Autore - lucia Sirignano

Uno speciale augurio di Buon Natale!

Quando si svolge il proprio lavoro con passione anche le cose più semplici, come gli auguri di Natale, assumono un momento significativo e divertente.

I nostri cari amici di Radio Punto Zero  ce ne hanno dato prova con una bellissima iniziativa che ha coinvolto e divertito l’intero staff:  i fonici, la redazione, l’ufficio stampa, i dj, gli speakers, i giornalisti, tutti presenti nel video realizzato per augurare un sereno Natale ai propri radioascoltatori.

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Come specificato dall’Ufficio Stampa della radio, nel comunicato che ha accompagnato l’uscita del video, il testo è stato pensato da Mariano Della Morte, musicista co-conduttore insieme a Mario Pelliccia nel programma “Ci Metto la voce” e scritto a quattro mani con l’editrice di Radio Punto Zero Stefania Sirignano, sulle note di “Marvin Gaye  di Charlie Puth ft. Meghan Trainor”.

Fin dalle prime note prevale la voce dell’autore del brano che presenta in maniera briosa tutto il palinsesto, il video termina con un vero e proprio coro che rende protagoniste le voci non di cantanti professionisti, come è solito fare, ma quelle di tutto il team della radio.

Questo originale progetto rappresenta un altro piccolo progresso di una rivoluzione cominciata quasi due anni fa dalla giovane editrice, che con tanta determinazione vuol raggiungere traguardi importanti:

“ il 2016 sarà un anno ricco di sorprese, la radio del sole, la radio che illumina le giornate ma anche le notti, la radio della buona musica, della cultura, dello sport,  la radio che sa divertire senza mai essere volgare, non deluderà i suoi fedeli ascoltatori, darà dimostrazione di essere cresciuta e nel contempo non sarà mai scontata conquistando l’anima di tante altre persone”.

Inoltre, ha voluto precisare il carattere innovativo del progetto:

“Ho scelto un gruppo di giovani dinamici come me, pieni di entusiasmo, molto vicini al mio modo di pensare, di progettare,  ma soprattutto che hanno sposato il mio obiettivo, dare alla mia Radio il valore che merita. Dare sostegno ad una forte realtà regionale che possa far capire agli ascoltatori quanto sia difficile mantenerla privatamente. Abbiamo bisogno che i nostri seguaci ci credano insieme a noi perché siamo pronti a dargli sempre di più”.

Di questa simpatica canzoncina è stato realizzato anche un videoclip diffuso in rete sulle varie pagine social della radio e di tutti i suoi  speakers.

Buon Natale da Radio Punto Zero

Non mi resta che augurarvi Buon Natale, ringraziando Radio Punto Zero per questa divertente iniziativa!

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Giletti contro Napoli? O forse no?

Nell’ultima settimana imperversa la polemica, tutta napoletana, per le parole pronunciate da Massimo Giletti durante la sua trasmissione di Rai Uno “L’Arena“. Sembra che il noto conduttore abbia avuto l’ardire e il coraggio di affermare che in alcune parti di Napoli ci sono cumuli di spazzatura che poco si addicono ad una città tanto bella e ricca di storia e arte.

giletti-massimoNaturalmente, la polemica non è contro chi ci amministra. Non si accusa mica il sindaco di non riuscire a gestire un’emergenza che ormai va avanti da anni? Assolutamente no, si accusa Giletti, perché ha detto la verità, quella cosa che a noi napoletani non piace affatto, perché ci costringe ad aprire gli occhi e scoprire che quel posto idilliaco che abbiamo costruito nella nostra mente in realtà non esiste. Noi siamo così abituati ad affermare la bellezza della nostra città, che ci dimentichiamo di viverla e goderla.

È facile puntare il dito contro chi cerca di aprirci gli occhi, contro chi cerca di esporre all’Italia intera un problema che tutta l’Italia, ma in particolare Napoli, vive da tempo. Noi non vogliamo essere aiutati, noi non vogliamo risolvere i problemi, preferiamo nasconderli, così diventa tutto più facile. Poi, che i mezzi pubblici davvero non funzionino, oppure che ci sia criminalità e degrado in alcune zone, questo non importa, diventa secondario, l’importante è che ci sia qualcosa di bello da vedere (non importa che sia troppo poco).

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Indubbiamente, durante la trasmissione i toni erano accesi e forse il conduttore ha usato termini un po’ forti per esprimere il proprio pensiero, ma da qui ad accusarlo di razzismo e chiedere alla rai la sua testa su un piatto d’argento mi sembra eccessivo. Anche perché il bersaglio di Giletti non era la città e i suoi abitanti, bensì “la classe politica scarsa degli ultimi 10-20 anni, che ha portato al degrado di molte zone della città, a discapito dei napoletani onesti”.

“Il degrado è sotto gli occhi di tutti. È troppo facile occuparsi del salotto buono, dimenticando le periferie. Anziché fare Consigli comunali dove si discute se sia giusto o meno avere gratis i biglietti per andare a vedere il Napoli allo stadio, i politici dovrebbero fare un giro in alcune zone della città, che è una delle più belle del mondo.” Queste le parole del conduttore.

Ma davvero noi napoletani non riusciamo ad accettare le critiche e farle diventare la nostra forza per migliorare, per cambiare le cose, per scegliere di essere amati non solo per il bel panorama e le bellezze artistiche, ma anche per la civiltà e la bellezza della città nel suo complesso? Qualche tempo fa anche Roma era stata accusata di essere sporca, ma non mi sembra che i romani se la siano presa più di tanto, anzi in tanti si sono armati di scopa e paletta e hanno ripulito le strade del proprio quartiere. A Napoli, immagino che la risposta di qualcuno (per non dire dei più) sarebbe stata “e gli spazzini che fanno?”.

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Non a caso, a riprova dell’anarchia e dell’inciviltà che regna in alcune parti della nostra città, è arrivata la notizia che il pianoforte “condiviso” voluto da Grandi Stazioni nella stazione centrale (come in tante altre grandi stazioni italiane) per rendere le stazioni sempre più da vivere come luoghi d’incontro e di aggregazione, è stato distrutto. Forse sono stati i vandali, forse alcuni soggetti poco raccomandabili presenti in stazione, o forse un soggetto con problemi psichici.

Intanto, solo da noi  è successo questo. Adesso a chi diamo la colpa?

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Tutti uniti con Benevento e l’intero Sannio!

Nelle ultime due settimane Benevento e l’intero territorio del Sannio sono stati messi in ginocchio dalle forti piogge e dalle alluvioni e inondazioni che ne sono scaturite. Ora si attende che venga dichiarato lo stato di Emergenza.

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Sono oltre 70 i comuni colpiti, per un totale di circa 700 milioni di euro di danni, considerando la scomparsa totale di circa 500 chilometri di strade ed il crollo di 10 ponti che lasciano ancora isolate alcune comunità e alcune frazioni della provincia, ma da questa prima stima sono escluse le attività produttive e le abitazioni civili, in quanto al momento non è ancora possibile fare una stima del disastro causato da questo misto di acqua e fango che si è riversato sulle case, nelle strade, nei terreni, nelle fabbriche.

 

Sembra che dovremmo aspettare almeno 4 anni prima di poter ricominciare a produrre la ben nota Falanghina Beneventana. Intanto si spala ancora il fango e i detriti. Tanti i volontari che aiutano come possono, dedicandosi a risollevare le sorti di un popolo distrutto e messo in ginocchio da ben due eventi atmosferici straordinari.

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Sono tanti anche i messaggi di solidarietà, e le raccolte di beneficenza, che la città di Benevento e il popolo sannita hanno ricevuto da tutta Italia, segno dell’attenzione e della vicinanza diffusa a questi territori, e segnale di speranza  soprattutto in momenti come questi. Ma ciò che sorprende di più è la forza di volontà e il coraggio con cui l’intera popolazione del Sannio ha deciso di ripartire. Non sono stati lì fermi ad attendere aiuti da parte del Governo, hanno scorciato le proprie maniche e si sono messi al lavoro.

Allo stesso modo, le varie aziende colpite e distrutte da questi eventi, hanno scelto di alzare la testa e andare avanti, un esempio è il pastificio Rummo che grazie ad un post sui social network, in cui veniva chiesto di acquistare la pasta Rummo, è riuscita a raccogliere la solidarietà non solo di tutta Italia, ma di tutto il mondo; oppure possiamo ricordare l’azienda vinicola Solopaca che ha messo in vendita (per pochi euro) le bottiglie di vino ricoperte di fango, così come sono, “sporche ma buone” è il motto che aiuta la vendita.

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Purtroppo, dal Governo ancora nulla di certo sugli aiuti economici e sulla dichiarazione dello stato di emergenza, ma sembra che per venerdì 30 ottobre, si dovrebbe trovare una soluzione. Intanto i deputati campani del Movimento 5 Stelle, hanno scelto di non attendere e hanno devoluto 102.548,50 euro della prima restituzione dei propri stipendi per il ripristino dei laboratori dell’Istituto  scolastico “S. Rampone”. Un contributo diretto per l’acquisto di computer e attrezzature per i laboratori d’informatica, grafica, tecnologici e linguistico dell’istituto. Un modo concreto per sostenere e aiutare una struttura scolastica che è tra le eccellenze didattiche campane in termini di uso delle nuove tecnologie, innovazione e attività avanzate.

Intanto, nelle prossime ore è prevista ancora emergenza meteo al sud, speriamo che non vada ad aggravare la situazione di questi comuni già fortemente colpiti e affondati.

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Solidarietà a Nadija Korol

Era il 29 agosto 2015, quando in una serata come tante Anatoliy Korol è diventato un eroe per tutti gli italiani e nello specifico per gli abitanti di Castel Cisterna, comune in provincia di Napoli.

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L’uomo riuscì a sventare la rapina al supermercato nel quale aveva poco prima fatto la spesa.

Era appena uscito quando si accorse che dei tipi loschi stavano entrando all’interno del supermercato, dove alla cassa c’era solo una ragazza; l’uomo non ha esitato e, una volta messa in salvo la figlia piccola nel parcheggio antistante il supermercato, è tornato indietro per affrontare i due malviventi. Si è lanciato su uno di loro per cercare di disarmarlo, ma purtroppo il suo gesto, anche un po’ avventato, non gli ha salvato la vita, il complice ha subito aperto il fuoco su di lui e lo ha pugnalato più volte alla schiena.

Una storia che ha lasciato l’amaro in bocca per la morte di un nobile uomo, ma anche tanta gratitudine per il gesto di un eroe, che senza pensarci due volte è corso in aiuto di persone che nemmeno conosceva.

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Tanti i ringraziamenti a questo eroe dei nostri tempi, tra cui il più importante è la Medaglia d’oro al valor civile che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha consegnato nelle mani della signora Nadija Korol, ringraziandola per la sua decisione di restare in Italia e ricordandole che non sarà dimenticata.

Inoltre, sono state tante le persone che hanno voluto dare il proprio aiuto alla moglie e alle figliolette dell’eroe ucraino, tra cui il proprietario del supermarket, Michele Piccolo, che si è reso disponibile a fornire alla famiglia aiuto morale e materiale, a pagare gli studi alle bambine e anche a dare un posto di lavoro alla moglie di Anatolij (anche se per lei non sarebbe proprio facile tornare ogni giorno a lavorare nel luogo dove le hanno ucciso il marito).

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A questi gesti di solidarietà si aggiunge quello della trasmissione Report di rai 3, condotta da Milena Gabanelli, che ha messo all’asta i premi vinti dalla trasmissione negli ultimi 5 anni e ha donato alla donna, invitata alla serata, un premio di circa quindici mila Euro. Un aiuto concreto, che aiuterà per un po’ la donna ad andare avanti e a non preoccuparsi del futuro suo e delle sue figlie.

Insomma, gli italiani hanno dimostrato un cuore davvero grande e tanta riconoscenza ad un uomo che era uno di noi e non certamente “l’altro” di cui liberarci.

