Ucciso a 16 anni con due colpi di pistola al volto






I carabinieri del RIS hanno lavorato nella villetta del crimine, diversi però i punti ancora oscuri. All’appello manca il cellulare della vittima. Che fine ha fatto? Dove lo ha gettato il killer? Chi ha chiamato Giuseppe prima che lui andasse incontro alla morte? Ha fatto davvero tutto da solo l’assassino di Beppe? Fonti investigative sembrano indicare di si. “Ho sparato per paura” avrebbe detto l’omicida agli inquirenti, una legittima difesa insomma per sfuggire all’aggressione di Balboni. La procura non la pensa così, un’esecuzione in piena regola per motivi banali.










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Nel Mediterraneo si è formato l’URAGANO MEDICANE venti a 160km/h

In queste ore il tratto di mare tra il Mar Ionio e il Mar Egeo fino al Mar libico risulta particolarmente più caldo della norma con valori 8°C superiori alla media di questo periodo.





Complici le infiltrazioni di aria fresca che giungono da nord-est a tutte le quote, a seguito dei contrasti con la superficie del mare caldissima, si formerà una struttura ciclonica di particolare violenza che successivamente nella giornata di venerdì 28 Settembre e Sabato 29 assumerà caratteristiche di uragano vero e proprio di categoria 1 o 2, con venti oltre i 160km/h apportando precipitazioni di entità eccezionale.  “MEDICANE”, deriva dall’unione delle parole MEDIterranean hurriCANE .





Sembra che il primo vero Uragano della Storia del mediteranno possa lambire la Sicilia e la Calabria, per poi dirigersi verso la Grecia e l’isola di Creta.










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Somma Vesuviana, travolto dal treno mentre attraversava i binari

E’ successo in aperta campagna


L’incidente in cui ha perso la vita l’uomo investito da un treno a Somma Vesuviana, mentre attraversava in scooter i binari, è avvenuto in aperta campagna. L’uomo stava attraversando un passaggio a livello che era senza barriere. Il treno era partito alle 7.22 da Napoli, spiega Il Mattino.



L’Eav dopo l’incidente ha annunciato su Facebook l’interruzione della circolazione sul tratto ferroviario Somma-Ottaviano della linea Napoli-Sarno:
Si avvisa che, causa investimento a Rione Trieste, la circolazione nel tratto ferroviario Somma – Ottaviano è interrotta. Pertanto, da Napoli i treni limiteranno a Somma Vesuviana. Da Sarno i treni limiteranno ad Ottaviano. E’ stato richiesto servizio navetta sostitutivo nella tratta interessata dall’interruzione. Seguiranno aggiornamenti. Ci scusiamo per i disagi.







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Bar incendiato dalla camorra alla Sanità.





“Quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava l’incendio del mio bar, ho visto i miei sogni andare in fumo. Ancora di più, però, mi fa male la totale indifferenza e la mancata solidarietà degli altri commercianti della zona”, dice Mariano l’uomo a cui è stato bruciato il bar nel Rione Sanità al “Il Mattino”.

“Io ho già un negozio qui vicino, in piazza Cavour, e questo bar l’ho aperto per i miei figli – continua Mariano – Sono rimasto molto sorpreso dall’episodio, perché io non ho fatto niente a nessuno e non ho ricevuto alcuna minaccia. Sento dire in giro che c’è chi gira per chiedere il pizzo, ma io non ho mai visto nessuno.”




Continua ancora Mariano:

“Io e i miei figli non molliamo, rimarremo qui, perché crediamo in questo quartiere e vogliamo continuare a essere presenti. A tutti quelli che hanno subito attentati o atti intimidatori consiglio di denunciare. Non possiamo rimare inermi a guardare come i nostri sforzi e la nostra passione siano vanificati dalla camorra”.

Dunque, ennesimo episodio di rivendicazione da parte della camorra. Forse il bar si trovava in una posizione sfavorevole o semplicemente, qualche voce di troppo hanno ha incastrato Mariano e i suoi figli nel mirino della camorra. “Nessuna solidarietà” aggiunge poi l’uomo, forse per timore delle ripercussioni?

