli, giornalista, ucciso da missile-trappola israeliano

Ago 21 2014

Simone Camilli, giornalista, ucciso da missile-trappola israeliano

GAZA, 13 AGO – il missile Israeliano che ha ucciso Simone Camilli, il giornalista italiano, era una trappola.
 Lo sostiene il fratello di uno dei cinque artificieri palestinesi rimasti uccisi. La settima vittima è un giornalista di Gaza.
 Hazem (un alto ufficiale della polizia di Gaza rimasto ucciso nella deflagrazione) era un professionista nella neutralizzazione di quel genere di ordigni e che procedeva sempre con grande cautela.
La sua convinzione è che la bomba israeliana sia stata manipolata ”nell’intento di provocare vittime”.
Le operazioni di neutralizzazione erano iniziate nella prima mattinata quando l’ordigno era stato trasferito da una località vicina ai grattacieli di Sheikh Zayed, presso Beit Lahiya, in un campo di calcio distante oltre cento metri. Questa precauzione, secondo Najy Abu Murad, ha poi salvato altre vite umane.
In quel campo di calcio, nei giorni scorsi, erano stati neutralizzati altri ordigni rimasti sul terreno. Oggi le operazioni degli artificieri erano seguite da tre giornalisti molto esperti e conosciuti a Gaza, tra cui il videoreporter italiano.
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