Categoria: Camorra

10 Ago

Bar incendiato dalla camorra alla Sanità.





“Quando ho ricevuto la telefonata che mi annunciava l’incendio del mio bar, ho visto i miei sogni andare in fumo. Ancora di più, però, mi fa male la totale indifferenza e la mancata solidarietà degli altri commercianti della zona”, dice Mariano l’uomo a cui è stato bruciato il bar nel Rione Sanità al “Il Mattino”.

“Io ho già un negozio qui vicino, in piazza Cavour, e questo bar l’ho aperto per i miei figli – continua Mariano – Sono rimasto molto sorpreso dall’episodio, perché io non ho fatto niente a nessuno e non ho ricevuto alcuna minaccia. Sento dire in giro che c’è chi gira per chiedere il pizzo, ma io non ho mai visto nessuno.”




Continua ancora Mariano:

“Io e i miei figli non molliamo, rimarremo qui, perché crediamo in questo quartiere e vogliamo continuare a essere presenti. A tutti quelli che hanno subito attentati o atti intimidatori consiglio di denunciare. Non possiamo rimare inermi a guardare come i nostri sforzi e la nostra passione siano vanificati dalla camorra”.

Dunque, ennesimo episodio di rivendicazione da parte della camorra. Forse il bar si trovava in una posizione sfavorevole o semplicemente, qualche voce di troppo hanno ha incastrato Mariano e i suoi figli nel mirino della camorra. “Nessuna solidarietà” aggiunge poi l’uomo, forse per timore delle ripercussioni?

18 Lug

Inchiesta The Queen: si pente il nipote di Sommese





Antonello Sommese, nipote dell’ex assessore regionale Pasquale Sommese, si pente e collabora. Una novità nell’inchiesta appaltopoli ribattezzata “The Queen” che punta a consolidare l’impianto accusatorio, all’indomani delle polemiche seguite alle scarcerazioni del Riesame. Sarebbero diversi i verbali, con gli interrogatori resi da Antonello Sommese, che vanno ad integrare e ad arricchire lo scenario disegnato nell’indagine dei pm Maurizio Giordano, Catello Maresca, Luigi Landolfi, Gloria Sanseverino e Sandro D’Alessio, coordinata dal procuratore aggiunto antimafia Giuseppe Borrelli. Un’inchiesta finita sotto attacco dopo una serie di annullamenti del Riesame, anche per mancanza di gravi indizi. In particolare, i giudici della Libertà avevano annullato la misura della custodia cautelare per 47 persone coinvolte dal blitz. Nel dettaglio, su 17 posizioni, il Riesame aveva fatto cadere l’ordinanza per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, per altri 30 – invece – l’annullamento era stato stabilito in base a sopraggiunte posizioni degli indagati (dimissioni o revoche di incarichi) o, in generale, per carenza di esigenze cautelari. La prima udienza è prevista per il 13 settembre, dinanzi alla quinta sezione penale. Antonello Sommese era stato arrestato insieme a suo zio, l’ex assessore e poi consigliere regionale Pasquale accusato di corruzione. E il nipote conoscerebbe dettagli di accordi sottobanco e collegamenti tra eccellenti. La sua voce ora si aggiungerà a quella di Loredana Di Giovanni, la prima indagata che – incastrata dalle intercettazioni – aveva riempito pagine di verbali e fatto tremare tutti i personaggi che, a vario titolo, avevano collaborate o interloquito con lo studio La Regina, il “centro” della presunta diffusa corruzione.

fonte: La Repubblica



15 Lug

Femminicidio: 4 donne uccise e una in fin di vita nelle ultime 24 ore

femminicidio





Queste ultime 24 ore lasciano dietro di se una lunga scia di sangue di donne uccise per mano di fidanzati e mariti.

  • A Montepulciano (Siena), un operaio di 56 anni ha ucciso l’ex moglie, una romena di 42 anni, a coltellate alla vigilia dell’udienza per la separazione mentre era nell’ aebitazione di due anziane che accudiva.
  • A Roma un 79enne si è tolto la vita lanciandosi dal 5/o piano dopo avere ucciso la moglie di 81 anni con una busta di plastica in testa.
  • A Bari, Donata De Bello di 48 anni è stata ammazzata a coltellate dal compagno, Marco Basile di 32 anni.
    A Cagliari, un giovane di 25 anni ha picchiato la fidanzata al termine di una lite e, credendola morta si è gettato da un cavalcavia. La ragazza invece era ancora viva ora è ricoverata in ospedale, in coma farmacologico.
  • L’ultimo femminicidio ieri a Dragoni (Caserta), dove Maria Tino, di 49 anni è stata freddata dal compagno che volava lasciare, con tre colpi di pistola per strada.




08 Lug

Arrestato il baby boss latitante di Vanella Grassi Angrisano

Alessio Angrisano 20 anni, considerato dagli investigatori l’attuale reggente di quel che resta del clan camorristico della Vannella Grassi. Alle prime luci dell’alba gli uomini della polizia del Commissariato di Scampia, con l’ausilio degli operatori del Nucleo Prevenzione Crimine e di un elicottero, lo hanno stanato in un’abitazione al piano terra di Villaricca, comune a nord di Napoli.
Fratello di Francesco, 30 anni, (alias ‘Cioppetto’), ucciso a 30 anni in un agguato l’11 dicembre del 2016, e protagonista prima della sua morte, insieme alle persone destinatarie della misura cautelare, di condotte “dapprima minacciose e poi violente”, anche con l’utilizzo di armi, nei confronti di persone, tutte residenti nel Lotto G, nonché di un imprenditore. Condotte portate avanti utilizzando come pretesto i legami familiari delle vittime con altri soggetti vicino a un gruppo criminale antagonista a quello di Angrisano (imparentato con Salvatore Petriccione, considerato dagli investigatori il fondatore del clan della Vanella Grassi, clan negli ultimi mesi al centro di diverse inchieste della Dda partenopea).
Tensione sfociata a settembre in una serie di aggressioni intimidatorie che avevano, come obiettivo indiretto, l’imprenditore in questione, oggetto di continue minacce di incendio ai suoi distributori di carburante, poi culminate nei primi giorni di gennaio in un vero e proprio attentato incendiario agli impianti. Si è trattato di minacce che, sebbene in prima battuta apparissero finalizzate alla ritorsione immediata nei confronti dei congiunti più vicini rivali, e quindi ricadenti nell’ambito della violenza privata, sono risultate rivestire invece, alla luce di acquisizioni successive, di natura estorsiva. Un apporto importante alle indagini è stato dato soprattutto dagli accertamenti tecnici operati dalla polizia giudiziaria. Le persone offese, pur non mostrando reticenza nel denunciate i fatti di cui sono state vittime, hanno invece palesato timore nell’identificare compiutamente gli autori dei delitti, successivamente identificati attraverso attività operative.

Questi i nomi degli arrestati nel blitz dello scorso 24 gennaio in cui sfuggì alla cattura Alessio Angrisano:
FORTE Francesco nato a Napoli il 24.06.1990
CASABURI Carmine di Luigi nato a Napoli il 19.07.1997
IOIO Gianluca nato a Napoli il 13.09.1977
MUSELLA Giosuè nato a Napoli il 02.01.1986
CASABURI Ciro di Luigi nato a Napoli il 22.08.1989
BORRIELLO Antonio nato a Napoli il 18.08.1983

02 Lug

Sparano ad un collaboratore di giustizia ma colpiscono un 15enne

Stava camminando per strada a Napoli, in piazza Tafuri verso le 19.30, quando due uomini in motorino hanno aperto il fuoco per cercare di colpirlo. L’obiettivo dei due sicari è un ex collaboratore di giustizia. Ma hanno sbagliato traiettorie e ferito un 15enne che stava giocando a pallone con degli amici. Il ragazzo non è in pericolo di vita: il proiettile ha preso la natica sinistra. È stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco. Mentre il pentito è scappato e si è rifugiato nella stazione dei Carabinieri di Marianella. Tanta la paura tra la gente presente in quel momento nella piazza.

17 Feb

7 Kili di marijuana sequestrati a Scampia





NAPOLI, 17 FEB – Sequestrati dalla Polizia  a Scampia, a Napoli, nell’ abitazione di un pregiudicato, Giuliano Taglialatela, di 30 anni, sette  chili di marijuana.   Taglialatela è imparentato con Fabio Cardillo, conosciuto come “Padre Pio” ed appartenente al clan Lo Russo.
Gli agenti del Commissariato di zona hanno fatto irruzione in casa sua, in via Impastato, dove hanno trovato la droga in borsoni da viaggio, oltre a poco più di 2 mila euro in contanti.
Il valore della droga sul mercato è di circa 250 mila euro.

