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Sparano ad un collaboratore di giustizia ma colpiscono un 15enne

Stava camminando per strada a Napoli, in piazza Tafuri verso le 19.30, quando due uomini in motorino hanno aperto il fuoco per cercare di colpirlo. L’obiettivo dei due sicari è un ex collaboratore di giustizia. Ma hanno sbagliato traiettorie e ferito un 15enne che stava giocando a pallone con degli amici. Il ragazzo non è in pericolo di vita: il proiettile ha preso la natica sinistra. È stato ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco. Mentre il pentito è scappato e si è rifugiato nella stazione dei Carabinieri di Marianella. Tanta la paura tra la gente presente in quel momento nella piazza.

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Madrid, città blindata per la partita

MADRID, 14 FEB – Rafforzate le misure di sicurezza in vista della gara di Champions di domani sera fra Real Madrid e Napoli. Oltre 2mila agenti, fra polizia e personale di vigilanza, garantiranno la sicurezza del Santiago Bernabeu, e le aree sensibili della città. In genere per le partite di Champions sono previste circa 1600 persone. Sono attesi al Bernabeu 4.257 tifosi del Napoli in possesso di biglietti.
Si prevede che altri mille circa arriveranno senza ticket. E’ quindi stato predisposto, hanno aggiunto, un “lavoro minuzioso di vigilanza perché non si producano situazioni che nessuno desidera”. La maggior parte dei tifosi napoletani dovrebbero giungere a Madrid domani mattina, fra l’altro con mezza dozzina di voli charter. Gli ‘aficionados’ italiani sono stati invitati a riunirsi per accedere poi allo stadio nella zona di Avenida de Brasil, a 700 metri dall’ingresso Nord del Bernabeu.

Si prevede che altri mille circa arriveranno senza ticket. E’ quindi stato predisposto, hanno aggiunto, un “lavoro minuzioso di vigilanza perché non si producano situazioni che nessuno desidera”. La maggior parte dei tifosi napoletani dovrebbero giungere a Madrid domani mattina, fra l’altro con mezza dozzina di voli charter. Gli ‘aficionados’ italiani sono stati invitati a riunirsi per accedere poi allo stadio nella zona di Avenida de Brasil, a 700 metri dall’ingresso Nord del Bernabeu.

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Studenti di giurisprudenza della Federico II indignati

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È approdato il caos nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dopo l’annuncio da parte della rappresentanza studentesca del cambio di regolamento che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2017.

È prevista l’eliminazione di un appello, per cui da sette passeranno a sei, con la cancellazione dell’appello di marzo, lo spostamento a maggio dell’appello di novembre/dicembre, e lo spostamento a settembre dell’appello di ottobre.

La ragione data in merito alla decisione è relativa alla poca frequenza dei corsi accademici: “Bisogna evitare la sovrapposizione fra corsi ed esami, dato che per questa ragione spesso gli studenti non partecipano alle prime settimane di lezione”. Situazione che si presenterebbe egualmente con la sessione d’esame a maggio, visto che in quel periodo verterebbe l’ultimo mese di corsi.

Il Consiglio di Dipartimento di Giurisprudenza e la Commissione per il Coordinamento Didattico si sono riuniti il 26/09/2016, eppure la notizia dei suddetti cambiamenti, da parte della rappresentanza, è stata data soltanto il 29 settembre. Ci si chiede anzitutto perché si è deciso di far trascorrere questo lasso di tempo, visto che i rappresentanti fungono da portavoce per migliaia di studenti, che, dopo averli votati, dovrebbero aspettarsi un costante aggiornamento su ciò che viene deciso e votato: è andato a scemare il mero concetto di rappresentanza, che, dal latino readpraesentàre ha il significato di “tenere le veci di altri”, “mostrare in sé la figura di altri”. Tuttavia, si presume che abbiano avuto le mani legate, poiché non c’erano i voti necessari, dal momento che compongono solo il 15% del CDD. Si sostiene anche che il settimo appello, fino a luglio, era previsto nel regolamento e che sia stato dunque cambiato soltanto in un momento successivo (perché? In che modo?).