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Arrestata Infermiera che somministrava morfina ai neonati: “Così stanno tranquilli”

Uno dei piccoli ha avuto un’overdose e un arresto respiratorio. Così è scattato l’allarme. L’episodio risale alla notte tra il 19 e il 20 marzo.
La polizia di Verona ha arrestato un’infermiera di 43 anni in servizio presso la Asl locale, per aver somministrato morfina a un neonato.
L’infermiera aveva agito senza prescrizione medica nonostante il piccolo stesse bene, e la morfina gli aveva provocato un’overdose con grave arresto respiratorio. “Quando l’abbiamo arrestata non ha reagito, è stata molto fredda”, ha spiegao la polizia in conferenza stampa.




Il neonato era ricoverato presso la terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Civile di Verona. Gli esami successivi hanno confermato la presenza di oppioidi nel sangue. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, nelle ore prima della crisi respiratoria, era stata proprio l’infermiera 43enne a tenere in braccio il piccolo definendolo come “rognoso”.
La donna avrebbe anche confidato alle colleghe di somministrare ai neonati morfina e benzodeazepina, pur in assenza di prescrizione, per via orale o nasale, solo per “metterli tranquilli”, nella convinzione non ci fossero concreti pericoli.
Quella notte di marzo il piccolo stava bene, non era sotto farmaci e sarebbe stato dimesso il giorno successivo. Dopo mezzanotte aveva avuto le prime crisi e con il peggioramento del quadro clinico, la stessa infermiera aveva ordinato a una collega di somministrargli un farmaco antagonista della morfina, e aveva indicato il dosaggio. Subito dopo il neonato aveva ripreso a respirare autonomamente.




I poliziotti hanno anche accertato che nella notte in cui si è verificato l’episodio, un solo neonato nel reparto di terapia intensiva neonatale aveva in prescrizione la morfina, che effettivamente era stata prelevata dalla stessa infermiera. Oggi è stata arrestata dalla polizia in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Livia Magri su richiesta del pm Elvira Vitulli.

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Abusi su bambini per 25 anni in una congrega religiosa




Associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori  per i fatti accaduti all’interno di una congregazione religiosa, la “Associazione Cattolica Cultura ed ambiente”, con sede nel comune di Aci Bonaccorsi, in provincia di Catania, sono stati arrestati quattro uomini ritenuti responsabili di reati, iniziati almeno 25 anni fa.

Per venticinque anni diceva di essere la reincarnazione di un Arcangelo alla comunità che dirigeva e che sosteneva di volere trascinare verso la purezza dell’animo. E’ finito in carcere con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata agli abusi sessuali su minori, ma non solo Pietro Capuana di 73 anni. E’ lui il ‘santone’ che per un quarto di secolo ha diretto la comunità ‘Cultura ed Ambiente’ di Aci Sant’Antonio, una vera e propria setta alla quale prendevano parte attiva tre donne finite ai domiciliari con l’accusa di avere reclutato minori da sottoporre a violenza sessuali. Sono: Fabiola Raciti di 55 anni, Rosaria Giuffrida di 57 e Katia Scarpignato di 48.

L’inchiesta della procura della Repubblica guidata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Laura Garufi ed affidata al compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni guidata da Marcello La Bella è stata avviata in seguito alla denuncia dettagliata della mamma di una ragazzina finita nel giro delle setta religiosa di Aci Sant’Antonio. E’ stata lei a consegnare agli 007 della polizia uno smartphone con delle conversazioni in chat che evidenziavano le intenzioni degli organizzatori religiosi che chiedevano alle ragazzine avvicinate di scrivere delle lettere contenenti dichiarazioni d’amore nei confronti di Capuana.

Sono così iniziate delle intercettazioni telefoniche e di tipo tradizionale nel cenacolo, dove si riunivano per tutti gli adepti. Gli abusi sessuali su donne minorenni, ma anche maggiorenni si sarebbero prorogati per venticinque anni. Gli abusi spesso avvenivano in casa di Capuana nella quale la polizia ha sequestrato un elenco con centinaia di nomi che avrebbero fatto parte, in tutti questi anni della comunità ‘Cultura e Ambiente’, ufficialmente una ditta che commercializzava prodotti agricoli, ma di fatto trasformata in una “setta” clandestina. Per la prima volta la procura ha ottenuto il riconoscimento da parte del Gip del reato di associazione per delinquere finalizzata alla consumazione di reati sessuali.




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La cattura di Johnny lo zingaro 





A catturarlo sono stati gli agenti dello Sco della Polizia a Taverne d’Arbia, nel Senese. Lui, Giuseppe Mastini in arte Johnny Lo Zingaro.
L’uomo con alle spalle furti, rapine e un omicidio, fu condannato all’ergastolo nel 1989 in seguito a una serie di sparatorie e sequestri di persona effettuati a Roma.



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L’omicidio dei carabinieri Antonio Fava e Giuseppe Garofalo. Arrivano 2 arresti eccellenti –





Le stragi mafiose di inizio anni ’90 furono frutto di un patto di ferro tra mafia e ‘ndrangheta. A conferma di questo arrivano due arresti eccellenti da parte della polizia, sarebbero i mandanti del duplice omicidio dei carabinieri Antonio Fava e Giuseppe Garofalo. Servizio di Massimiliano Niccoli




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Inchiesta The Queen: si pente il nipote di Sommese





Antonello Sommese, nipote dell’ex assessore regionale Pasquale Sommese, si pente e collabora. Una novità nell’inchiesta appaltopoli ribattezzata “The Queen” che punta a consolidare l’impianto accusatorio, all’indomani delle polemiche seguite alle scarcerazioni del Riesame. Sarebbero diversi i verbali, con gli interrogatori resi da Antonello Sommese, che vanno ad integrare e ad arricchire lo scenario disegnato nell’indagine dei pm Maurizio Giordano, Catello Maresca, Luigi Landolfi, Gloria Sanseverino e Sandro D’Alessio, coordinata dal procuratore aggiunto antimafia Giuseppe Borrelli. Un’inchiesta finita sotto attacco dopo una serie di annullamenti del Riesame, anche per mancanza di gravi indizi. In particolare, i giudici della Libertà avevano annullato la misura della custodia cautelare per 47 persone coinvolte dal blitz. Nel dettaglio, su 17 posizioni, il Riesame aveva fatto cadere l’ordinanza per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, per altri 30 – invece – l’annullamento era stato stabilito in base a sopraggiunte posizioni degli indagati (dimissioni o revoche di incarichi) o, in generale, per carenza di esigenze cautelari. La prima udienza è prevista per il 13 settembre, dinanzi alla quinta sezione penale. Antonello Sommese era stato arrestato insieme a suo zio, l’ex assessore e poi consigliere regionale Pasquale accusato di corruzione. E il nipote conoscerebbe dettagli di accordi sottobanco e collegamenti tra eccellenti. La sua voce ora si aggiungerà a quella di Loredana Di Giovanni, la prima indagata che – incastrata dalle intercettazioni – aveva riempito pagine di verbali e fatto tremare tutti i personaggi che, a vario titolo, avevano collaborate o interloquito con lo studio La Regina, il “centro” della presunta diffusa corruzione.

fonte: La Repubblica



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femminicidio

Femminicidio: 4 donne uccise e una in fin di vita nelle ultime 24 ore





Queste ultime 24 ore lasciano dietro di se una lunga scia di sangue di donne uccise per mano di fidanzati e mariti.

  • A Montepulciano (Siena), un operaio di 56 anni ha ucciso l’ex moglie, una romena di 42 anni, a coltellate alla vigilia dell’udienza per la separazione mentre era nell’ aebitazione di due anziane che accudiva.
  • A Roma un 79enne si è tolto la vita lanciandosi dal 5/o piano dopo avere ucciso la moglie di 81 anni con una busta di plastica in testa.
  • A Bari, Donata De Bello di 48 anni è stata ammazzata a coltellate dal compagno, Marco Basile di 32 anni.
    A Cagliari, un giovane di 25 anni ha picchiato la fidanzata al termine di una lite e, credendola morta si è gettato da un cavalcavia. La ragazza invece era ancora viva ora è ricoverata in ospedale, in coma farmacologico.
  • L’ultimo femminicidio ieri a Dragoni (Caserta), dove Maria Tino, di 49 anni è stata freddata dal compagno che volava lasciare, con tre colpi di pistola per strada.




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Cade dalla giostra da 20 metri. Muore madre di 27 anni





Una giovane madre di 27 anni, è precipitata da circa 20 metri nel vuoto, dopo essere salita su una delle attrazioni in un Luna Park a San Benedetto del Tronto poco dopo le 23.
Con lei – secondo alcune testimonianze – c’era un ragazzo. Entrambi, stando ai primi accertamenti, sembra fossero assicurati ai rispettivi supporti.
Tuttavia a un certo punto la ragazza si è sganciata precipitando nel vuoto sotto gli occhi di decine di presenti. La ragazza è morta pochi istanti dopo la caduta, a seguito, hanno rilevato i sanitari, delle gravissime lesioni riportate. La Procura della Repubblica di Ascoli Piceno ha disposto il sequestro della giostra, una capsula gravitazionale, dalla quale è precipitata la 27enne. Sul posto anche il medico legaleLa Procura della Repubblica di Ascoli Piceno ha disposto il sequestro della giostra, una ‘capsula gravitazionale’. Sarà l’inchiesta della magistratura ascolana a stabilire cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza al quale la donna era stata agganciata prima che l’attrazione venisse messa in movimento dagli addetti.



