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Oggi si celebra la prima unione civile a Napoli

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Il comune i Napoli celebra la sua prima unione civile: Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, e Danilo Di Leo, ballerino del Teatro San Carlo.
L’appuntamento è alle 17 in sala Giunta dopo sei anni insieme. Ad aspettarli per la cerimonia il sindaco Luigi de Magistris.
«Ho un po’ d’ansia» dice Sannino,  «Spero che la nostra scelta possa dare coraggio ad altri – prosegue – questa è la vittoria di tutti quelli che hanno creduto nelle unioni civili, abbiamo lottato ma la strada è lunga e mai come ora servono attivisti».  Testimone delle nozze sarà Antonio Amoretti, partigiano delle Quattro giornate di Napoli e presidente dell’Anpi. 

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Giletti contro Napoli? O forse no?

Nell’ultima settimana imperversa la polemica, tutta napoletana, per le parole pronunciate da Massimo Giletti durante la sua trasmissione di Rai Uno “L’Arena“. Sembra che il noto conduttore abbia avuto l’ardire e il coraggio di affermare che in alcune parti di Napoli ci sono cumuli di spazzatura che poco si addicono ad una città tanto bella e ricca di storia e arte.

giletti-massimoNaturalmente, la polemica non è contro chi ci amministra. Non si accusa mica il sindaco di non riuscire a gestire un’emergenza che ormai va avanti da anni? Assolutamente no, si accusa Giletti, perché ha detto la verità, quella cosa che a noi napoletani non piace affatto, perché ci costringe ad aprire gli occhi e scoprire che quel posto idilliaco che abbiamo costruito nella nostra mente in realtà non esiste. Noi siamo così abituati ad affermare la bellezza della nostra città, che ci dimentichiamo di viverla e goderla.

È facile puntare il dito contro chi cerca di aprirci gli occhi, contro chi cerca di esporre all’Italia intera un problema che tutta l’Italia, ma in particolare Napoli, vive da tempo. Noi non vogliamo essere aiutati, noi non vogliamo risolvere i problemi, preferiamo nasconderli, così diventa tutto più facile. Poi, che i mezzi pubblici davvero non funzionino, oppure che ci sia criminalità e degrado in alcune zone, questo non importa, diventa secondario, l’importante è che ci sia qualcosa di bello da vedere (non importa che sia troppo poco).

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Indubbiamente, durante la trasmissione i toni erano accesi e forse il conduttore ha usato termini un po’ forti per esprimere il proprio pensiero, ma da qui ad accusarlo di razzismo e chiedere alla rai la sua testa su un piatto d’argento mi sembra eccessivo. Anche perché il bersaglio di Giletti non era la città e i suoi abitanti, bensì “la classe politica scarsa degli ultimi 10-20 anni, che ha portato al degrado di molte zone della città, a discapito dei napoletani onesti”.

“Il degrado è sotto gli occhi di tutti. È troppo facile occuparsi del salotto buono, dimenticando le periferie. Anziché fare Consigli comunali dove si discute se sia giusto o meno avere gratis i biglietti per andare a vedere il Napoli allo stadio, i politici dovrebbero fare un giro in alcune zone della città, che è una delle più belle del mondo.” Queste le parole del conduttore.

Ma davvero noi napoletani non riusciamo ad accettare le critiche e farle diventare la nostra forza per migliorare, per cambiare le cose, per scegliere di essere amati non solo per il bel panorama e le bellezze artistiche, ma anche per la civiltà e la bellezza della città nel suo complesso? Qualche tempo fa anche Roma era stata accusata di essere sporca, ma non mi sembra che i romani se la siano presa più di tanto, anzi in tanti si sono armati di scopa e paletta e hanno ripulito le strade del proprio quartiere. A Napoli, immagino che la risposta di qualcuno (per non dire dei più) sarebbe stata “e gli spazzini che fanno?”.

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Non a caso, a riprova dell’anarchia e dell’inciviltà che regna in alcune parti della nostra città, è arrivata la notizia che il pianoforte “condiviso” voluto da Grandi Stazioni nella stazione centrale (come in tante altre grandi stazioni italiane) per rendere le stazioni sempre più da vivere come luoghi d’incontro e di aggregazione, è stato distrutto. Forse sono stati i vandali, forse alcuni soggetti poco raccomandabili presenti in stazione, o forse un soggetto con problemi psichici.

Intanto, solo da noi  è successo questo. Adesso a chi diamo la colpa?

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Via Gaetano Azzariti si chiamerà Via Luciana Pacifici

Dal 17 novembre Via Gaetano Azzariti ( già presidente del Tribunale della Razza fascista) a Napoli, zona Università Federico II, cambierà nome, si chiamerà Via Luciana Pacifici.
Gaetano Azzariti  dopo la caduta di Mussolini riuscì a riciclarsi fino a diventare, complice Togliatti ministro della Giustizia, fino a diventare presidente della Corte Costituzionale (dove c’è ancora un suo busto).
Luciana Pacifici, ebrea, nata a Napoli nel ’43 vicino a Via Azzariti, morì pochi mesi dopo, probabilmente di stenti, nel viaggio della morte che la condusse insieme ai genitori verso Auschwitz. Una bimba di pochi mesi idealmente rappresentativa dei 558 bambini sotto i dieci anni che l’Italia nel ’43 mandò nei campi di concentramento.

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De Magistris sul “funerale dell’anno” : “sembra un film”

 

“Il funerale organizzato dai Casamonica a Roma è vicenda assai grave e pericolosa, come tristi, imbarazzanti e inquietanti sono stati i silenzi o le pezze a colori di rappresentanti di varie istituzioni interessate”.
Per il sindaco di Napoli la vicenda “sembra un film con forzature caricaturali, invece è realtà”.

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