La trovata di ridurre gli appelli sembra una strategia per far rimanere gli studenti all’interno dell’Ateneo più tempo possibile, come se cinque anni non bastassero, e il tempo, si sa, è danaro: meno esami si danno, più tempo si passa all’università, più tasse si pagano.
Nel regolamento dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, ad esempio, leggiamo che: “Le sessioni di esame sono tre, ciascuna divisa in almeno due appelli distanziati di almeno due settimane”, una modalità adottata da molteplici università, di fatto in questo modo si garantisce la possibilità di dare esami ed esercitare a pieno il proprio diritto allo studio.

La reazione degli studenti è stata immediata: è partita la mobilitazione per organizzare una manifestazione. (Lunedì alle 10.30 allo Scalone della Minerva, in sede centrale: qui il link dell’evento https://www.facebook.com/events/1103221933093777/)
Nel luogo sacrosanto dei diritti, i diritti stessi vengono calpestati, ancora una volta, come se non bastassero le borse di studio che arrivano con estremo ritardo; le modalità di calcolo dell’Isee che fanno diventare tutte le famiglie magicamente più ricche; le tasse così alte da pagare; i libri che nessuno può permettersi di acquistare a meno che non siano fotocopiati; i mezzi pubblici da pagare per arrivare ogni giorno in facoltà (perché ricordiamo che con la trovata dei mezzi di trasporto gratis, ci hanno dato un contentino, a mo’ di ottanta euro renziani). Non basta sedersi per terra durante i corsi perché i posti per tutti non ci sono, o non trovare il sapone e la carta igienica nei bagni.

È questa l’Università di cui ci vantiamo? Una delle più antiche e prestigiose del mondo e dell’Europa? Se le cose stanno così, di prestigioso, la Federico II, non ha davvero nulla.

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Scoperti sei nuovi vulcani a Napoli

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Scoperte sei nuove bocche del Vesuvio sui fondali del Golfo di Napoli, di fronte al Vesuvio, durante la campagna oceanografica Safe2014 condotta da un team di ricercatori che coinvolge l’Ingv, l’Università di Napoli Federico II e il Cnr. Le «nuove» bocche sono situate a meno di 3 chilometri dalla costa, nel tratto compreso tra Torre Annunziata ed Ercolano, e hanno un diametro di circa 800 metri. Alcune si sono aperte 19.000 anni fa, altre in tempi un po’ più recenti e sono sepolte sotto il fondale marino, a una profondità compresa tra 5 e 20 metri.

Le strutture sono state descritte sulla rivista Geophysical Reserch Letters. La scoperta è stata realizzata da un team di ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv-sezione Roma1), del Dipartimento Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (Distar) dell’Università di Napoli Federico II e dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Iamc-Cnr).
«Abbiamo rilevato nuovi punti di emissioni di anidride carbonica nel Golfo di Napoli, cosa abbastanza comune in aree geotermali e vulcaniche come quella napoletana. E qui abbiamo scoperto sei strutture vulcaniche (coni e duomi) finora sconosciute, con un diametro di circa 800 m. Inoltre, sono stati identificati i fronti delle colate laviche vesuviane che si sono riversate in mare in età prevalentemente medioevale»,  annuncia Guido Ventura, ricercatore dell’Ingv.

«La scoperta non aggiunge pericolosità a questo vulcano, il cui rischio maggiore – ha detto ancora Guido Ventura dell’Ingv – resta collegato alla bocca principale, quella del cono del Vesuvio. «Se queste bocche si riattivassero – ha osservato – le eruzioni avrebbero energia bassa e creerebbero problemi soprattutto alla navigazione».

In particolare, l’attività di esplorazione è stata realizzata nell’ambio della campagna oceanografica Safe2014, finalizzata allo studio delle emissioni gassose sottomarine nel Golfo di Napoli. Le ricerche, condotte nel 2014 a bordo della nave oceanografica “Urania” del Cnr, hanno consentito di rilevare, con estremo dettaglio, il tratto di costa antistante il Vesuvio, utilizzando due diverse tecniche. La prima, ha spiegato Ventura, si chiama prospezione sismica, e consiste nello sparare aria compressa verso il fondale marino. Il segnale di ritorno contiene le informazioni sul fondale e permette di ottenerne la mappa. L’altra tecnica, invece, è basata sulle misure dell’intensità del campo magnetico terrestre e ha rivelato le bocche perché le rocce vulcaniche sono più magnetiche rispetto ai sedimenti del fondale. Queste informazioni hanno permesso di ottenere una mappa dettagliatissima del fondale che ha permesso di individuare le sei strutture vulcaniche nascoste che hanno la forma di cupole di lava (duomi) e coni. Le bocche sepolte sotto il fondale, ha osservato Ventura, emettono anidride carbonica, come le fumarole di Campi Flegrei e del cratere del Vesuvio «cosa abbastanza comune in aree geotermali e vulcaniche come quella napoletana».

«Nel corso della campagna, finalizzata anche ad acquisire nuovi dati sui prodotti del Vesuvio e sulla loro età, abbiamo utilizzato una serie di tecniche di esplorazione, incluse quelle magnetometriche, sismiche e batimetriche» spiega Maurizio Fedi, professore del Distar, Università Federico II. «I risultati di queste indagini – continua Fedi – ci hanno permesso di stabilire che almeno tre delle strutture vulcaniche rilevate si sono formate prima di 19.000 anni, mentre una di esse ha eruttato in tempi storici». Le ricerche costituiscono la base per l’implementazione di un sistema di monitoraggio a mare finalizzato allo studio di eventuali fenomeni vulcanici sottomarini che potrebbero interessare la costa. La scoperta è stata pubblicata in un lavoro su Geophysical Reserch Letters dal titolo «Subcircular conduits and dikes offshore the Somma‐Vesuvius volcano revealed by magnetic and seismic data».

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Human faces. Art for life

locandina_mostra_pan_wVenerdì 7 ottobre negli spazi del Loft del PAN di Napoli si inaugura la personale fotografica di Sergio Goglia dal titolo “Human faces. Art for life” a cura di Valeria Viscione, parte dell’omonimo progetto sociale ideato da Ludovico Lieto e promosso dall’agenzia pubblicitaria Visivo Comunicazione in collaborazione con la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. La mostra, che gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, sarà in tour tra Napoli e New Yorktra il 2016 e il 2017. Lo scopo di “Human faces. Art for life” è contribuire alla promozione dei diritti dei disabili, sensibilizzando le istituzioni e i media su questa tematica.
Ferzan Ozpetek, Lambert Wilson, Bill Goodson, Luisa Ranieri, Cristina Chiabotto, Fabio Fulco, Cristina Donadio, Roberto Faraone Mennella, Maurizio Marinella e Fausto Puglisi sono tra i personaggi del
mondo del cinema, dello spettacolo e dell’imprenditoria che hanno supportato la nobile causa prestando la propria immagine. Negli scatti realizzati dal maestro della fotografia Sergio Goglia, ognuno dei “testimonial” è stato invitato a lanciare un messaggio sul tema portante del progetto. Il risultato è stato entusiasmante, immagini forti, cariche di energia e che coinvolgono immediatamente lo spettatore.
Giovedì 6 ottobre, alle ore 18.30, si terrà il vernissage della mostra (evento solo su invito), con degustazione a cura di Palazzo Petrucci con le prelibatezze dello chef Lino Scarallo, Stella Michelin. La mostra “Human faces. Art for life”, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e l’Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli, sarà visitabile fino 16 ottobre al Palazzo delle Arti di Napoli. L’esposizione delle opere continuerà dal 19 ottobre al 30 novembre 2016, negli spazi del cortile cinquecentesco di Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel (via Carbonara, 112 – Napoli).
Il progetto proseguirà nel mese di giugno 2017 con una mostra a New York, in occasione della decima “Conferenza degli Stati Parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità” .

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Il Napoli non riempie più il San Paolo

20000, è questo il numero di tifosi che frequenta il San Paolo negli ultimi tempi. t27 mila con il Milan, 21 mila col Bologna, conntro il Chievo sono stai venduti 18000 biglietti.
Il San Paolo delle grandi occasioni, è solo un bellissimo ricordo. C’è anche da dire che l’avversario di stasera è poco appetibile per la platea napoletana, il Chievo che supera il Napoli come numero di abbonati.
In Champions le cose vanno meglio, con i 31000 biglietti venduti per la partita con il  Benfica. 

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Giletti contro Napoli? O forse no?

Nell’ultima settimana imperversa la polemica, tutta napoletana, per le parole pronunciate da Massimo Giletti durante la sua trasmissione di Rai Uno “L’Arena“. Sembra che il noto conduttore abbia avuto l’ardire e il coraggio di affermare che in alcune parti di Napoli ci sono cumuli di spazzatura che poco si addicono ad una città tanto bella e ricca di storia e arte.

giletti-massimoNaturalmente, la polemica non è contro chi ci amministra. Non si accusa mica il sindaco di non riuscire a gestire un’emergenza che ormai va avanti da anni? Assolutamente no, si accusa Giletti, perché ha detto la verità, quella cosa che a noi napoletani non piace affatto, perché ci costringe ad aprire gli occhi e scoprire che quel posto idilliaco che abbiamo costruito nella nostra mente in realtà non esiste. Noi siamo così abituati ad affermare la bellezza della nostra città, che ci dimentichiamo di viverla e goderla.

