05 Ott

Il libro Napoli ’44 diventa un film

150034949-474882b1-6b90-4de2-8e50-5ea2b6148e87

«Questo è il mio vero film su Napoli. La genesi è merito di mio padre. Fu lui a farmi scoprire il libro “Napoli ‘44” durante un pranzo, a Napoli, lontano da Roma. Città dove ormai vivo. Dopo la lettura di quei fatti umani e brutali ho deciso che dovevo farne un film». Così si confidò Francesco Patierno più di un anno fa, quando stava cucendo uno nell’altro i frammenti visivi, e testuali, della sua nuova opera: “Naples ‘44”.

Un documentario sul secondo conflitto mondiale che nella versione originale è narrata dall’attore inglese Benedict Cumberbatch (in lingua italiana la voce è di Adriano Giannini), già protagonista di lungometraggi che hanno messo in scena le guerre. Basti citare “The Imitation Game”. Il film è in selezione alla “Festa del Cinema di Roma” e sarà proiettato all’Auditorium il 18 ottobre. «Sono orgoglioso di esserci », ha aggiunto Patierno sulla sua pagina Facebook. Nelle sale, “Naples ‘44” uscirà prima di Natale.

Cumberbatch è stato scelto per incarnare lo spirito di Norman Lewis, il giovane ufficiale inglese che nel settembre 1943 arrivò a Napoli con la Quinta Armata americana. La città era un cumulo di rovine. Per un anno, Lewis aggiornò un suo diario. Oggi, Patierno — che aveva sviscerato le paure e i drammi della sua terra d’origine già in “Pater Familias”, dal romanzo di Massimo Cacciapuoti — ha realizzato questo progetto con la produzione di Dazzle Communication e RaiCinema mescolando differenti livelli estetici.

C’è materiale d’archivio; ci sono filmati dell’Istituto Luce e scene girate dal vivo pochi mesi fa, anche a ridosso di via Sedile di Porto, che compongono un puzzle di ottanta minuti in cui si

immagina che l’ufficiale britannico, diventato un affermato scrittore internazionale, ritorni nuovamente a Napoli molti anni dopo aver annotato i commenti disperati. Tra flashback e amarcord nei luoghi del presente, Lewis fa i conti con il tragico passato. Sfiorando sofisticate dame che mungono capre mentre indossano un cappello piumato, statue di santi destinate a interrompere l’eruzione del vulcano e professionisti in miseria costretti a fare le comparse ai funerali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *