Categoria: Scuola

01 Ott

Studenti di giurisprudenza della Federico II indignati

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È approdato il caos nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dopo l’annuncio da parte della rappresentanza studentesca del cambio di regolamento che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2017.

È prevista l’eliminazione di un appello, per cui da sette passeranno a sei, con la cancellazione dell’appello di marzo, lo spostamento a maggio dell’appello di novembre/dicembre, e lo spostamento a settembre dell’appello di ottobre.

La ragione data in merito alla decisione è relativa alla poca frequenza dei corsi accademici: “Bisogna evitare la sovrapposizione fra corsi ed esami, dato che per questa ragione spesso gli studenti non partecipano alle prime settimane di lezione”. Situazione che si presenterebbe egualmente con la sessione d’esame a maggio, visto che in quel periodo verterebbe l’ultimo mese di corsi.

Il Consiglio di Dipartimento di Giurisprudenza e la Commissione per il Coordinamento Didattico si sono riuniti il 26/09/2016, eppure la notizia dei suddetti cambiamenti, da parte della rappresentanza, è stata data soltanto il 29 settembre. Ci si chiede anzitutto perché si è deciso di far trascorrere questo lasso di tempo, visto che i rappresentanti fungono da portavoce per migliaia di studenti, che, dopo averli votati, dovrebbero aspettarsi un costante aggiornamento su ciò che viene deciso e votato: è andato a scemare il mero concetto di rappresentanza, che, dal latino readpraesentàre ha il significato di “tenere le veci di altri”, “mostrare in sé la figura di altri”. Tuttavia, si presume che abbiano avuto le mani legate, poiché non c’erano i voti necessari, dal momento che compongono solo il 15% del CDD. Si sostiene anche che il settimo appello, fino a luglio, era previsto nel regolamento e che sia stato dunque cambiato soltanto in un momento successivo (perché? In che modo?).

La trovata di ridurre gli appelli sembra una strategia per far rimanere gli studenti all’interno dell’Ateneo più tempo possibile, come se cinque anni non bastassero, e il tempo, si sa, è danaro: meno esami si danno, più tempo si passa all’università, più tasse si pagano.
Nel regolamento dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ad esempio, leggiamo che: “Le sessioni di esame sono tre, ciascuna divisa in almeno due appelli distanziati di almeno due settimane”, una modalità adottata da molteplici università, di fatto in questo modo si garantisce la possibilità di dare esami ed esercitare a pieno il proprio diritto allo studio.

La reazione degli studenti è stata immediata: è partita la mobilitazione per organizzare una manifestazione. (Lunedì alle 10.30 allo Scalone della Minerva, in sede centrale: qui il link dell’evento https://www.facebook.com/events/1103221933093777/)
Nel luogo sacrosanto dei diritti, i diritti stessi vengono calpestati, ancora una volta, come se non bastassero le borse di studio che arrivano con estremo ritardo; le modalità di calcolo dell’Isee che fanno diventare tutte le famiglie magicamente più ricche; le tasse così alte da pagare; i libri che nessuno può permettersi di acquistare a meno che non siano fotocopiati; i mezzi pubblici da pagare per arrivare ogni giorno in facoltà (perché ricordiamo che con la trovata dei mezzi di trasporto gratis, ci hanno dato un contentino, a mo’ di ottanta euro renziani). Non basta sedersi per terra durante i corsi perché i posti per tutti non ci sono, o non trovare il sapone e la carta igienica nei bagni.

È questa l’Università di cui ci vantiamo? Una delle più antiche e prestigiose del mondo e dell’Europa? Se le cose stanno così, di prestigioso, la Federico II, non ha davvero nulla.

05 Set

In 6000 per i test di ammissione per infermieri e operatori sanitari

Cominciano oggi i test di ammissione per gli aspiranti infermieri e gli operatori sanitari per gli atenei Federico II e Sun (Seconda Università di Napoli).
Rispettivamente, i candidati sono 3439 per l’ateneo federiciano – per i quali la sede dello svolgimento delle prove è nelle aule di Monte Sant’Angelo – e 2984 per il secondo polo universitario campano, che affronteranno la prova all’interno del Palapartenope.
A causa della grande affluenza di candidati, è stato necessario l’intervento dei Vigili Urbani che hanno disposto la chiusura di Via Barbagallo – la strada che costeggia il palazzetto della musica – nella quale si sono riversati amici e parenti di tutti coloro che in queste ore stanno svolgendo il test.