È facile puntare il dito contro chi cerca di aprirci gli occhi, contro chi cerca di esporre all’Italia intera un problema che tutta l’Italia, ma in particolare Napoli, vive da tempo. Noi non vogliamo essere aiutati, noi non vogliamo risolvere i problemi, preferiamo nasconderli, così diventa tutto più facile. Poi, che i mezzi pubblici davvero non funzionino, oppure che ci sia criminalità e degrado in alcune zone, questo non importa, diventa secondario, l’importante è che ci sia qualcosa di bello da vedere (non importa che sia troppo poco).

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Indubbiamente, durante la trasmissione i toni erano accesi e forse il conduttore ha usato termini un po’ forti per esprimere il proprio pensiero, ma da qui ad accusarlo di razzismo e chiedere alla rai la sua testa su un piatto d’argento mi sembra eccessivo. Anche perché il bersaglio di Giletti non era la città e i suoi abitanti, bensì “la classe politica scarsa degli ultimi 10-20 anni, che ha portato al degrado di molte zone della città, a discapito dei napoletani onesti”.

“Il degrado è sotto gli occhi di tutti. È troppo facile occuparsi del salotto buono, dimenticando le periferie. Anziché fare Consigli comunali dove si discute se sia giusto o meno avere gratis i biglietti per andare a vedere il Napoli allo stadio, i politici dovrebbero fare un giro in alcune zone della città, che è una delle più belle del mondo.” Queste le parole del conduttore.

Ma davvero noi napoletani non riusciamo ad accettare le critiche e farle diventare la nostra forza per migliorare, per cambiare le cose, per scegliere di essere amati non solo per il bel panorama e le bellezze artistiche, ma anche per la civiltà e la bellezza della città nel suo complesso? Qualche tempo fa anche Roma era stata accusata di essere sporca, ma non mi sembra che i romani se la siano presa più di tanto, anzi in tanti si sono armati di scopa e paletta e hanno ripulito le strade del proprio quartiere. A Napoli, immagino che la risposta di qualcuno (per non dire dei più) sarebbe stata “e gli spazzini che fanno?”.

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Non a caso, a riprova dell’anarchia e dell’inciviltà che regna in alcune parti della nostra città, è arrivata la notizia che il pianoforte “condiviso” voluto da Grandi Stazioni nella stazione centrale (come in tante altre grandi stazioni italiane) per rendere le stazioni sempre più da vivere come luoghi d’incontro e di aggregazione, è stato distrutto. Forse sono stati i vandali, forse alcuni soggetti poco raccomandabili presenti in stazione, o forse un soggetto con problemi psichici.

Intanto, solo da noi  è successo questo. Adesso a chi diamo la colpa?

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Maksimovic al Napoli non ci va

“L’offerta è assolutamente inadeguata: mi dispiace, è troppo tardi, neanche una proposta folle potrebbe cambiare le cose. Maksimovic al Napoli non ci va”. Così il presidente del Torino Urbano Cairo ha chiuso le porte al Napoli. Il club azzurro era pronto a sferrare l’ultimo attacco per il 23 enne difensore centrale serbo. “Con il Napoli ci siamo sentiti solo una volta 3-4 giorni fa ma l’offerta è assolutamente inadeguata”, ha detto Cairo.

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Napoli, nuovo contatto con il Torino per Maksimovic

Il Toro continua a sparare alto. Poco fa contatti telefonici tra ds

Nikola Maksimovic è il grande obiettivo del Na del presidente Aurelio De Laurentiis. Nonostante l’arrivo di Chiriches, Maurizio Sarri continua a richiedere l’arrivo di un nuovo difensore centrale, abile anche come terzino destro, e Maksimovic sembra essere il nome in cima alla lista dei desideri degli azzurri ma non è facile, anzi è complicato, convincere il Torino a lasciar partire il difensore serbo classe 1991.

Sorgente: Napoli, nuovo contatto con il Torino per Maksimovic

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