Il pregiudicato è stato condotto nel carcere di Poggioreale.



01 Ott

Imprenditore racconta come rifornisce Napoli di cocaina

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Nasce in un coffee shop di Amsterdam il patto che inonderà Napoli e provincia di cocaina. Nasce da un accordo tra due sedicenti imprenditori, la svolta economica che assicurerà lo strapotere economico degli Amato-Pagano, un tempo legatissimi al clan Di Lauro. È uno dei punti dell’interrogatorio reso lo scorso otto settembre da Mario Cerrone, che confessa di essere stato in grande importatore di sostanze stupefacenti – cocaina in primis – nell’area metropolitana napoletana. Per anni socio di Raffaele Imperiale, ha rifornito gli Amato-Pagano, poi – ormai nel pieno della cosiddetta terza faida di Scampia – viene contattato anche da Mariano Riccio, che all’epoca aveva poco più di vent’anni, con il quale stabilisce accordi di natura economica e militare.

Ma andiamo con ordine, a ricostruire una storia di due soci, di due amici, che ha segnato – in negativo – un pezzo di economia cittadina. Faccia a faccia in Procura, meno di un mese fa, Mario Cerrone (classe 1974) al cospetto del pm Vincenza Marra si racconta: «Siamo alla fine del 2000, quando entro nel coffee shop di Imperiale, ad Amsterdam. Ci conoscemmo, gli chiesi una fornitura di cocaina, e fu lui a indirizzarmi ad alcuni soggetti». Attori e comprimari, eccoli quelli che hanno garantito l’arricchimento di un pezzo di camorra napoletana. Ed è così che sulla scena tale Richard Van De Bunt, meglio noto come Rick il biondo, per garantirmi una fornitura che venne fatta passare per il porto di Genova. Era il capodanno tra 2000 e il 2001».

Fu come una messa alla prova per Cerrone che, pur pagando in ritardo la prima fornitura, venne ammesso come una persona degna di fiducia. È questo il salto di qualità, nel momento in cui Imperiale racconta al nuovo socio (di qualche anno più giovane), che si trova in solidi rapporti di affari con la famiglia Amato di Secondigliano. Ricordate Raffaele Amato? Tra il 2004 e il 2005 sarà a capo della terribile faida di Scampia e Secondigliano, con la scissione dal clan Di Lauro. Anni di arricchimento, intervallati da qualche periodo di cella, fino a quando nel 2009, sotto i colpi della faida, «Raffaele Imperiale mi informa che si era creata una vera e propria casse comune». Olanda, dove si muovono Rick il biondo e il suo socio Frankie, per passare a Marbella, in Spagna, fino ad arrivare all’Italia, dove Cerrone e Imperiale riescono a far arrivare partite di cocaina.

Tra il 2011 e il 2013 c’è il caos, Napoli nord torna ad essere una polveriera, con la rivolta dei cosiddetti «girati» della Vannella grassi e continue crepe interne al cartello degli scissionisti. Cosa accade? Viene arrestato Cesare Pagano, cade il patto di esclusiva che legava storicamente Cerrone e Imperiale a quelli di Secondigliano (ala scissionista). Spiega Cerrone: «Anche altri clan si fanno avanti e il primo a bussare alla nostra porta è un giovanissimo. Si chiama Mariano Riccio, con cui stabilimmo solidi rapporti economici, e non solo».

C’è spazio anche per una sorta di discesa in campo sotto il profilo delle armi e delle spedizioni punitive. Stando alla ricostruzione operata dalla Guardia di Finanza, il gruppo Cerrone-Imperiale può contare anche su una cinquantina di affiliati, una decina dei quali decisamente pronti compiere stese o agguati. Un punto sul quale è abbastanza chiaro il pentito Carmine Cerrato: «So che i Cerrone-Imperiale potevamo contare su quaranta-cinquanta uomini, tanto che una volta fu lo stesso Cerrone a spiegare a Mariano Riccio e a me che, se necessario, teneva ragazzi armati e in sella a Tmax, erano pronti a colpire».

