04 Ago

Una 22enne chiede passaggio: branco tenta di violentarla

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 «Erano da poco passate le 23 di sabato – racconta Anna, un nome di fantasia – ero in compagnia delle mie due amiche e io volevo andare a ballare mentre le altre due stavano per rientrare a casa. Abbiamo litigato. Mi hanno lasciata sola e, un po’ per ripicca, un po’ per scelta, sono salita dal porto di Marina di Camerota all’incrocio del cinema Bolivar». Anna ha 22 anni. E’ di Napoli. Va in vacanza a Marina di Camerota con tutta la sua famiglia da quando era nel pancione della mamma. «Volevo prendere la navetta – rivela – ma è passata un’auto con a bordo tre ragazzi, non del posto, e mi hanno chiesto se volevo un passaggio». Anna aveva tra le mani una sigaretta e una bottiglia di birra mezza piena, come lei stesso racconta. Ha buttato la cicca sull’asfalto, ha fatto l’ultimo sorso di birra ed è salita in auto. I ragazzi l’avrebbero fatta accomodare nei sedili posteriori. «Avevano bevuto e ho cominciato subito ad avere paura. E’ stata una scelta sbagliata – ammette la 22enne – ma ormai ero seduta e non potevo far altro che sperare che tutto andasse per il verso giusto».  «Poi siamo arrivati all’altezza del bivio di Palinuro, sono scesi per la stradina dell’arco naturale – continua a raccontare Anna – ed è a questo punto che mi sono insospettita. Hanno iniziato a fare domande molto spinte e a toccarmi le gambe». La 22enne è scoppiata in lacrime e ha minacciato i ragazzi dicendo che cominciava ad urlare se non la portavano subito indietro o la facevamo scendere dall’auto.
 «Da lontano si vedono i fari di un’auto e quelli sono stati la mia salvezza». I tre lasciano Anna a piedi e scappano via. La giovane, sotto shock, non è riuscito a prendere il numero di targa. «Ricordo solo che era una Renault verde militare» .  «Ho troppa paura di dire come stanno le cose alla mia famiglia e, lo stesso discorso, vale anche per i carabinieri. Se racconto quanto successo alle forze dell’ordine lo verranno a sapere anche mamma e papà. Spero sia solo stato un incubo e ora è tutto finito».

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