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Arresti ai quartieri spagnoli, marche da bollo e marjuana nella lavatrice






Napoli – Arrestata dai carabinieri una cinquantenne napoletana, nella sua abitazione sono state trovate diecimila marche da bollo false, acquistate, secondo gli investigatori, allo scopo di contraffarle per aumentare il valore.
Denunciato anche un trentenne, nascondeva 12 involucri di marijuana, nel cestello della sua lavatrice.



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Arrestato il baby boss latitante di Vanella Grassi Angrisano

Alessio Angrisano 20 anni, considerato dagli investigatori l’attuale reggente di quel che resta del clan camorristico della Vannella Grassi. Alle prime luci dell’alba gli uomini della polizia del Commissariato di Scampia, con l’ausilio degli operatori del Nucleo Prevenzione Crimine e di un elicottero, lo hanno stanato in un’abitazione al piano terra di Villaricca, comune a nord di Napoli.
Fratello di Francesco, 30 anni, (alias ‘Cioppetto’), ucciso a 30 anni in un agguato l’11 dicembre del 2016, e protagonista prima della sua morte, insieme alle persone destinatarie della misura cautelare, di condotte “dapprima minacciose e poi violente”, anche con l’utilizzo di armi, nei confronti di persone, tutte residenti nel Lotto G, nonché di un imprenditore. Condotte portate avanti utilizzando come pretesto i legami familiari delle vittime con altri soggetti vicino a un gruppo criminale antagonista a quello di Angrisano (imparentato con Salvatore Petriccione, considerato dagli investigatori il fondatore del clan della Vanella Grassi, clan negli ultimi mesi al centro di diverse inchieste della Dda partenopea).
Tensione sfociata a settembre in una serie di aggressioni intimidatorie che avevano, come obiettivo indiretto, l’imprenditore in questione, oggetto di continue minacce di incendio ai suoi distributori di carburante, poi culminate nei primi giorni di gennaio in un vero e proprio attentato incendiario agli impianti. Si è trattato di minacce che, sebbene in prima battuta apparissero finalizzate alla ritorsione immediata nei confronti dei congiunti più vicini rivali, e quindi ricadenti nell’ambito della violenza privata, sono risultate rivestire invece, alla luce di acquisizioni successive, di natura estorsiva. Un apporto importante alle indagini è stato dato soprattutto dagli accertamenti tecnici operati dalla polizia giudiziaria. Le persone offese, pur non mostrando reticenza nel denunciate i fatti di cui sono state vittime, hanno invece palesato timore nell’identificare compiutamente gli autori dei delitti, successivamente identificati attraverso attività operative.

Questi i nomi degli arrestati nel blitz dello scorso 24 gennaio in cui sfuggì alla cattura Alessio Angrisano:
FORTE Francesco nato a Napoli il 24.06.1990
CASABURI Carmine di Luigi nato a Napoli il 19.07.1997
IOIO Gianluca nato a Napoli il 13.09.1977
MUSELLA Giosuè nato a Napoli il 02.01.1986
CASABURI Ciro di Luigi nato a Napoli il 22.08.1989
BORRIELLO Antonio nato a Napoli il 18.08.1983

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Violentissimi scontri al G20 di Amburgo tra polizia e manifestanti





LE immagini da Amburgo sono come un flashback. I fatti hanno sempre la stessa dinamica. Il solito gruppo di black block che sfascia tutto, che da alla polizia il diritto-dovere di fare delle cariche su tutti i manifestanti.
C’è un solo modo per combattere i potentissimi della terra: fare rete e prendere decisioni strategiche che li danneggino dal punto di vista economico. Ci sarebbe anche altro ma per ora è l’unica cosa che si può fare.