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L’odissea degli OTD della Comunità Montana

Dopo oltre 15 anni di lavoro continuativo all’interno dell’Ente Comunità montana, continua l’Odissea degli operai a Tempo Determinato (OTD), che negli ultimi 3 anni hanno visto vacillare il proprio lavoro e le proprie speranze.

Non è semplice passare una vita a lavorare per un ente per poi veder vacillare il proprio futuro nel giro di pochi mesi, ed ecco a 50 e passa anni arriva il bisogno di doversi reinventare, trovare un nuovo lavoro in un’Italia in perenne crisi finanziaria. Comincia così l’Odissea degli Operai a Tempo Determinato (OTD) della Comunità Montana del Partenio – Vallo di Lauro, che per 16 anni hanno svolto il proprio lavoro in maniera impeccabile, ripulendo le nostre strade e i nostri prati, valorizzando le zone di montagna, aiutando i forestali nelle attività di sicurezza e nella prevenzione degli incendi, per poi trovarsi in mano un pugno di mosche e tante promesse inadempiute, come quelle di essere stabilizzati.

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La crisi peggiore per questi operai è stata vissuta lo scorso anno, riuscendo a svolgere solo 9 giornate lavorative, al confronto dei 151 giorni di lavoro svolti negli ultimi anni. Da qui è partita la protesta, naturalmente pacifica e ben organizzata, di questi uomini che cercano risposte e sicurezze, non accontentandosi di un “i soldi non ci sono”, oppure “ci stiamo lavorando”; purtroppo, queste persone hanno scoperto a proprie spese che con le promesse non si può sfamare la propria famiglia e ora chiedono di più.

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Per fortuna, non sono stati abbandonati a sé stessi, c’è chi ha preso a cuore il loro problema, mettendoci la faccia e protestando in prima persona al loro fianco. È il caso dell’ex Sindaco di Sperone, Prof. Salvatore Alaia, che nel corso del 2014 ha fatto sentire la sua voce nelle assemblee delle istituzioni competenti, fino a fare lo sciopero della fame, pur di aiutare questi 151 operai in attesa di speranza.

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E forse questo 2015 è l’anno giusto, con l’avvento del Presidente De Luca, si apre uno spiraglio: infatti proprio De Luca, in campagna elettorale, aveva posto l’attenzione sui problemi degli operai idraulici Forestali, OTI e OTD, affermando che dal suo punto di vista ci sono le possibilità per rimettere al lavoro e garantire uno stipendio a questi operai, coinvolgendoli nei settori della Protezione civile, agricoltura, assetto idrogeologico, ambiente, nei controlli notturni, negli enti parco per la manutenzione dei sentieri in intesa con i Comuni, nelle scuole per la manutenzione, e così via. Affermando, infine, che bisogna utilizzare i capitoli finanziari di tutti i settori connessi, ma soprattutto presentare un piano industriale che impegni tutti i lavoratori in mansioni utili ai diversi comparti.

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“In due anni, quindi, si potrà arrivare alla stabilizzazione di tutti i lavoratori: un programma serio e ragionato per i lavoratori a tempo determinato e indeterminato garantendo a tutti almeno le 151 giornate. Potremo definire un piano industriale per la forestazione con un pacchetto di attività lavorative che impegnino gli operai come si fa con una fabbrica. In questo modo troveremmo i soldi ed il lavoro. Diversamente, continueremo a vagare nel vuoto”.

Queste le parole e le promesse del Presidente De Luca durante la campagna elettorale, ma anche i fatti non si sono fatti attendere. Già dal mese di agosto gli operai sono di nuovo al lavoro, ma c’è ancora molta incertezza sulle loro sorti. Per il momento dovrebbero essere garantite le 51 giornate lavorative. Anche se la senatrice Nugnes afferma che non c’è stato nessun miracolo da parte di De Luca, e che i progetti erano già stati avviati in un periodo precedente al suo arrivo.

A noi non importa di chi sia il merito, l’importante è ridare un lavoro a questi uomini in attesa da troppo tempo.

Non resta che incrociare le dita e aspettare che nelle stanze della Regione Campania si prendano le decisioni giuste.

Stay tuned!!!

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