Massimiliano Addario, l'agente che calpestò la ragazza richia il processo

Set 05 2014

Massimiliano Addario, l’agente che calpestò la ragazza richia il processo

Il capo della polizia Alessandro Pansa  aveva commentato: «Un comportamento cretino»,  vedendo quelle foto dove
Massimiliano Addario durante la manifestazione per la casa dello scorso 12 aprile, calpestava una ragazza. Adesso rischia il processo, l’accusa formulata dal pm Eugenio Albamonte è:  “lesioni aggravate dai futili motivi, dall’abuso di potere e dalle circostanze che rendevano impossibile la difesa della vittima”.
«Pensavo di calpestare uno zainetto», dichiara Addario al Gip Paola della Monica, così non viene preso in considerazione la richiesta di sospensione dal servizio richiesta dal Pm motivandola: «Il gesto compiuto nei confronti della Angrisani, se valutato oggettivamente e ritenuto volontario, sarebbe assai grave poiché compiuto nei confronti di una ragazza priva di difese, distesa in terra e già sotto il controllo di altri appartenenti alle forze di polizia, deve concludersi che deve essere stato commesso da persona animata da assoluto disprezzo per l’incolumità delle persone e da una crudeltà e un accanimento del tutto gratuiti». Ma il giudice crede alla versione dell’indagato: “l’agente guardava in alto cercando ordigni che potessero esplodere e aveva un casco che non gli consentiva di vedere bene.”

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