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Intrappolati nei negozi, commercianti esasperati a Napoli: ennesima tragedia sfiorata a via Duomo

NAPOLI. «Siamo qui fuori bloccati ed attendiamo di poter lavorare, ma gli interventi non arrivano».<.br> Queste le parole dei due commercianti, rispettivamente di una società immobiliare e di un negozio di giocattoli, che da stamattina sono fermi all’interno della recinzione apposta a seguito della caduta di pietre e calcinacci da due balconi di un palazzo di via Duomo.

Dilagano le lamentele e le polemiche dei tanti negozianti del posto, che da tempo insistono nella richiesta di maggiori interventi e monitoraggi da parte degli enti predisposti, che, sempre secondo le voci degli esercenti della zona, aspetterebbero sempre la ‘tragedia’ prima di agire.

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Sparano ad un collaboratore di giustizia ma colpiscono un 15enne

Stava camminando per strada a Napoli, in piazza Tafuri verso le 19.30, quando due uomini in motorino hanno aperto il fuoco per cercare di colpirlo. L’obiettivo dei due sicari è un ex collaboratore di giustizia. Ma hanno sbagliato traiettorie e ferito un 15enne che stava giocando a pallone con degli amici. Il ragazzo non è in pericolo di vita: il proiettile ha preso la natica sinistra. È stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco. Mentre il pentito è scappato e si è rifugiato nella stazione dei Carabinieri di Marianella. Tanta la paura tra la gente presente in quel momento nella piazza.

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LITORALE DOMIZIO, UOMO MUORE IN SPIAGGIA

TRAGEDIA SUL LITORALE DOMIZIO, UOMO MUORE IN SPIAGGIA DAVANTI AGLI OCCHI DEI BAGNANTI – INTERNAPOLI.IT, QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE ONLINE.

Un dramma si è consumato a Baia Domizia, dove un uomo di 50 anni, finlandese, è annegato mentre faceva il bagno nel territorio di Sessa Aurunca.
L’uomo ha accusato un malore poco dopo essersi tuffato, per poi morire davanti agli occhi, terrificanti, dei bagnini.

L’uomo era a Caserta come turista e per questo motivo la salma dovrebbe rientrare in patria. Si devono però attendere le decisioni dell’autorità giudiziaria, prontamente informata del decesso.

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Ventunenne di Caserta muore a 10 giorni dal tragico incidente stradale

Caserta – La città piange la morte di un giovane ragazzo, rimasto coinvolto in un tragico incidente stradale poco più di dieci giorni fa. Giuseppe Zampella, 21 anni, era sul motorino di un amico la notte tra il 10 e l’11 giugno, quando, nel tratto di strada compreso tra la zona ex Saint Gobain e la frazione di Falciano, il mezzo su cui viaggiava si è scontrato con un’auto. L’impatto è stato violento e i danni maggiori li ha subiti proprio il passeggero dello scooter: le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e il giovane è stato trasportato d’urgenza all’ospedale di Caserta, dove i medici hanno fatto il possibile per farlo uscire dal coma e salvargli la vita. Purtroppo le condizioni di Giuseppe non sono migliorate ed il ragazzo è deceduto nella serata di ieri. Tantissimi gli amici che lo hanno salutato in queste ore: tutti ne hanno ricordato la solarità, il sorriso contagioso e la spensieratezza tipica di un ragazzo di 21 anni. Purtroppo un destino tragico ha spezzato la sua vita proprio nell’età più bella. (Claudio Senese)

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Si masturba in strada e lancia lo sperma addosso alle vittime

Si masturbava dinanzi ai bambini, alle adolescenti, in strada e dinanzi a diverse donne. In molti casi l’uomo di 37 anni, aveva poi raccolto lo sperma con una siringa e poi, incredibilmente, lo aveva spruzzato addosso alle ignari vittime. Dopo diverse denunce i carabinieri della stazione di Varcaturo, guidati dal maresciallo Procolo Petrungaro e coordinati dal capitano Antonio De Lise della Compagnia di Giugliano, lo hanno arrestato a seguito di ordinanza della procura di Napoli nord.

Due i reati configurati: atti osceni in luogo pubblico e lancio pericoloso di cose. In manette è finito I.F. 37 anni. L’uomo, così come raccontano i testimoni, è stato trovato a masturbarsi dinanzi ad una scuola paritaria, ad una scuola media e addirittura dinanzi ad una chiesa in piena sfida alle istituzioni ecclesiastiche. Diversi i racconti che hanno riempito le pagine dell’ordinanza di arresto. Ora l’uomo dovrà affrontare un processo .

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