Ed è su questa duttilità che i Cerrone-Imperiale hanno costruito il proprio impero immobiliare, ma anche ad acquistare due capolavori rubati di Van Gogh. Soldi da investire, per evitare di «farli infradiciare» o di «farli andare in fumo». Parole non a caso, ma tratte dal verbale di altri collaboratori di giustizia che ricordano due esempi abbastanza significativi. Anni fa fu Paolo Di Lauro, il boss conosciuto come Ciruzzo o milionario, a rendere inutilizzabili diversi milioni di lire. In che modo? Li mise sotto terra per un lungo periodo di tempo, ma l’umidità li corrose. Altro esempio classico che si tramanda in zona faida e che viene ricordato anche da alcuni collaboratori di giustizia riguarda il tesoretto custodito in una delle case dei Marino: nel corso della faida, la famiglia di scissionisti subì diversi incendi, uno dei quali distrusse una casa dove erano custoditi i proventi della droga. Quanto basta per mettere in risalto la capacità imprenditoriale dei Cerrone-Imperiale e la loro tendenza ad investire e riciclare: anche comprando due capolavori dell’arte mondiale.

06 Mag

Confiscati a Roma 80 milioni dei clan

80 mln di euro confiscati a 4 imprenditori, ritenuti legati alla camorra napoletana. Le indagini portano a 3 fratelli, che risulterebbero “stabili riciclatori” per conto della camorra, in particolare del clan Contini. La DDA di Roma ed il Nucleo investigativo dei Carabinieri, hanno scoperto una vera e propria h
olding di società attive nel campo della ristorazione e delle pizzerie nelle principali vie del centro storico della Capitale, tutti intestati a prestanome, al fine di riciclare i soldi dei clan

01 Feb

Trovato un cadavere in una pineta a Castel Volturno

Ieri, nella tarda serata, è stato rinvenuto un cadavere nella pineta di Castel Volturno, a pochi passi dall’ex hotel Zagarella, sulla Domitiana. Il corpo senza vita, di sesso femminile e che riportava numerose coltellate, soprattutto al volto,  giaceva nei giardinetti, da sempre luogo di ritrovo di tossicodipendenti.

Il corpo sembrerebbe appartenere ad una 23enne di origine tunisina con precedenti penali e di tossicodipendenza.

09 Ott

Ercolano: la famiglia di Bruno Petrone “uccideremo anche noi”

Ai microfono di fanpage.it la famiglia di Bruno Petrone uno dei rapinatori uccisi da un gioielliere durante una rapina con una pistola regolarmente detenuta. Per la famiglia è stata una esecuzione quella che ha portato alla morte dei due aggressori del gioielliere, che per il colpo avevano con sé una pistola giocattolo privata del tappo rosso.

06 Ott

Offriva soldi nelle uova di pasqua, viaggi ed escort in cambio di appalti

Si arricchisce di dettagli il mondo che ruotava intorno all’imprenditore Angelo Grillo di Marcianise, vicino al clan Belforte, egemone nell’area. Infatti è di oggi la notizia che l’imprenditore per avere gli appalti dalle Asl ed i comuni Casertani, nascondeva soldi nelle uova di pasqua, offriva viaggi ed escorts. I carabinieri di Caserta hanno arrestato 6 persone per corruzione aggravata dal metodo mafioso, tra cui il funzionario dell’Asl Raffaele Crisci, attuale responsabile dell’ufficio affari legali, e Giuseppe Gasparin, ex direttore amministrativo dell’Asl ed ex sindaco di Caserta.

08 Set

Rione Sanità: corteo per Genny Cesarano

Corteo per Genny Cesarano

Il corteo di mamme, bambini e amici di Genny, il giovane di 17 anni ucciso con un colpo di pistola in piazza San Vincenzo alla Sanità, organizzato nel quartiere al grido “Genny era innocente”, Napoli, 7 settembre 2015. ANSA / CIRO FUSCO[/caption]
Rione Sanità, Napoli, un corteo prende corpo tra i vicoli del quartiere, per testimoniare l’innocenza di Genny Cesarano, il 17enne ucciso in piazza San vincenzo. Dicono: “Lo Stato non ci tutela. Nessuno lo fa, nemmeno la Chiesa”, sottolinea un ragazzo. “Precedenti? – dice una donna – tutti hanno sbagliato. C’è chi raccolta di una pistola: ma quale pistola, lui era un lavoratore, una vittima innocente”.

06 Set

Ucciso un 17enne forse per errore da un proiettile vagante.

omicidio di camorra

E’ arrivato in ospedale privo di vita il 17enne raggiunto dai colpi dei suoi assassini davanti ad una chiesa del centro, la Chiesa di San Vincenzo, erano le 4 di mattina, quando è stato ritrovato in fin di vita e trasportato inutilmente da una volante al Vecchio Pellegrini.
Il ragazzo, Gennaro D.C, residente in via Santa Maria Antesaecula, aveva una lunga lista di reati alle spalle, tentata rapina, porto abusivo d’armi, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e tra le ipotesi al vaglio degli investigatori quella di uno sgarro fatto ai boss del quartiere.
Il 17enne, da quanto si apprende è stato raggiunto da un solo colpo d’arma da fuoco, con il foro d’ingresso sulla schiena o sullo sterno. Sul luogo dell’agguato sono stati ritrovati 18 bossoli di proiettile di calibro diverse, a sparare sarebbe sta così più di un’arma. Qeusto lascia spazio all’ipotesi che l’obiettivo dell’agguato non fosse il giovane, che sarebbe stato così colpito per errore da un proiettile vagante.

03 Set

Ucciso 67enne vicino ai clan Misso e Tolomelli

Napoli Freddato con un colpo alla testa, e altri al corpo, Pasquale Ceraso, 67 anni, napoletano, era a bordo della sua twingo color grigio, parcheggiata all’angolo tra Discesa Sanità e vico Purità. Non ha avuto scampo, quei proiettili lo hanno ucciso sul colpo. Erano le 7.30 di mattina.
L’uomo,vicino ai clan Misso e Tolomelli, aveva precedenti per omicidio e spaccio di droga.

15 Ago

Arrestato il neomelodico Raffaello: tentato omicidio


Raffaele Migliaccio (28 anni) detto Raffaello, il cantante neomelodico che con una sua canzone apriva la fiction Gomorra ( “La nostra storia”), è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco.
Il cantante di Casoria (Napoli), si era esibito in un locale di Teverola, tra il 19 e 20 giugno, e avrebbe fatto fuoco contro un gruppo di persone che non voleva pagargli la sua prestazione.
Il giovane dopo una prima discussione si è allontanato ha raggiunto la sua auto dove ha trovato una pistola, così ha aperto il fuoco, ferendo accidentalmente un cameriere del ristorante.
Il cantante è stato incastrato da alcune intercettazioni telefoniche, sulle persone con le quali aveva litigato, coinvolte in traffici di droga.
Oggi la convalida del fermo, il gip ha concesso al neomelodico gli arresti domiciliari e, circostanza particolare, la possibilità di potersi esibire in tutti i concerti che aveva già programmato per il suo tour estivo.

13 Ago

Fermata una 65 che nascondeva un arsenale in casa

Il bliz all’alba, a Giugliano in una traversa del corso Campano, impegnati almeno dieci carabinieri della Compagnia di Giugliano che hanno fatto irruzione  ed hanno perquisito la casa di una 65enne trovando  in un mobile della cucina e in un ripiano dello scantinato le buste con all’interno ben 173 proiettili di vario calibro e alcuni da guerra.
Sequestrati 35 proiettili calibro 45 HP; 14 calibro 7,65; 39 calibro 9; 51 proiettili calibro 7,65 parabellum e 34 proiettili calibro 9 parabellum, entrambi da guerra. La donna, in un primo tempo arrestata, ha potuto contare sulla difesa dell’avvocato Nunzio Mallardo,  che l’ha fatta scarcere in attesa della convalida del fermo

13 Ago

Arrestato boss del clan Contini in vacanza a Torvajanica

amendolaGiuseppe Ammendola, detto “Peppe ‘o Guaglione”, dopo gli arresti degli ultimi mesi era diventato di fatto il reggente del clan Contini, ed era latitante dal 2012. I capi di accusa sono estorsione aggravata dal metodo mafioso, associazione per delinquere di stampo mafioso e riciclaggio.
Aveva preso in affitto un appartamento a Torvajanica dove con la famiglia si godeva tranquillamente le vacanze estive. E’ stato bloccato in spiaggia dalla squadra mobile di Napoli, del vicequestore Fausto Lamparelli
Nell’appartamento preso in fitto non sono state trovare armi.